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Music tales – Because the night (11)

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Music tales - Because the night (11), 5.0 out of 5 based on 288 ratings

scarpe-tv-bnQuando tutti i canali che guardi mandano i titoli di coda e anche la tv sembra darti la buonanotte, a parte le signorine dei canali hard, allora capisci che è tempo di andare a dormire. Ma per me è solo arrivato il momento di andare al night. Chissà che cosa aveva Joe di tanto importante da fare. Da quando lo conosco – e parliamo di un bel po’ di tempo – non è mai mancato una volta. Vado a piedi, la temperatura è mite considerando che è inverno e siamo a Chicago. Mi va di prendere un po’ d’aria. Mi piace Chicago di notte e poi non sto così lontano dal centro. Dopo mezz’ora sono al night, ormai quasi deserto, l’ultima ballerina ha appena finito il suo spettacolo e dietro al bancone c’è Sally che mi aspetta.

– Credevo non venissi più.

– C’è ancora gente, sono arrivato in tempo, no?
– Già, in tempo per buttarli fuori.

Accompagno due sobri gentiluomini alla porta, chiudo il night e anche il locale di sotto. Con me c’è Sally:

– Allora ci vediamo campione.

– Ehi, aspetta… Che aveva da fare Joe, proprio la notte di Natale? Te l’ha detto?

– Uhm, doveva sbrigare degli affari… così ha detto. Comunque che t’importa, abbiamo fatto un buon lavoro, no?

– Già. Buonanotte.
– ..’Notte Jack.

Qualche isolato dopo, all’incrocio con una traversa una folata di vento mi ricorda di aver lasciato il cappello al night. Non ho nessuna intenzione di tornare indietro adesso, passerò a prenderlo domani, magari prima di andare a cercare lavoro.

Entro e nella penombra sbatto contro qualcosa: è la custodia del mio sax; l’avevo tirata fuori per suonare stasera. Sono anni che non suono più. La rimetto al suo posto, sotto la poltrona, quando bussano alla porta: chi diavolo può essere a quest’ora? Gli occhi verdi di Sally mi fissano sotto la frangia bionda, mentre dal pianerottolo entra il giro di basso di Don’t look any further. Sorrido beffardo. Lei mi mette una mano sul petto e mi spinge dentro, chiude la porta e si appoggia con le spalle:

– … Hai dimenticato il cappello da Joe.

Appoggio anch’io una mano alla porta, il mio braccio teso sfiora il suo viso. La guardo negli occhi:

– E hai fatto tutta questa strada solo per venirmi a dire che ho dimenticato il cappello? Potevi almeno portarmelo.
– Ah, sì? Se vuoi il tuo cappello vai a prendertelo! E poi non si lascia una ragazza tornare da sola a quest’ora della notte, potevi almeno offrirti di…

Non le lascio dire altro.

…continua

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