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Musica e cinema per Rachmaninov

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Musica e cinema per Rachmaninov

 rachmaninov

Roma si prepara ad accogliere il Gala Rachmaninov all’Auditorium Parco della Musica in collaborazione con la Fondazione Rachmaninov: due serate, martedi 8 e giovedi 10 ottobre, dedicate al repertorio per pianoforte e orchestra del compositore russo.

Sul palcoscenico ci sarà Alexander Slodkovsky, alla guida dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, e ben cinque pianisti Dimitry Mayboroda, Giuseppe Albanese, Nikolay Lugansky, Sean Botkin, rispettivamente dal Primo al Quarto Concerto, e Mariangela Vacatello per le Variazioni sopra un tema di Paganini.

La critica considerava Rachmaninov come rappresentante nostalgico di un romanticismo ormai passato, il pubblico invece lo applaudiva come l’ultimo dei grandi pianisti (anche compositori) di stampo ottocentesco e affollava le sale per sentire le sue composizioni per pianoforte.

Del Concerto n.2 in do minore op.18 per pianoforte e orchestra abbiamo una testimonianza suonata dallo stesso Rachmaninov

E ancora una versione della Deutsche Grammophon, forse una delle migliori incisioni del XX secolo, con la direzione di Stanisław Wisłocki, la National Philharmonic Orchestra di Varsavia e Sviatoslav Richter al pianoforte:

Ma il Concerto n.2 di Rachmaninov si ascolta anche al cinema: la sua presenza più famosa è nel film di Marilyn Monroe The Seventh Year Itch o ancora nel film di David Lean Brief Encounter.

Molto noto anche il Concerto n.3 in re minore op.30 (ricordate il film Shine dove il protagonista finisce per diventare pazzo per studiare il Rach3?)


(Horowitz con Zubin Metha alla Avery Fisher Hall di New York nel 1978)

Il Concerto n.1 in fa diesis minore op.1 fu scritto da Rachmaninov a soli 19 anni e fu dedicato a Siloti, suo insegnante.


(Nikita Magaloff  con l’Orchestra Sinfonica di Torino della RAI e la direzione di Karl Martin)

Quasi 10 anni di lavoro per il Concerto per pianoforte e orchestra n.4 in sol minore op.40. Nella lettera che indirizza all’amico Nikolaj Medtner, Rachmaninov scrive: “…ho dato uno sguardo alla copia del mio nuovo concerto – 110 pagine!! – e mi sono spaventato…Bisognerà eseguirlo come il Ring, in diverse serate successive…”.


(Boris Berezovsky con la National Youth Orchestra of Great Britain e la direzione di Antonio Pappano)

E infine, ultimo ascolto del Gala romano, la Rapsodia su un tema di Paganini op.43: il tema delle variazioni è il Capriccio n.24 in la minore dai 24 Capricci op.1 scritti da Paganini. Lo stesso Capriccio ispirò anche Liszt che nel 1838 lo aveva inserito nei suoi Études d’éxécution trascendente d’après Paganini.

Rachmaninov suona Rachmaninov: Variazioni sopra un tema di Paganini

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