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Mary Lou Williams, At Rick’s Cafe Americain (2011, Storyville)

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Mary Lou Williams, At Rick’s Cafe Americain (2011, Storyville), 5.0 out of 5 based on 284 ratings

Mary Lou Williams, At Rick’s Cafe Americain (2011, Storyville)

A trent’anni dalla sua scomparsa, un’interessante iniziativa discografica ricorda la pianista e compositrice Mary Lou Williams. Il titolo del cd “At Rick’s Cafe Americain” fa riferimento ad alcune registrazioni realizzate dalla musicista a Chicago nel 1979, a solo pochi anni dalla sua morte (1981) e sono quasi una sintesi della sua lunga storia musicale. Nata nel 1910 ad Atlanta, Mary Lou, che per imparare a suonare il piano aveva dovuto usare solo le sue orecchie e il suo intuito, a soli 6 anni suona alle feste di quartiere per un solo dollaro l’ora, una piccola professionista retribuita che non aveva avuto una formazione accademica ma che aveva visto ospiti a casa sua spesso musicisti geniali e creativi. Si sposa giovanissima con il clarinettista John Williams (di cui prende il cognome), entrando presto nell’orchestra di Andy Kirk, dove da factotum passa presto alla posizione di pianista ufficiale. La sua abilità pianistica e compositiva la rende presto una celebrità al punto da essere ambita dalla principali orchestre americane dell’epoca come arrangiatrice, soprattutto per Benny Goodman, Earl Hines, Louis Armstrong, Duke Ellington. La caratterizza una grande attenzione alla scena a lei contemporanea, tanto da accogliere i cambiamenti linguistici che il jazz affronta, a partire dagli anni Quaranta, quando fa suo il nuovo bop. Una vera e propria lady del jazz che non esita a mettere la propria esperienza al servizio degli esordienti Thelonius Monk, Charlie Parker, Bud Powell. Negli anni Cinquanta abbandona la scena musicale per dedicarsi ad attività caritatevoli, infervorata da un rinnovato afflato religioso, ma ritorna presto, riprendendo il discorso interrotto con qualcosa in più. Si dice abbia composto più di 350 brani, tutti all’insegna del suo spirito profondamente bluesy e jazzy. Blues, boogie woogie, swing sono le caratteristiche del suo stile pianistico, con una profonda vena religiosa che rimanda agli spiritual a quella “black music” che Mary Lou Williams visse sempre e frequentò come elemento in primo luogo culturale, come dato fondante della storia del jazz, genere, come lei stessa amava affermare, partorito da una collettività, quella degli schiavi neri d’America, e non da un singolo. Negli anni Sessanta la sua curiosità la spinge ai confini del pianismo d’avanguardia dell’epoca e le sue armonie si fanno complesse, le sue linee melodiche corteggiano la dissonanza. Mary Lou Williams ha davvero attraversato ogni epoca, ogni stile, mantenendo inalterata la propria identità pianistica, ma riuscendo a comprendere il tempo musicale che le scorreva parallelo. In questo cd trovate alcuni dei suoi grandi successi, sia a livello di standard che di composizioni originali, è un lavoro da cui emerge la forte personalità di questa lady del jazz, che, pur consapevole della imminente, fine dà prova di una grande determinazione caratteriale e di una brillantezza musicale che oggi ci fanno interrogare su quali splendide cose avrebbe potuto ancora regalarci se fosse stata ancora fra noi. Ascoltare Mary Lou Williams significa davvero condividere un sentire, il suo, penetrare uno stile, entrare nelle viscere della musica afroamericana. Come dichiarò alla rivista americana “DownBeat” nel 1957: “You can really change an audience. If you are relaxed and you are sincere, they’ll know it, and they’ll start to feel the same way”.

Track List: CD1: Spirituals 2 & 3; Fandangle; Old Fashioned Slow Blues; Night Life; Baby Bear Boogie/Roll ‘Em; Gloria; Autumn Leaves; I Can’t Get Started; They Can’t Take That Away From Me; Satin Doll; The Jeep Is Jumping; A Grand Night For Swinging; Blues For Timme; St. James Infirmary. CD2: Surrey With The Fringe On Top; The Man I Love; My Funny Valentine; Oh! Lady Be Good; Mack The Knife; ‘Round Midnight; Caravan, A Grand Night For Swinging; Love For Sale; What’s Your Story, Morning Glory; Without A Song; Over The Rainbow; A Grand Night For Swinging.

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