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Un pianoforte… da Guinness!

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Un pianoforte… da Guinness!

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Quando Martin Lavignac, pedagogo francese del XIX secolo e profondo conoscitore della musica, scrive la Galop – Marche per i suoi alunni sicuramente non considerava la possibilità di rientrare nel Guinness dei primati. Ci hanno pensato invece al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari nell’ambito del Festival pianistico organizzato durante il mese di ottobre, trascrivendo la sua composizione per ben 18 pianisti!

Sotto la guida della docente Angela Montemurro, 18 ragazzi del Conservatorio (il più piccolo 10 anni) si sono raccolti intorno a un pianoforte nelle posizioni più strane (anche sotto la tastiera!) pur di arrivare a contribuire con un dito all’esecuzione della Galop-Marche, trascritta per l’occasione dalla stessa docente, coordinatrice del Festival.

La manifestazione che si svolge all’Auditorium La Vallisa a Bari è un’occasione per offrire alla città la possibilità di avvicinarsi al Conservatorio e di conoscere musicisti, allievi e insegnanti. Le proposte di ascolto sono tante, il Conservatorio propone autori e periodi musicali diversi ma anche generi di musica differenti dalla classica. I ragazzi conducono guide all’ascolto, concerti e anche scambi di opinioni “interattive” col pubblico spiegando processi compositivi, tecnici ed esecutivi ma soprattutto rispondendo anche alle domande del pubblico.

Il programma di quest’anno vuol dimostrare le tante possibilità del pianoforte iniziando da un brano eseguito con un solo dito (La tartina di burro di Mozart) attraverso pezzi per tre, quattro, sei e otto mani (Danze slave di Dvorak) fino alla Marcia di Lavignac trascritta da Angela Montemurro per 18 esecutori. Musicisti di chiara fama e pubblici ufficiali della Commissione del Guinness World Records ad assistere al Festival.
“Neanche un errore” dice Elisabetta Pani una delle pianiste che hanno partecipato al tentativo di raggiungere il record del mondo come numero di pianisti che suonano contemporaneamente sullo stesso pianoforte, “però ora non resta che aspettare l’omologazione e il verdetto della commissione”, che avrà tre mesi di tempo per decidere se far entrare il tentativo dei nostri studenti italiani nel Guinness del mondo.

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