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Leszek Mozdzer, Komeda (2011, Act, distr. Egea distribution)

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Leszek Mozdzer, Komeda (2011, Act, distr. Egea distribution), 5.0 out of 5 based on 284 ratings

Leszek Mozdzer, Komeda (2011, Act, distr. Egea distribution)


Komeda” è il debutto solistico con la Act del pianista polacco Leszek Mozdzer. Il titolo chiarisce immediatamente il rimando a un altro musicista polacco,Krzysztof Komeda, molto noto e amato nel suo Paese, un pianista di formazione classica presto innamorato del jazz e compositore di molte colonne sonore per film, fra cui restano indimenticabili quelle legate alle opere del regista Roman Polanski, come “Rosemary’s Baby” o “Knife in the Water”. Scomparso a soli 38 anni in un tragico e misterioso incidente, Komeda ha lasciato un segno nella storia musicale della Polonia introducendo elementi del jazz americano nel tessuto musicale profondamente europeo che lo ha permeato, ha coniugato il lirismo e la tradizione musicale polacca.

Musica classica e jazz, un connubio che Komeda ha reso possibile e che Leszek Mozdzer rinnova con questo suo piano solo. “Komeda” è un lavoro intriso di romanticismo, con un suono cesellato nei dettagli, una fluidità che richiama le composizioni classiche (non a caso Leszek Mozdzer ha esordito con improvvisazioni su temi di Chopin) e al tempo stesso un uso anche percussivo del pianoforte che estrae da questo ambiente delicato e intimo una sfumatura di ambiguità implicita. Tutti i brani di Komeda sono assimilati da Mozdzer in un linguaggio che si contraddistingue per melodie tenui e delicate, mai concluse pienamente, lasciate aperte come casse di risonanza, come in un gioco di specchi in cui non riusciamo a comprendere la posizione del soggetto, come una vertigine ininterrotta. La limpidezza del suono di Leszek Mozdzer è talora romantica in senso classico, come in “Crazy Girl”, talora venata di tragicità, di presagio di qualcosa che fa paura in quanto legato all’ignoto, come nella celebre “Sleep Safe and Warm”, talora fa appello alla pronuncia jazzistica dichiarata come in “Cherry” o in “Moja ballada” per compiere incursioni in un territorio molto caro a Komeda.

Ognuno di questi brani è un universo perfetto e concluso per il quale possiamo parlare di preziosità, qualcosa che conferma lo straordinario talento di Leszek Mozdzer.
Una curiosità: sul sito di Krzysztof Komeda potete trovare molte delle sue partiture in formato pdf.

Track List: Svantetic; Sleep Safe And Warm; Ballad for Dernt; The Law And The Fist; Nighttime, Daytime Requiem; Cherry; Crazy Girl; Moja Ballad

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4 COMMENTI

  1. Non la conoscevo questa composizione…è superba mi ricorda Ravel, Debussy…per certi versi anche Chopin…bellissima , grazie Paola !

    • Tony grazie a te del commento. In realtà questo pianista si pone proprio all'incrocio fra pianismo classico e pianismo jazz. Le suggestioni che hai citato sono tutte reali, senza dimenticare che Mozdzer ha dedicato molte selle sue improvvisazioni all'arte di Chopin!
      Se ti capita ascolta tutto il disco, troverai sorprese incredibili! Il brano che ho postato in video è solo uno dei molti!

  2. Avvolgente e penetrante…un fatto nuovo che mi colpisce ,ascoltando questo tipo di brani, mi è dato dall'incontro che abbiamo avuto con Alessandro Giachero, le sue indicazioni mi tornano continuamente alla mente e mi danno una nuova chiave di lettura per brani come questi (di Mozder ed altri che ho re-iniziato ad ascoltare). Esiste nel compositore, cosa che mi affascina, un rigore ed una intrinseca compattezza che ti segue dall'inizio alla fine senza soluzione di continuità.

    • Hai ragione Sergio. Queste composizioni sono molto omogenee. La forma esiste eccome, al di là della libertà che il nostro orecchio percepisce nell'immediato. Ascoltando gli originali di Komeda ci si rende conto del lavoro che ha compiuto Mozdzer, di assimilazione autentica di quelle musiche. La compattezza che senti è lo stile, il suo. Se si fosse limitato a rileggere superficialmente queste composizioni avremmo avuto una frammentazione.

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