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Music tale – William Mc Fake (9)

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Music tale - William Mc Fake (9), 5.0 out of 5 based on 285 ratings

hollow-flow-chicagoMi dirigo verso la metropolitana quando uno scimmione dalle scarpe lucide mi viene addosso, si gira e mi guarda pure storto. Dannazione, ma questi lavorano anche a Natale?! Faccio per aprire bocca e mandarlo dove si merita quando mi accorgo che è appena sparito nell’androne di un palazzo. Eccola qua, la torre di controllo di William Mc Fake, un uomo d’affari molto riservato, tranne quando deve farsi fotografare in uno dei suoi nuovi centri per bambini, o all’inaugurazione di una mostra. A parte la beneficenza però nessuno sa chi sia davvero Mc Fake… Chissà: magari è colpa del nome. Anche i suoi collaboratori, pochi e strettissimi, tengono il massimo riserbo su di lui. Si dice che tratti in processori di ultima generazione, bah! roba da addetti ai lavori. Però non si sa niente sul suo passato, la sua famiglia; dicono che sia sposato, ma nessuno ha mai visto sua moglie: alla faccia della gelosia. Come faccio a sapere tutte queste cose? La notte non dormo, allora mi attacco alla tv come un bambino al biberon, sperando di addormentarmi: l’altra notte ho visto uno speciale su di lui per un nuovo centro accoglienza per senzatetto. Proprio un cuore d’oro questo Mc Fake. C’è chi vocifera che sia un orfano che si è fatto da solo, e che ora voglia riscattarsi, facendo tutta questa beneficenza. Beh, in qualche modo dovrà pur spenderli tutti quei soldi.

Prima di dirigermi per la seconda volta verso la metro per tornare a casa e farmi finalmente una doccia, mi fermoa prendere un doppio espresso e un sandwich. passo davanti ai negozi, tra la gente che nel frattempo si è riversata in strada nel giorno di festa. Mi sembra tutto così irreale. Che ci faccio qui? Rotolo giù per le scale della metro avvolto nei miei pensieri, l’immagine di Betsy che entra nell’auto continua a tornarmi in testa in loop. Dove mi porterà tutta questa storia? Mi sento una bussola impazzita. In un angolo vicino ai binari c’è uno che canta Dylan. Prima di salire gli metto un dollaro nel cappello, in fondo, se l’è meritato il ragazzo: oggi mi sento davvero come una pietra che rotola senza meta.

… continua

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