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Musica, che maga che sei!

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Continuiamo con la pubblicazione dei racconti che ci avete inviato in occasione del contest letterario. Oggi vi proponiamo il racconto di Sergio Giaconi.

Musica, che maga che sei!

di Sergio Giaconi

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….La musica? …. la musica venne dopo!… molto dopo.. ricordi di giovinezza, tanti anni oramai trascorsi, ma i ricordi, certi ricordi non si cancellano, anzi, sembra che proprio con il passare del tempo mettano radici e scavino sempre più dentro l’anima fino a raggiungere il centro delle emozioni, intessendo una fitta rete di connessioni con un mare di altre fibre in un intreccio inspiegabile, una matassa turbinosa , un vortice, un gorgo assorbente l’intima essenza della propria vita.

L’incontro con la musica è stato all’inizio solo nell’emozione del suono, suoni puri, ascoltati al buio, mettendo l’orecchio sopra la cassa della chitarra Eko, regalo di fine scuole medie, in una calda estate di tanti anni addietro, e l’ascolto di quelle vibrazioni, isolate, dolci, inebrianti, ricavate dalle corde pizzicate “a vuoto” mi ha accompagnato nel desidero di fare musica, prima della musica stessa…

Non ho inventato nulla… una cosa che ho sentito dire da un maestro di musica e concertista tanti anni dopo in un pomeriggio di lezione in una Siena addormentata e tranquilla è proprio relativa alla bellezza del suono del pianoforte suonato con il pedale di risonanza premuto… stessa sensazione, stessa emozione, stesso volo con la mente verso qualcosa di inspiegabilmente affascinante… ed anche adesso in certi momenti mi fermo, con le mani appoggiate sui tasti quando, come per magia, scaturisce dalle corde del vecchio pianoforte anni venti un’armonia di accordi “particolare”, qualcosa che parla al cuore… non è musica, è solo armonia, un’armonia universale che nella vita ti solleva dai pensieri bui, ti offre conforto, una droga dolce, un abbraccio materno, caldo e rassicurante, una terapia, uno scarico di pulsioni travolgenti che nasce si sviluppa e cade nel giro di attimi, come una lingua di fuoco che improvvisamente guizza via dal normale “bruciare” della vita.

Come gli antichi si sforzavano di mantenere nella loro caverna il fuoco vivo, alimentandolo con tenacia, così ad un certo punto della vita si inizia a coltivare la “Musica” quella con la M maiuscola, fatta di conoscenze, sapere, difficile ed affascinante, un monte altissimo da scalare poco alla volta, già sapendo che sarà impossibile arrivare alla vetta: ci si accorge ben presto che il sapere musicale stratificatosi nei secoli è praticamente infinito per una singola mente umana.

L’idea di speranza, anelito al miglioramento, si fa comunque strada ed esplora percorsi, inciampa ma insiste, e con il tempo, purtroppo non infinito, dell’esistenza ci accompagna negli scenari meravigliosi di forze contrastanti che lottano tra loro, scalini ripidi della conoscenza.

Bello! infinitamente bello tradurre in emozioni quei piccoli pallini bianchi e neri, riscoprire il pensiero musicale di chi, in un mondo oramai perduto, ci ha lasciato le proprie emozioni, riversate in un libro strano e fantastico, scritte in una lingua fatata per maghi iniziati alla magia.

La ricerca della costruzione, il calcolo, la razionalità non deve comunque mai soverchiare l’emozione e quindi mi ritrovo ad avere gli occhi caldi ed umidi all’ascolto di brani che ti soggiogano, note che lottano tra loro, o mi sento rapito e leggero in volo trascinato via dal vento leggero di suoni di infinita pace…e via… e via…. da non sapere più qual è il brano o l’emozione preferita.

Musica, che maga che sei!… perché di sicuro sei donna!, la sopravvivenza del mondo spetta alle donne, la poesia è femmina la danza è femmina e così deve essere anche la musica, la parte femminea di ognuno di noi, la parte costruttiva emozionale e vivificatrice… TI AMO!!!

Sergio Giaconi

foto x pianosolo

Nato nel giugno 1950 a Livorno, inizia a suonare la chitarra a 14 anni da autodidatta.

Negli anni del Liceo fonda un complessino chiamato I Cormorani, suonando chitarra accompagnamento, con altri due compagni di scuola (il primo voce e chitarra solista ed il secondo alla batteria) più suo fratello alle tastiere ed il fratello del batterista al basso.

L’esperienza musicale termina con l’ingresso nell’Università di Pisa per l’impegno negli studi di Ingegneria.

Al conseguimento della pensione, nel primo decennio del 2000, prova a riaccostarsi alla chitarra classica, ma le unghie non rispondono alle sollecitazioni ed allora decide di passare al pianoforte, sempre da autodidatta, seguendo su internet le lezioni di Pianosolo, del quale forum diviene un attivo partecipante.

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