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Maurizio Baglini, Schumann. Piano Sonata n.2 e n.1, Presto Passionato, Toccata (2016 Decca)

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Maurizio Baglini, Schumann. Piano Sonata n.2 e n.1, Presto Passionato, Toccata (2016 Decca), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Maurizio Baglini, Schumann. Piano Sonata n.2 e n.1, Presto Passionato, Toccata (2016, Decca)

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Dopo il precedente “Carnaval”, Maurizio Baglini torna alla musica di Robert Schumann in questa registrazione che realizza l’intenzione di una integrale del compositore da sempre tra i desiderata del pianista. Ogni disco di Baglini non è mai semplicemente un prodotto discografico, quanto piuttosto un lavoro di ricerca e analisi culturale, un’indagine sui legami tra il compositore e la sua opera, un percorso di avvicinamento all’autore e alle possibilità interpretative del testo scritto e delle sue infinite relazioni extratestuali.

Maurizio Baglini firma le note di copertina di questa registrazione, un vero e proprio saggio attraverso cui scopriamo la chiave di lettura dei brani proposti: la Piano Sonata n.2 Op.22, il Presto Passionato, la Piano Sonata n.1 Op.11 e la Toccata Op.7. Le composizioni proposte sono occasione di approfondimento, un percorso intorno all’enigma della multiforme personalità schumaniana, quel temperamento proteiforme che si palesa nella triplice identità degli pseudonimi che Schumann spesso usava per firmare i propri scritti: il riflessivo e delicato Eusebio, il veemente e coraggioso Florestano e il saggio Mastro Raro. Baglini evidenzia la portata innovatrice dell’opera e del pensiero di Schumann, la sua modernità, il suo non essere mai pienamente compreso. Enigma nell’enigma quello che il pianista svela, ovvero, per sua stessa definizione “la genesi danzante di ognuna delle composizioni raccolte…”. Seguire Baglini in questo viaggio da e verso Schumann è avvicinarci a un mistero irrisolto sì, ma pronto ad essere svelato se solo lo si penetra con lo studio. L’”Enigma della Danza” intitola Baglini il suo scritto, a evidenziare come questo aspetto della musica di Schumann compaia laddove non avremmo sospettato, sintesi di quell’anticonformismo sincero di cui il compositore era nutrito.

La Sonata Op.11 presenta il mistero di un fandango mai pubblicato da Schumann nel tema dell’introduzione del primo movimento. Una danza di seduzione anche il Lied che è l’ossatura del secondo movimento e un minuetto per lo Scherzo che anticipa il Rondo finale.

Il pianismo di Baglini si appropria totalmente della musica di Schumann, rivelando un controllo assoluto non solo delle esuberanze della scrittura alla quale conferisce colori sfaccettati e dinamici ed espressione, ma anche un equilibrio perfetto dei differenti piani sonori affidati alle singole voci. È la voce di Schumann, delicata eppure giocosa, profonda e fantastica, oltre l’accademismo.

Nella Sonata Op.22 è ancora più evidente la camaleontica personalità del compositore, ne è diretta emanazione, è la pronuncia dell’individualità e del suo sentimento unico, sia quando è ardore e velocità sia quando è poetica riflessione o trasognata fantasia. Il Presto Passionato che segue in realtà rappresentava il finale della Sonata Op.22, ma non venne pubblicato come tale perché la sua difficoltà di esecuzione portò al rifiuto da parte di Clara. Difficoltà esecutiva che appare con evidenza anche nella Toccata, il brano che, come ci racconta Maurizio Baglini, fu probabilmente quello che dette il “colpo di grazia alla mano già debole e non abbastanza flessibile di Schumann, a causa di un ossessivo utilizzo del quarto e quinto dito della mano destra, unito a uno sviluppo formale del pezzo in cui il pianista deve affrontare una progressione lunga e faticosa di ottave veloci, sotto la quale la mano sinistra, attraverso un costante ritmo sincopato, torna a richiamare l’elemento danzante”.

Il complesso universo di Schumann, le sue variabili paradossalmente costanti di umore e di intenzione sono al centro di questa ricerca di Baglini che riesce a rendere in maniera esemplare i repentini cambi di umore del compositore, gli sbalzi emotivi, la carica fantastica delle sue invenzioni, il mistero di un artista in perenne fermento creativo, quella spinta verso il superamento di limiti, quello slancio emotivo commovente e commosso che lo contraddistingue. Un risultato che in termini di espressività è possibile solo con la profonda conoscenza e totale adesione alla poetica e all’estetica del compositore.

Impeccabile ed emozionante lo Schumann di Maurizio Baglini in questa registrazione che brilla anche per l’ottima qualità del suono. Il cd è stato registrato presso l’Auditorium della Fondazione Bertarelli di Poggi del Sasso, Cinigiano, Grosseto, sede di Amiata Piano Festival, sul grancoda Fazioli F 1660 del pianista.

 

 

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