Home Avanzato Liszt: Rapsodia ungherese n.4 – Spartito

Liszt: Rapsodia ungherese n.4 – Spartito

3
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Liszt: Rapsodia ungherese n.4 - Spartito, 5.0 out of 5 based on 282 ratings

Una delle cose più belle da suonare per un pianista sono le rapsodie ungheresi di Liszt. Un giusto mix tra virtuosismo e bellezza del suono. La Rapsodia che proponiamo oggi è la n.4, una delle meno eseguite ma non per questo meno bella, anzi!

Qui sotto trovi il video per poterla ascoltare:

 Il brano

Il brano è in tonalità di Mib maggiore ed è suddiviso in 3 sezioni ben distinte e differenti fra di loro. Nella prima sezione abbiamo la presentazione di un tema altamente cantabile:

tema

Nella seconda parte abbiamo il carattere vero e proprio della Rapsodia, un carattere più vivace, fugace e anche scherzoso, che viene introdotto col cambiamento di tempo, da 4/4 a 2/4:

2

Infine poi c’è un’ultima parte ancora più diversa, sia per forma che per difficoltà. In quest’ultima parte le ottave sono l’elemento che la fanno da padrone:

ottave

La destra si destreggia con ottave in velocità mentre la mano sinistra si dedica a piccoli salti in un primo momento, fino ad arrivare a grandi salti nella parte finale del brano.

Sezioni difficili

All’interno di questo brano ci sono diverse sezioni che richiedono molto studio. Nell’ordine dall’inizio verso la fine abbiamo questa scala discendente di settima di dominante:

rosso

Per studiare questa sezione consiglio di utilizzare uno dei metodi di studio adottati dallo stesso Liszt. Questo metodo consiste nell’eseguire la successione di note una per volta e ad ogni ripetizione aggiungere una nota in più. Per esempio nella sezione di note cerchiate in rosso avremmo le seguenti ripetizioni:

Sol, Fa

Sol, Fa, Re

Sol, Fa, Re, Si

Sol, Fa, Re, Si, Sol,

Sol, Fa, Re, Si, Sol, Fa,

ecc..

Poche battute dopo abbiamo una scala veloce di terze che sullo spartito sono state segnate da eseguire solo con la mano destra, ma nulla vieta di aiutarsi con la sinistra, dato che quest’ultima altrimenti dovrebbe restare ferma a guardare. In questo modo diventerebbe una scala di terze normalissima:

terze

La seconda parte è piena zeppa di notine. Ovviamente queste devono essere suonate il più velocemente possibile.  Possono sembrare complicate ma posso garantire, per esperienza, che sono più facili da suonare che da leggere. Bisogna solo memorizzare la sequenza di note che poi viene riproposta su varie ottave, ma il meccanismo è molto comodo per la mano:

notine

Arriviamo poi alla terza parte fatta completamente da ottave. La sezione più difficile di quest’ultima parte è a mio avviso quella composta dagli accordi finali:

accordi finali

Si tratta di eseguire sempre la stessa successione di note, una volta con l’accordo di Mib e un’altra volta con l’accordo Labm rivoltato. È molto difficile riuscire a non sporcare questi accordi in velocità.

E qui di seguito lo spartito.

Spartito digitale

 

Sparito cartaceo

 

Per il resto…buona fortuna!!

Pianosolo consiglia

3 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO