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Maurice Ravel, Jeux d’eau (spartito)

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Maurice Ravel, Jeux d’eau (spartito), 5.0 out of 5 based on 74 ratings

Maurice Ravel, Jeux d’eau (spartito)

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È  il primo grande capolavoro raveliano, scritto nel novembre del 1901 ed eseguito il 5 aprile del 1902 (la stessa sera di Pavane pour une infante defunte) alla Société Nationale de Musique (oggi sala Pleyel) a Parigi da Ricardo Vines. La dedica riportata sul frontespizio è un omaggio all’amico e maestro Gabriel Fauré.

Jeux d’eau sono il risultato di un sorprendente impressionismo musicale, derivato forse dalla lettura di alcuni capoversi dell’amico poeta Henri de Régnier “Dieu fluviali riant de l’eau qui le chatouille (Dio fluviale che ride poiché l’acqua lo solletica)”. Non si possono inoltre negare i richiami all’acqua presente negli anni di pellegrinaggio di F. Liszt “Au bourd d’une source”, ma soprattutto nei “Jeux d’eau de la Villa d’Este” la vera fonte di ispirazione raveliana.

Il tema acquatico non è estraneo ai compositori impressionisti, basti pensare ai “Jardins sous la pluie” di C.Debussy. La composizione è un libero primo movimento di sonata, dove il primo elemento tematico esposto in pp, è cosparso da un sottile ostinato melodico di note virtuosamente suonate dalla mano destra. Sono gli spruzzi d’acqua che diventano scintille di luce al sole. Questo ostinato si plasma come l’acqua in un contenitore e attraverso accordi di nona e settima maggiore dà vita al secondo tema più orientaleggiante, successione di seconde e quarte “bagnate” da quarte e quinte alla mano destra. Lo sviluppo modulante culmina su un trillo che a cascata si trasforma in un glissando su tasti neri.

Mancano persino i tasti e l’ultima nota la diventa un pedale sul quale vengono risposti il secondo e il primo tema. Il brano si abbandona sulle sonorità morbide del tema iniziale. Debussy scrivendo all’editore Durand sosteneva che questo stupendo gioco di spruzzi non dovesse essere suonato suonato col tocco del virtuoso, ma con la delicatezza dell’acqua nebulizzata, note impalpabili e immateriali.  Il tocco aggressivo, troppo appoggiato e troppo veloce finirebbe per offuscare la trasparenza e il carattere che Ravel desiderava. Un consiglio è ascoltare questa bellissima composizione nell’interpretazione Alfred Cortot.

Scarica lo spartito.

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