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Le ottave al pianoforte

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Bisogna fare bene attenzione a non confondere l’ottava con l’ottavo, e le ottave con gli ottavi.

Per ottava in musica si intende quello spazio che intercorre fra due note che distano fra di loro  8 tasti (6 Toni). L’esempio più comune è intendere l’ottava che va da un “Do” all’altro, ma in realtà un’ottava può andare da un “Re” all’altro e così via. Per esempio per gli accordatori, l’ottava è intesa dal “La” al “La” successivo.

Per esempio, il “La” dell’ottava centrale ha una frequenza di 440 Hz, mentre quello dell’ottava superiore ne ha 880.

Per ottavo si intende la croma ovvero la nota col valore di ⅛.

 Per ottavi si intendono una successione di crome, ovvero una successione di note dal valore di ⅛.

 Per ottave invece si intende quella successione di due note che distano fra di loro 6 toni. Per esempio: Do-Do, Re-Re, Mi-Mi, Fa#-Fa# Ecc…

 Una successione di ottave non deve essere eseguita obbligatoriamente in successione, ma può anche essere presa per salti.

Diteggiatura

Le ottave vengono prese in modo diverso a seconda che si tratti di tasti bianchi o tasti neri. Se si ha un’ottava sui tasti bianchi (per esempio Mi-Mi), si usa la diteggiatura Pollice-Mignolo (1-5 per la mano destra, 5-1 per la mano sinistra).

Se si ha un’ottava sui tasti neri (per esempio Lab-Lab), e si ha la mano abbastanza grande, si usa la diteggiatura Pollice-Anulare (1-4 per la mano destra, 4-1 per la mano sinistra).

Nei passaggi in “forte” o “fortissimo” è possibile raddoppiare il quinto o il quarto dito, affiancandolo con un dito adiacente. Con quest’operazione è possibile avere una maggiore superficie d’appoggio sul tasto. Questo permette di evitare di scivolare e aiuta ad avere un suono più grandioso.

Al quinto dito solitamente viene affiancato il quarto, e al quarto si può affiancare il quinto o il terzo, o addirittura tutti e due.

Ecco un video di dimostrazione di bravura in passaggi di ottave:

Le ottave possono essere principalmente di due tipi: staccate o legate.

Le ottave Staccate

Nella letteratura pianistica ci sono moltissimi passaggi in cui bisogna eseguire in velocità dei passaggi di ottave staccate. Fra i passaggi più celebri ci sono quelli della IV e della VI Rapsodia Ungherese di Liszt.

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Rapsodia Ungherese n.6 – F.Liszt
Rapsodia Ungherese n.4 - F.Liszt
Rapsodia Ungherese n.4 – F.Liszt
Barcarolle Op.60 - S.Thalberg
Barcarolle Op.60 – S.Thalberg

In entrambi i passaggi la destra si ritrova a eseguire una serie di ottave in successione staccate.

Come eseguirle?

L’errore da non commettere è quello di tenere il braccio e il polso rigido. L’ottava molte volte ci impone di tenere la mano completamente aperta e tenendola aperta per un lungo periodo è facile irrigidirsi o sentire un senso di affaticamento.

Il primo passo che ti consiglio di fare è quello di studiare le ottave lentamente in modo legato. Proprio quando si acquisisce la tecnica delle ottave legate poi è possibile staccarle. Fai bene attenzione: per “staccare” le ottave non occorre un movimento verso l’alto ma verso destra o sinistra (in base a dove bisogna andare). Più alzerai la mano e più le ottave verranno lente. Più aderente sarai alla tastiera e più le tue ottave potranno prendere velocità.

È molto importante che tu senta su ogni ottava il completo rilassamento. Non confondere mai il “rilassamento” con l’”essere deboli”. Un pianista può essere rilassato e produrre un suono fortissimo con grande tranquillità. Anzi, più si è rilassati e più il suono sarà grandioso.

Prova a cadere lentamente su ogni ottava e prova a sentire il completo rilassamento. Il gomito dovrà essere rilassato, così anche il braccio e il polso. Non dovrai sentire alcun tipo di tensione se non quella che ti permette di stare in equilibrio sui tasti.

Puoi trovare approfondimenti qui.

Le ottave Legate

Le ottave legate si trovano solitamente nei passaggi più cantabili e quindi più lenti. Il problema quindi non sarà il virtuosismo e la velocità delle ottave ma la qualità del suono. Qualche esempio:

Consolazione n.3 - F.Liszt
Consolazione n.3 – F.Liszt

Nel passaggio qui sopra, le ottave vengono legate utilizzando il 3 il 5 e il 4 (ovviamente dobbiamo ricordarci che siamo in tonalità di Reb maggiore).

Per legare le ottave ovviamente non si intende un legato assoluto anche perché questo sarebbe impraticabile. Per “legare” le ottave si intende invece legare le note superiori (per la mano destra e inferiori per la mano sinistra). Quelle inferiori, della mano destra, suonate sempre col pollice, non solo legabili. Quello che si può fare per sopperire a questa mancanza è scivolare da tasto nero a tasto bianco, dando l’impressione di un legato perfetto (tecnica che amava Chopin e che insegnava ai suoi allievi).

Ovviamente nella musica romantica le ottave, sia legate che staccate vengono unite con l’aiuto del pedale. Il pedale utilizzato al punto giusto darà la sensazione di maggiore uniformità. In fase di studio ti consiglio di studiarle senza l’ausilio del pedale.

Le ottave Parallele

Studio trascendentale "Mazzeppa" - F.Liszt
Studio trascendentale “Mazzeppa” – F.Liszt

Per ottave parallele si intende quella successione di ottave eseguite con entrambe le mani nella stessa direzione, sulle stesse note ad altezze differenti. L’effetto scenico è potentissimo e anche quello sonoro, ma non sono così semplice per l’esecutore.

Questo video mostra i più bei passaggi di ottave parallele della letteratura pianistica:

Il segreto per eseguire correttamente le ottave parallele è quello di guardare solamente i pollici delle mani, poiché sarebbe impensabile guardare i pollici e i mignoli di ogni mano. Se i pollici saranno sulle note corrette, in automatico anche i mignoli lo saranno poiché capita veramente di rado di errare l’ampiezza dell’ottava.

Per imparare a essere rilassati ti consiglio di provare questo gesto che io chiamo “zampata”, come puoi vedere in questo video:

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