Home Speciali Altro speciali Musica e scuola: questo matrimonio s’ha da fare!

Musica e scuola: questo matrimonio s’ha da fare!

9
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Musica e scuola: questo matrimonio s’ha da fare!, 5.0 out of 5 based on 245 ratings

Musica e scuola:  questo matrimonio s’ha da fare!

music-and-school

La vita è difficile.

Quella della scuola italiana è ancora più difficile.

Diventare insegnanti oggi, difficilissimo.

Scrivere sulla presenza della musica nelle istituzioni scolastiche italiane e fare un panorama della situazione attuale è sinceramente un’impresa che spaventa. L’idea di affrontare uno spazio non ben definito pieno di circolari, decreti, note ministeriali, programmi e indicazioni varie che mutano a ogni variar di governo rende perplessi.

Nonostante ciò diventare insegnanti ancora oggi ha il suo fascino ma le strade per arrivarci sono tortuose e non uguali per tutti. Vediamole in sintesi.

tabella-scuolaweb

Dunque, mentre per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria non esistono classi di concorso e quindi graduatorie specifiche da cui attingere personale appositamente preparato in materia, per la scuola media e per la scuola superiore (laddove la musica è inserita come materia alternativa alla religione cattolica) o per i licei musicali, la situazione sembra migliorare e apparire più disciplinata.

Quindi per i bambini più piccoli, all’asilo per esempio, la scuola propone dei progetti che i genitori scelgono nelle riunioni di inizio anno: per cui il laboratorio di musica si trova a dover gareggiare con quello di teatro, di pittura o di qualunque altra attività venga proposta dalle varie associazioni alle scuole.

La situazione non migliora nelle scuole primarie (ex elementari) dove la maestra di classe o di modulo si adopera per “far cantare qualche canzoncina”! Deve esser chiaro che l’attuale percorso di Laurea di Scienze della Formazione è insufficiente a garantire l’acquisizione di una competenza musicale adeguata per realizzare ciò che le Indicazioni Nazionali prevedono per la scuola dell’infanzia e primaria.

E così si arriva alle scuole medie per incontrare il primo docente abilitato per l’insegnamento dell’educazione musicale.

L’abilitazione è condizione essenziale per accedere ma è possibile cominciare a insegnare anche senza, facendo domanda di inserimento nelle graduatorie di Istituto per le supplenze, le cui norme sono stabilite anno per anno (nota 6677 del 12 settembre 2012: Istruzioni e indicazioni operative in materia di attribuzione supplenze personale scolastico a.s. 2012-13).

Per chi desidera intraprendere questo cammino, il DM 249 del 10 settembre 2010 ha stabilito tre modalità per acquisire l’abilitazione:

  1. Biennio di II livello e TFA
  2. Solo TFA
  3. Percorsi speciali abilitanti

I bienni di II livello sono attivati dalle Università e dai Conservatori, hanno la frequenza obbligatoria e sono incompatibili con tutti quei corsi che consentono l’acquisizione di crediti formativi universitari in Italia e all’estero.

Bisogna superare delle prove di ammissione e i corsi vengono attivati solo se si prevedono posti disponibili in relazione al fabbisogno dei docenti.

Il Tirocinio formativo attivo (TFA) invece è la parte pratica oggi indispensabile a cui si accede dopo aver conseguito il biennio di II grado a indirizzo didattico. Al termine dell’anno di Tirocinio c’è l’esame di abilitazione con la valutazione dell’attività svolta durante il tirocinio e con la stesura e la discussione di un lavoro finale.

Ci si può abilitare anche frequentando il solo Tirocinio ma questa opportunità riguarda coloro che sono  in possesso dei requisiti “previsti dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, n. 39 e dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22, per l’accesso alle Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario e i possessori di laurea magistrale che, secondo l’allegato 2 al decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 26 luglio 2007 e successive modificazioni, è corrispondente ad una delle lauree specialistiche cui fa riferimento il decreto del Ministrodell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22”, ovvero coloro che sono in possesso di un diploma di conservatorio, di una laurea in Musicologia (o Dams), di un diploma in paleografia e filologia musicale.

I corsi di solo TFA non sono aperti a tutti e per accedervi è necessaria una prova, ma è importante anche avere pubblicazioni, titoli di servizio e/o di studio perché tutto concorre alla definizione della graduatoria finale per accedere al TFA.

E poi infine ci sono i percorsi abilitanti speciali che sono riservati ai docenti non di ruolo e non abilitati che abbiano già insegnato per almeno 180 giorni.

Purtroppo a parte i tre anni della scuola media, nella scuola secondaria superiore si ritorna all’assenza della Musica, che non è considerata una disciplina autonoma e obbligatoria, ma un’alternativa alla religione cattolica!

Al di là dei percorsi ufficiali, perciò, la quasi totalità delle attività musicali è svolta in orario extracurricolare e con scelta facoltativa degli studenti, valorizzando il ruolo collaborativo di scuole di musica, associazioni musicali corali e bandistiche, che nascono e crescono numerosi sul territorio italiano, a dimostrazione di un grande interesse per la materia.

Pianosolo consiglia

9 COMMENTI

  1. I Licei musicali e coreutici sono ancora oggi un argomento molto complesso…sono nati nell’anno scolastico 2010/2011…quindi abbastanza giovani. Cara Maria sono molti i siti web a cui puoi indirizzarti per avere informazioni precise, non ultimi gli stessi siti delle scuole che li ospitano. A Roma per es. vi è un solo liceo, nel Lazio se non vado errato ce n’è uno a Viterbo e uno ad Anzio: naturalmente insufficienti a fronte di una richiesta che sembra più numerosa. Sono molti gli argomenti che si possono toccare a proposito: come vengono reclutati i docenti, come si viene ammessi, il problema della difficoltà di reperire attrezzature e strumenti…insomma c’è ancora molto da discutere…

  2. Ti sei dimenticata proprio del Liceo Musicale, un vero e proprio Liceo con ben 5 materie d’indirizzo. Un Liceo che è stato avviato grazie alla Riforma Gelmini, così criticata per altri versi.

    • Maria se leggi bene i licei musicali sono stati menzionati, qua:
      “… per la scuola media e per la scuola superiore (laddove la musica è inserita come materia alternativa alla religione cattolica) o per i licei musicali, la situazione sembra migliorare e apparire più disciplinata…” proprio come esempio di scuole superiori in cui la materia musicale ha una sua specificità.

    • Gent.ma Maria
      ti ringraziamo per la tua osservazione….come dimenticarsi dei licei musicali che tanta discussione hanno sollevato tra docenti e non docenti?….presto interverremo con un altro articolo in cui parleremo dei licei musicali in modo specifico….

      • Ottimo! Lo aspetto con molto interesse. Ho una figlia che lo frequenta, è contentissima.
        Ci sarebbe da trattare l’aspetto della rivalità tra il Conservatorio e il Liceo Musicale…

  3. L’insegnamento E’ una cosa SERIA,non basta essere preparati tecnicamente,MA bisogna capire se il messaggio che parte dall’insegnante SIA, poi in effetti, recepito dagli alunni..ed è PROPRIO questo che fà la differenza ….non dare MAI niente per scontato.
    saluti
    saverio

LASCIA UN COMMENTO