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Musica e bambini, i benefici

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Musica e bambini, i benefici, 5.0 out of 5 based on 284 ratings

Bambini e musica, creatività ed intelligenza

Gioco, emozioni, ritmo e vibrazioni: ecco le parole chiave da non dimenticare.

Edwin E. Gordon, ricercatore presso la South Carolina University (USA) e, in Italia, Presidente Onorario dell’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale (AIGAM) è noto per aver rivoluzionato il campo dell’educazione musicale.
“Con la sua opera scientifica e didattica ha fornito un contributo fondamentale allo studio dell’Attitudine Musicale, del Pensiero musicale (Audiation) e del suo sviluppo da parte del bambino, dei meccanismi che sono alla base dell’improvvisazione musicale allo studio del movimento in relazione allo sviluppo del senso ritmico. E’ autore della Music Learning Theory, (teoria dell’apprendimento musicale).
E’ autore di fondamentali pubblicazioni nel campo della Didattica Musicale e della Psicologia della Musica.
Parallelamente all’intensa attività di ricercatore e di docente universitario ha dedicato molti anni della sua vita all’insegnamento della musica ai bambini.′ Prima di prendere il Ph.D in Music Education alla Iowa University nel 1958, ha conseguito il Master Degree in Contrabbasso presso la Eastman School of Music e ha suonato nella Jazz Band di Gene Krupa.”

Secondo Edwin E.Gordon l’attitudine musicale può essere sviluppata in un periodo particolarmente importante della vita, ovvero nella fascia d’età compresa fra 0 e 6 anni. Nella “Music Learning Theory” si ritiene che siano proprio i bambini ad essere naturalmente predisposti ad apprendere la musica ed in una modalità del tutto simile a quella dell’apprendimento del linguaggio verbale. E’ quindi di estrema importanza che il bambino entri in contatto con la musica fin dai primi giorni di vita. O ancora prima: ricerche parallele infatti sottolineano i grandissimi benefici dell’ascolto della musica in età pre-natale: “la musica esterna arriva al feto attraverso due meccanismi, l’orecchio interno e le vibrazioni del suo sistema osseo. La musica aiuta lo sviluppo dell’area uditiva del cervello del feto.”  Sono numerosi gli studi che documentano che il feto è in grado di ricevere stimoli musicali. La cultura gitana ha fatto proprie, inconsapevolmente, queste teorie: il padre, infatti parla al suo piccolo per tutta la gravidanza, canta, suona, crea musica per il suo bambino.

Qualcuno, confidando nella bontà di queste ricerche, ha cercato di creare un business. Sono state realizzate delle casse a posta per far ascoltare la musica al proprio bambino… nella pancia della mamma 🙂

Vedere per credere:

Apprendere in questo periodo di vita significa portare all’interno di sé la musica e la sua sintassi… per sempre. Occorre quindi comprendere le modalità in cui far avvenire questo importantissimo incontro, un incontro fra due sensibilità, fra due mondi: bambini e musica possono fondersi in un legame indissolubile.

Quali sono i benefici che il bambino andrebbe a conquistare grazie alla musica?

Roberto Luccio, musicologo e pedagogista afferma: “La musica aiuta a progredire nell’apprendimento della lingua, favorisce il passaggio dal pensiero concreto, centrato sulle percezioni sensoriali, al pensiero astratto di tipo logico razionale, facilitando così la comprensione di materie come la matematica, la grammatica o le scienze: un percorso evolutivo che va di pari passo con lo sviluppo della mente e si conclude verso i dodici anni”. 

Essenzialmente potremmo riassumere gli effetti della musica in questi punti

  • Sviluppo del sistema uditivo
  • Musicalità e predisposizione all’ascolto
  • Creatività
  • Benessere
  • Intelligenza

Glenn Schnellenberg, psicologo dell’università di Toronto a Mississauga, nell’Ontario ha condotto uno studio coinvolgendo “144 bambini di 6 anni (ossia bambini di prima elementare), reclutati attraverso un annuncio su un giornale locale. Ai piccoli volontari è stato proposto, in cambio della loro partecipazione, un anno di lezioni di musica o di drammaturgia gratis, tenute dagli insegnanti qualificati del conservatorio della città. Ma non tutti i bambini hanno partecipato alle lezioni nello stesso momento. Il campione, infatti, è stato diviso in quattro gruppi: due hanno ricevuto lezioni collettive di musica (metà di pianoforte e metà di canto), un gruppo ha seguito un corso di drammaturgia e un gruppo, nel corso di quell’anno, non ha frequentato nessun corso, mentre ha potuto farlo l’anno successivo. All’inizio e alla fine dell’esperimento, tutti i bambini sono stati sottoposti a un test di intelligenza con un test standardizzato per i bambini di quell’età. E alla fine è risultato che i bambini “musicisti” avevano avuto, nel corso di quell’anno, un incremento del QI maggiore degli altri bambini, sia di quelli che avevano fatto teatro sia di quelli che non avevano ancora avuto nessuna delle due opportunità.”

Un breve servizio su un congresso, intitolato “effetto mozart”, che trattava proprio dei benefici della musica:

Un articolo su Focus uscito alcuni mesi fa (purtroppo non ricordo con precisione) , sempre a tale riguardo, affermava che uno dei metodi per diventare più intelligenti fosse proprio quello di ascoltare e studiare la musica.

Ecco che nascono bellissimi corsi dove la musica si fonde con l’inglese, con il tatto e tante attività divertenti e coinvolgenti:

Bello non è vero?

Sarebbe interessante continuare, ampliare ed approfondire questo argomento in maniera seria e ponderata. Vi prometto che lo farò, in futuro. Vorrei lasciarvi con la curiosità e con una domanda.

Come avvicinare i bambini alla musica?

( Cosa ne pensate?Avete suggerimenti, links o altro materiale da condividere?

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2 COMMENTI

  1. Si è vero, Maria sei una delle poche a seguire questa linea di educazione, brava. Oggi con la vita frenetica che si fa pochi genitori dedicano tempo al ascolto di buona musica, avendo studiato musica per una vita penso si dobrebbe incrementare lo studio di questa nelle scuole elementari (publiche). I bambini sono come fogli in bianco da riempire e sono sicura che piacerebbe a tutti.

  2. Si Giulio, il numero di Focus è quello di febbraio 2011,dove la musica è riportata come una delle attività "che funziona" per sviluppare un'intelligenza sfavillante, accanto ad altre che la scienza ha bollato come inutili(come vitamine,flavonoidi così tanto di moda adesso).Oltra che principiante di pianoforte e utente di questo sito, sono una mamma con figli ai quali ho fatto ascoltare musica dai primi mesi di gravidanza, e vi assicuro che i miei ragazzi hanno una bella intelligenza, ma soprattutto una memoria e un udito molto oltre la media.Che sia stato Mozart?

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