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Passare dalle mani separate alle mani unite

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Uno dei maggiori problemi che si incontra nello studio del pianoforte è quando si passa dallo studio a mani separate allo studio a mani unite.

In tutta sincerità, questo passaggio non è affatto semplice e vuoi sapere perché? Perché è paragonabile ad un bambino che passa dalla camminata alla corsa. Più volte capiterà di cadere, ma poi pian piano, con molto allenamento, si potrà riuscire a correre alla massima velocità senza problemi.

Prima di poter arrivare a correre però, bisogna saper padroneggiare molto bene la camminata. Allo stesso modo funziona il pianoforte. Bisogna prima cercare di avere una buona padronanza delle mani separate. Solo quando questa sarà ad un buon livello si potrà finalmente iniziare a cercare di unire le mani. Prima di farlo però ci sono dei passaggi fondamentali.

Innanzi tutto bisogna cercare di portare entrambe le mani allo stesso livello. Ciò vuol dire che la mano sinistra dovrà essere forte come la destra prima di poterle unire altrimenti succederà poi che la sinistra si ritroverà a seguire la destra per inerzia e non per volontà propria. Questo è assolutamente da evitare! Ogni mano deve essere indipendente.

Rendere le mani indipendenti

le mani indipendenti Per cercare di rendere una mano indipendente dall’altra devi fare molto esercizio, ovviamente a mani separate. Un conto è rendere le dita indipendenti, e un altro conto è rendere le mani indipendenti.

Ciò vuol dire che l’articolazione non conta nullama sono solo le mani che devono cercare di non dipendere l’una dall’altra. Perciò la questione non è fisica ma è mentale. Si tratta infatti di cercare di raggiungere nel cervello un certo grado di coordinazione in modo tale che questo ci permetta poi di poter far suonare entrambe le mani due diverse melodie.

In questo era maestro il sommo Bach, che con le sue invenzioni a 2 e poi a 3 voci, ha creato un’opera didattica veramente formidabile.

Quello che devi fare perciò per rendere le mani indipendenti è suonare molto a mani separate, ed infine cercare di unirle molto lentamente e nel paragrafo che segue vedremo bene come fare.

Le prime note a mani unite

Una volta che hai suonato parecchio a mani separate (e quindi la sinistra si è portata al livello della destra), puoi iniziare finalmente ad unire le mani. Nel farlo devi suonare molto molto lentamente.

Cosa devo suonare?

Devi suonare le stesse note con entrambe le mani. Questo è in assoluto il primo passaggio. Devi perciò incominciare a dare le stesse note alle stesse mani. Ciò vuol dire che per esempio entrambe le mani  suoneranno le note  Do Re Mi Fa Sol contemporaneamente. Per ora è ancora presto per cercare di far svolgere due attività diverse alle mani, sono ancora molto dipendenti fra di loro.

Perciò prendi degli esercizi per le mani separate e utilizzali immaginando che questi siano per le due mani. In questo modo avrai un solo rigo musicale, ma può bastare per poter suonare con entrambe le mani. Questo esercizio ha un doppio beneficio:

  1. Puoi iniziare a suonare con entrambe le mani
  2. Il fatto che ci sia un solo rigo musicale e non l’accollatura fa sì che tu concentri il tuo sguardo solo su di un rigo anziché in 2. In questo modo la concentrazione che “risparmi” per non leggere l’altro rigo la puoi mettere nel cercare di far suonare le mani insieme.

Perciò prendi anche i primi esercizi del Beyer, e fingi che siano per le mani unite (ovviamente suona la parte dedicata all’allievo 😀 ).

Le mani unite

le mani unite al pianoforte Benissimo, una volta che hai reso le mani forti, una volta che hai provato ad unirle facendole suonare le stesse note, è arrivato il momento di separarle. Ovviamente non intendo separarle nel senso letterale della parola, ma intendo nel senso che ora ogni mano deve prendere la sua strada.

Già, per farlo non c’è niente di meglio che iniziare con questo esercizio che potrai scaricare qui sotto.  L’esercizio è in Mi minore, ciò vuol dire che ha un diesis in chiave (il Fa#). Tutti i Fa che incontrerai nello spartito saranno perciò diesis.

Lo spartito è semplice ma carino, penso che ti potrai divertire nel suonarlo. Certo, è scritto con tempi e durate abbastanza larghi in modo tale da avere tutto il tempo possibile per poter preparare le note che seguono.

Ovviamente, una volta che avrai preso padronanza con l’esercizio, puoi aumentare la velocità di questo, fino a dimezzarne i valori (e quindi a raddoppiare la velocità del brano).

Spero che ti piacerà, qui di seguito puoi trovare il download dell’esercizio. Buono studio!

Download Esercizio

Cliccando sul pulsante che segue potrai scaricare gratuitamente l’esercizio da me creato per iniziare a rendere le mani indipendenti. L’esercizio è semplice ed è scritto totalmente in chiave di Sol in modo tale da poter rendere più facile la lettura e quindi l’esecuzione.

Pianosolo consiglia

4 COMMENTI

  1. Caro Cristian. Hoscaricato questo esrcizio, e sto cercando di farlo cosi com’è scritto. Ma vedendo la tua dimostrazione; ho notato che non usi la diteggiatura scritta sullo spartito. Ti domando questo, perchè , nell’esecuzione ; mi capita sempre di fare qualche errore. Eppure, non mi sembra che sia un esercizio difficile. Pensi che una diversa diteggiatura possa agevolarmi? Grazie Angelo

  2. Ciao Christian , ti ringrazio per l’ottimo sito , io sono un ex fisarmonicista , dic oex perchè ho iniziato a 8 anni e ho smesso a 18 e ora a 40 ho rispolverato la passione per la musica partendo questa volta dal pianoforte . Tutta questa premessa per dirti che la mano destra è ancora veloce come un tempo ma la sinistra è praticamente ferma e sono molto interessato al libro che consigli sopra ma purtroppo il link non funziona…..

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