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Mozart – Sonata n.7 in Do maggiore (Spartito per pianoforte)

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Mozart - Sonata n.7 in Do maggiore (Spartito per pianoforte), 5.0 out of 5 based on 283 ratings

Molti ritengono che comporre un brano in Do maggiore sia troppo banale. Così scrivono in altre tonalità. Eppure credo che scrivere in Do maggiore non sia poi così facile come sembra, appunto perché ci sono molti tasti bianchi ed è più difficile creare modulazioni.

Il genio di Mozart ha tirato fuori il meglio di sé  scrivendo ben 5 sonate in Do maggiore (contando anche quella in La minore). La sonata che vi presento oggi è una di quelle.

La sonata numero 7 è, a mio parere, una delle più carine di Mozart. Qui di seguito puoi ascoltarla eseguita da una ragazzina cinese che inizia a suonare “solo” dopo 35 secondi di preparazione! Mi sembra un po’ tantino. Probabilmente era solo un modo per smorzare la tensione:

Esecuzione impeccabile vero? E pensare che ha solo 9 anni!!! Chissà se, essendo già a questo livello, questa bambina ha un minimo di vita sociale… dubito.

Ma torniamo a Mozart e alla sua simpatica sonata.

Descrizione sonata

La sonata abbiamo detto che è in Do maggiore, perciò non contiene alterazioni in chiave. Per molti questo è già un vantaggio dato che, per suonare uno spartito con molte alterazioni in chiave bisogna avere una buona memoria oltre che un buon allenamento.

Il primo movimento inizia con un’acciaccatura tripla. Questo vuol dire che le prime 3 note devono essere suonate il più velocemente possibile e devono appoggiarsi sulla quarta nota. Dalla quarta nota, ovvero il Do acuto, al Sol, non bisogna staccare la mano, anche se può venire quasi spontaneo farlo.

Rispetta bene tutte le dinamiche del pezzo perché sono importantissime. Soprattutto quando, in molte parti del brano, troverai i passaggi da p a f improvvisi. Ovviamente dovrai accentuare i f . Un classico esempio lo si ha nella seconda pagina nell’ultima battuta della seconda riga.

Dopo il primo ritornello si ha la parte lirica del brano ed è il caso di mettere un po’ di pedale (ovviamente si tratta di quello di destra). Ovviamente questo poi andrà tolto definitivamente quando arrivano le note staccate con entrambe le mani.

Ci sono anche molti passaggi da p a pp , cerca perciò di dosare bene la forza.

All’inizio della terza riga della quarta pagina entra un’inversione dei temi da parte delle mani che precedentemente andavano eseguiti con le mani diverse. Per chi non ha la completa indipendenza della mano sinistra questo passaggio potrà essere davvero difficile e potrebbe essere la rovina dell’intera sonata. Conosco alcuni studenti che si sono fermati proprio a questo punto della sonata senza più continuare proprio per questo motivo. Se dovesse succedere anche a te, prima di gettare la spugna provale tutte. Utilizza tutti i metodi di studio che conosci e dacci dentro. Solo dopo aver sperimentato di tutto potrai abbandonare per riprenderla in seguito.

Il secondo tempo è un classico adagio mozartiano che non dovrebbe procurare particolari problemi all’esecutore, se non a livello di  interpretazione. Ovviamente questi andanti o adagi permettono e in un certo senso “obbligano” l’esecutore a dare tutto se stesso in un paio di pagine assolutamente liriche.

Il terzo tempo è incredibile. All’interno di questo possiamo dire che Mozart ha dato il meglio di sé. Non tanto in termini creativi ma in termini di genialità. Insomma, con un tema di 8 battute è riuscito a scrivere un intero terzo movimento di 7 pagine! Il tema viene ripreso tantissime volte all’interno di questo movimento, ma ogni volta con qualche variante differente. Mozart se le inventava tutte! Inoltre questo terzo movimento diventa realmente avvincente a metà della pagina 10 e in tutte le altre sezioni uguali a seguire.

Insomma, questa è una di quelle sonate “obbligatorie” che bisogna assolutamente studiare per la propria crescita pianistica. Spero che anche tu la pensi in questo modo perché questa sonata è una vera perla. Con questo ho finito il mio articolo, buon downlaod!

Download spartito

 

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