Home Articoli Altro Percorso del pianista: Principi per impostare lo studio del piano

Percorso del pianista: Principi per impostare lo studio del piano

2
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Percorso del pianista: Principi per impostare lo studio del piano, 5.0 out of 5 based on 283 ratings

Ieri Tim, un mio amico del Madagascar nonchè seguace fedele di pianosolo, mi ha inviato un articolo per email che trattasse, tramite esempi ed opinioni personali, ciò che io ho già detto a livello teorico. E’ un articolo molto interessante e penso che ti possa essere molto utile, eccolo quà:

Ciao. Sono Tim.
Ho letto vari post che Christian ha inviato su questo sito e vorrei commentarli. Va precisato subito che con questo articolo, non si intende riprendere uno a uno cio’ che e’ stato detto nei vari post ai quali si rimanda, facendo ricerche sul sito. Si intende invece fare un’analisi prospettiva degli argomenti trattati, integrando qualche osservazioni personali, esempi, etc… Complessivamente gli argomenti trattati riguardano:

  • Motivazioni, Stimolo dell’ allievo o del futuro allievo per lo studio del Pianoforte.
  • Strategie e Metodi per uno studio efficace
  • Come deve essere un Insegnante di pianoforte.

Cominciamo dunque con l’ Argomento numero 1:

La motivazione e lo stimolo dell’ allievo

Va sottolineato che il futuro allievo, prima ancora di cominciare le lezioni, debba gia’ avere chiaro in mente che cosa vuole, che cosa si aspetta, quali sono i percorsi possibili. Insomma, e’ prorio una preparazione mentale che si deve fare prima di affrontare lo studio del pianoforte. Un po’ come un chirurgo che, prima di intervenire su un paziente, ha gia’ chiaro in mente cio che andra’ a fare: cosa vuol fare, com’ e’ la conformazione degli organi, dove toccare, dove non toccare, quali sono i percorsi alternativi, che fare in caso di complicazioni, etc…
Si deve quindi maturare bene la scelta di fare lezioni di pianoforte. Informatevi bene, andate a conoscere altri pianisti che possono dare qualche informazioni, guardate Youtube, Visitate siti didattici come questo sito, etc…

Una volta che si e’ deciso di cominciare, bisogna coltivare questo stimolo che vi ha spinto a suonare.
Christian ha fatto una bella osservazione: suonare deve essere un piacere, non una attivita’ meccanica noiosa in cui ci si sente costretti. Per facilitare questo, ti consiglio di  non studiare mai da solo. Confrontatevi sempre con altri principianti, con altri musicisti piu’ esperti, fatevi membri di una comunita’ (un coro o un forum per esempio), guardate siti web come pianosolo.

I vantaggi sono:

  • Confrontandosi con altri principianti, non si ha la brutta impressione di essere lento per imparare una cosa. Scartato quindi il pericolo di scoraggiarsi e voler abbandonare.
  • I musicisti con piu’ esperienza saranno lieti di dare consigli, rendendo l’apprendimento ancora piu’ veloce e più facile.
  • Fare parte di una comunita’ puo’ darti l’opportunita di avere esperienze che mai non avresti mai immaginato e talvolta si gode di notevoli benefici. Mi e’capitato per esempio che, io, essendo membro di un coro in una chiesa, l’organista del coro era assente, e mi fu chiesto di suonare una pezzo al suo posto. Avevo paura. Era la prima volta che suonavo in pubblico. Sbagliavo tante volte ma non importa. Sono riuscito a portare la canzone a termine. Ero contentissimo e da li’ ho volato proprio.
  • Finalmente, visitando siti dedicati come pianosolo, puoi scoprire tante cose: trucchi, evitare sbagli, etc…

Ora, andiamo a riflettere sulle strategie e metodi per uno studio efficace.

Metodi di studio efficaci

Partiamo sempre dal principio d’oro di Christian: suonare deve essere un piacere, non una attivita’ meccanica noiosa in cui ci si sente costretti.

Per cui concordo con Christian quando lui sconsiglia di esercitarsi ripetendo continuamente gli esercizi Hanon. Infatti, molti esercizi dell’ Hanon non sono belli da ascoltare.
Come fai a non stufarti poi?

Io, personalmente faccio cosi’:
Dopo aver imparato una certa tecnica (per esempio il trillo, le scale, etc… ) vado ad applicare su canzoni facili che mi piacciono. Esempio: se ho appena imparato la scala di FA, la vado ad applicare sulla canzone di Natale “Tu scendi dalle stelle” , che e’ appunto in FA, mi piace un sacco ed e’ facile da suonare. NB. la canzone su cui applicare deve essere facile (almeno di una difficolta’ pari al tuo livello), questo per evitare un affaticamento eccessivo.

Un’altra cosa che faccio è che studio contemporaneamente su piu’ libri. Quando mi sono stancato dell’uno, passo all’altro, poi a un altro ancora, etc… E non necessariamente seguo l’ordine predefinito sui libri. Puo’ capitare quindi che io salti alcuni capitoli. Questo lo faccio in funzione dei miei bisogni (a breve/ medio/ lungo termine) e previo parere favorevole di Musicisti di fiducia, rispettando ovviamente le propedeuticità necessaria.

In poche parole quindi, faccio un percorso personalizzato: piu’ divertente, nessuna costrizione. Questo trova riscontro con quanto detto da Christian che consiglia appunto un percorso personalizzato per ciascun allievo.

Infine, vediamo come deve essere l’insegnante di Pianoforte.

L’insegnante di pianoforte

Tante cose sono state dette da Christian. Io focalizzerei soltanto su un aspetto: il professore deve sapere cosa fare, sapere essere ma sopratutto, egli deve saper comunicare.

Da lui dipende in grande parte la motivazione dell’allievo.
Il professore rappresenta l’ interfaccia tra l’ allievo e la musica. Se questa interfaccia e’ corrotta, verrà’ ostacolata il passaggio all’altro lato.

Ruolo dell’ Insegnante e’ quindi di trasmettere all’allievo, oltre alle capacita’ conoscitive, anche il senso di sicurezza di se, credere in cio che fa, e la convinzione che di fronte ad una difficolta’, ci sono tante possibilita’ per superarla attraverso le vie più semplici.

Con questo, abbiamo provato a riflettere su come impostare il percorso di un Pianista dal suo inizio. Il percorso e’ fattibile se si considerano tre punti cardini: Stimolo, percorso personnalizzato e credere in cio’ che fai. Non mi resta che augurare Buon Percorso a tutti.

Pianosolo consiglia

2 COMMENTI

  1. Christian sono contento delle affermazioni che hai esposto fino ad ora, anche in ragione al fatto che altre persone concordano con te nel dire che alla base di tutto ci deve essere il divertimento. Aggiungerei che un Buon Maestro deve essere anche BASTARDO DENTRO "vedi Giulio" se non era per lui quel poco che so' non sarei stato capace di suonarlo. Lui ed il suo Bayer che palle, pero' ha funzionato ora sono capace di eseguire pezzi che mi garbano. Per non parlare dell'Hanon la prima parte è noiosa e pericolosa se non esegui gli esercizi in scioltezza e amore ti viene la tendinite, infatti amo l'esercizio 32. Detto questo vado a studiare perche' ora tutti sono al lavoro e non rompo a nessuno. Bravo Christian e Giulio continuate cosi' è come vedere un faro vicino alla costa in un mare in tempesta e non avere paura di entrare in porto, questo è PIANOSOLO.it. Buon lavoro. Ciro

LASCIA UN COMMENTO