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Learning Piano. 9

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Learning Piano. 9, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Learning Piano. 9

learning piano

Anche quest’anno ho deciso di realizzare un concerto di Natale, oramai divenuta una tappa fissa.

L’idea mi venne per la prima volta l’anno scorso e, visto che nella chiesa del mio paese ogni anno organizzano per l’occasione un concerto, pensai:” Perché non propormi io stessa?”. Così scelsi lo strumento adatto all’esibizione (il flauto dolce era l’unico che mi permettesse di eseguire un buon concerto a livello tecnico), scelsi il repertorio, arrangiai la maggior parte dei pezzi ed ingaggiai i musicisti tra cui una docente di pianoforte della scuola civica appena laureata e un ragazzo alle tastiere studente di pianoforte da molti anni.

Decisi di affiancare brani tradizionali a brani classici solitamente eseguiti per la notte di Natale. Quella fu la prima volta in cui mi ritrovai a dover eseguire interamente da sola un concerto della durata di un’ora, e nonostante alcuni errori e strafalcioni, mi ritenni soddisfatta soprattutto per aver verificato la mia resistenza a un impegno di tale portata.

Quest’anno ho pensato di rifarlo, ma cambiando completamente il repertorio e l’organico. A eseguire i brani ci sarà l’Orchestra d’archi della mia scuola con qualche assolo eseguito dalle persone più meritevoli.

Inoltre i brani che utilizzerò saranno solo brani della tradizione natalizia, proprio per semplificare il lavoro all’orchestra.

violoncello-greccio

Ovviamente quest’anno suonerò il violoncello anche come solista e farò solo un pezzo al flauto dolce. Chissà perché, ma il flauto ha un suono così caratteristico che impersona il Natale stesso e lasciarlo fuori in uno spettacolo del genere, sarebbe impensabile. Oltre a questa serata, faremo una sorta di prova generale, nonché uno spettacolo vero e proprio, in una vetrina posta al centro della via principale di Voghera. È stato il Comune stesso a chiederci se avevamo qualcosa di pronto per dicembre; un’occasione a cui nemmeno io avrei mai pensato.

Suonare un concerto al centro della via principale della città dentro a una vetrina? Incredibile!

Chissà… magari la prossima volta riuscirò anche a eseguire qualcosa al pianoforte, ma per ora ho ancora molto da studiare e devo veramente impegnarmi molto.

Per quanto concerne gli studi, questa settimana ho portato i n. 69- 70- 71 e 72 dello Czerny op. 599.

Nel numero 69 la mano sinistra esegue piccole scale al ritmo di trentaduesimi, mentre la destra esegue una melodia composta da doppie note staccate e ribattute (velocità 135 al quarto). Il numero 70, invece, è composto quasi interamente da terzine suonate a una velocità di 80 al quarto, accompagnate talvolta da accordi della mano sinistra. In questo secondo pezzo ho avuto un po’ di difficoltà, infatti l’ho portato a lezione per due volte consecutive.

Il numero 71 è molto carino melodicamente parlando, e apre il capitolo nuovo intitolato: “Esercizi melodici con e senza abbellimenti”, ma essendo il primo del capitolo non presenta difficoltà nuove che non ho incontrato in precedenza. Lo considero una sorta di riscaldamento delle dita.

Nel numero 72 la mano sinistra esegue accordi staccati e spezzati, dove una nota viene tenuta abbassata per tutta la battuta. Quando ci si trova di fronte a questi fraseggi, la difficoltà sta nell’essere perfettamente sincronizzati con le due note dell’accordo che devono arrivare ai tasti contemporaneamente; mentre all’inizio c’è sempre un piccolo ritardo di una delle due note, quasi impercettibile ma presente (velocità di 60 al quarto). Inoltre nella seconda parte bisogna fare attenzione alla mano sinistra perché ci sono note da un quarto che devono essere tenute assieme all’ottavo dopo.

Dopo Czerny sono passata al mio amato Bach: Minuetto num 7 dei 23 pezzi facili.

Inutile dire che il tempo qui è piuttosto incalzante; la mano destra esegue la melodia mentre la mano sinistra esegue note staccate. Il fraseggio è alternato da legature e staccati in entrambe le mani, quindi bisogna porre molta attenzione nello studiare questo pezzo.

Non da meno i colori che danno un carattere molto deciso al brano.

Nella prima parte del pezzo c’è una battuta (la numero 8) che collega la stessa melodia della mano destra suonata “piano” alla stessa parte suonata però “forte”. Quindi abbiamo solo questa battuta per fare un crescendo che passi in pochissimo tempo dal piano al forte. Ma la difficoltà sta anche nel riuscire a mantenere il suono. Alla fine del brano, invece, è indicato un “crescendo a poco a poco” che passa da un mezzoforte e termina in un forte, e le battute che copre sono 6. In questo caso dobbiamo fare attenzione a crescere in maniera uguale e costante per la durata di 6 battute terminando in un vero e proprio “forte”.

In questa lezione abbiamo studiato assieme i colori con Danilo, e mi ha dato vari spunti per eseguire al meglio questo minuetto.

A volte pensiamo di poter studiare il pianoforte da soli o da autodidatti ma la verità è che, arrivati ad un certo punto, i consigli dell’insegnante sono indispensabili…perché sono quelli che ci permettono di capire la differenza tra eseguire delle note e suonare.

 

 

 

 

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1 commento

  1. Ciao Katia, ho letto con attenzione il tuo articolo e mi rendo conto di quanto la tua affermazione sia vera. E’ necessario un insegnante per comprendere davvero la differenza tra eseguire delle note e suonare. La conoscenza dei colori e delle sfumature che essi presentano, dona al brano un’intensità ed un significato diverso e ne rende davvero il senso. Credo inoltre che raggiunta una certa capacità tecnica lo studio si arricchisca di una nuova fase in cui non è più solo necessario eseguire le note senza errori, ma inizia a crescere l’importanza del come renderle. Ho usato il termine “arricchire” invece che “sostituire” perché ritengo che lo studio non sostituisce mai una fase ma la integra e la completa con nuovi elementi. Per quanto riguarda il concerto ritengo che anche in questo vi sia un’evoluzione ed un arricchimento dato da un nuovo sentire. Come da te affermato l’anno scorso hai sostenuto un intero concerto di un’ora, quest’anno proporrai due concerti in due differenti location: la vetrina in una delle vie principali di voghera ed il concerto in chiesa. Nella prima porterai la musica nel cuore della città avvicinandoti tu stessa al pubblico e donando loro il Natale attraverso la tua musica. Nella seconda sarà il pubblico a venire da te in un ambiente diverso e, se vogliamo, più intimo e raccolto e, nello stesso tempo, molto spirituale e natalizio. Ti faccio i miei più calorosi auguri per questi concerti e ti invito a continuare lo studio secondo il tuo sentire, poiché è importantissimo lo sviluppo tecnico ma esso deve essere sempre legato ad un sentire sempre più intimo e personale.

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