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Learning Piano. 8

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Learning Piano. 8, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Learning Piano. 8

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Ed eccoci qui, dopo quasi tre mesi di vacanze estive, a riprendere la routine quotidiana di studio.

Ancora non mi sono abituata alle mie 3 ore quotidiane immersa nei libri e negli spartiti musicali, ma le cose procedono ugualmente bene.  È stata la prima estate in cui ho deciso di riposarmi veramente, in cui ho capito cosa significa concedersi del tempo libero dallo studio. Non immaginavo che da questo potessi trarne un grande beneficio, visto che sono davvero partita alla grande in quest’anno scolastico appena iniziato.

Durante l’estate non ci siamo fermati un attimo con l’orchestra d’archi, ritrovandoci ogni sabato pomeriggio nella sede della mandolinistica per le prove in vista dello spettacolo di Settembre al castello medievale di Voghera. Questa volta mi è stato chiesto di partecipare all’organizzazione, collaborando con la scuola per dare il mio contributo. La Scuola civica avrebbe occupato il castello per tutta la giornata e a noi dell’orchestra spettava il mattino. C’erano un paio di visite guidate all’interno del castello, dove in ogni stanza, terminata la spiegazione e l’illustrazione della guida, c’erano alcuni di noi che intrattenevano gli spettatori con danze e brani medievali. Nella prima stanza c’eravamo io e la violinista Antonia, che suonavamo “Greensleves”; nella seconda stanza c’ero io al flauto dolce col docente di violino nell’interpretazione di “ God Rest You Merry Gentleman”; infine nella terza e ultima sala c’era mia sorella Denise alla viola accompagnata sempre da Giorgio che si esibiva in una danza medievale. Al termine della visita guidata, ci ritrovavamo tutti nel cortile del castello dove, assieme all’orchestra intera, ci siamo esibiti col concerto di Vivaldi RV 121, il canone di Pachelbel ed un piccolo pezzo di Mozart. I brani suonati all’interno del castello sono stati scelti da me personalmente con l’approvazione di Giorgio, mentre il repertorio d’orchestra è stato riservato prettamente a lui. Direi poco male come inizio di anno scolastico!!!

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Mi ero ripromessa di studiare bene tutte le scale durante l’estate, ma non è stato così. Alla prima lezione con Danilo abbiamo guardato tutte cose nuove, perché non avevo niente di pronto da suonare.

Abbiamo iniziato con lo studio dello Czerny op. 599 n. 66. Si tratta di uno studietto basato più che altro sulla velocità della mano destra che esegue delle scale in La maggiore. La mano sinistra, invece, accompagna con accordi spezzati al tempo di 4/4. Per riuscire a suonarlo alla velocità di 80 al quarto, ho dovuto fare molti ritmi.

Il numero 67 invece, non mi ha richiesto grossi sforzi. Qui le difficoltà si invertono rispetto al primo, perché è la mano sinistra che esegue dei piccoli trilli continui a una velocità ridotta; in questo caso bisogna avere una buona padronanza dell’articolazione delle dita in modo tale che ciascun dito abbia lo stesso peso e non dia colpi nell’esecuzione.

Infine abbiamo fatto il numero 68. Questo è lo studio per cui tempo fa mi innamorai dello Czerny. Qui ci si approccia allo studio delle note ribattute nella mano destra, mentre la mano sinistra accompagna con note staccate al tempo di 3/8. Questa volta ho stupito Danilo…mi stava assegnando il brano a una velocità di 100 all’ottavo, mentre io gli dissi che potevo farlo più veloce. Risultato finale: 130 all’ottavo.

Questo perché è uno studio che mi piace un sacco, di conseguenza non è la prima volta che lo leggo.

Poi siamo passati alla raccolta dei 23 pezzi facili di Bach. Quest’anno ho deciso di aspettare un po’ prima di suonare il repertorio. Preferisco concentrarmi su studi e Bach ancora per qualche mese. Il numero 4 non l’abbiamo fatto e siamo passati direttamente al numero 5. Impetuoso, burrascoso, e parecchio movimentato con note legate e molti staccati, quindi con un fraseggio non indifferente da tenere sotto controllo. Ci siamo soffermati sull’analisi del mordente presente nel pezzo, perché se non si fa attenzione, si rischia sempre di eseguire la prima nota del mordente sul levare e non sul battere. Chiesi a Danilo come mai in alcuni pezzi di Bach mi faceva eseguire delle note col punto, a volte staccate e a volte portate.

bachCosì mi spiegò che ci sono delle variabili che mutano non solo in base all’autore e al periodo, ma anche in base alla danza che si sta eseguendo. In quel caso stavamo analizzando una “Bourrée” e le note dovevano essere eseguite portate, mentre nel Preludio numero 9 che avevo studiato in precedenza, ricordo che le eseguivo staccate.

Mi disse, inoltre, che nel periodo barocco i mordenti vanno eseguiti con la prima nota sul battere, mentre nella musica romantica (come negli studi di Chopin) al contrario, la prima nota si esegue sul levare.

Mi rendo conto che più si va avanti con lo studio e più necessitiamo di un insegnante capace di darci tutti quei consigli e quei suggerimenti che in altro modo non avremmo. In fondo il mio insegnante è diplomato non solo in Pianoforte, ma anche in Composizione organistica….quindi è un buon conoscitore del periodo barocco, che, se vogliamo dirla tutta, è un periodo che apprezzo molto.

Devo assolutamente riprendere in mano la tecnica, come l’Hanon e le scale, perché se non mi sbrigo ora poi “mi pianto” (utilizzando il termine di Danilo). E ha ragione. Questa settimana infatti, ho ripreso in mano l’Hanon (numero 16) e mi stava venendo una leggera tendinite per lo sforzo eccessivo dato dai movimenti assidui tra l’anulare ed il mignolo della mano sinistra; dita che hanno bisogno di estremo esercizio, soprattutto in vista della mia età.

Ho iniziato l’anno scolastico molto bene e sono davvero soddisfatta. Vediamo quanto riesco a reggere con questo ritmo. Mal che vada, rallentare a volte fa bene, l’importante è non fermarsi mai.

 

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2 COMMENTI

  1. Ciao Elisabetta, grazie mille del suggerimento.
    Credo proprio che quello sarà il prossimo libro in cui mi imbatterò, una volta terminata l’opera 299.
    Sono felice che gli articoli siano di tuo gradimento..allora continua a seguirci.
    Un abbraccio. Katia.

  2. È sempre un piacere leggere i tuoi articoli, Katia!
    Se ancora non l’hai studiato, ti consiglio “La Scuola della Velocità op 299” di Czerny. Io ho iniziato col primo esercizio per darmi un incentivo sulle scale e credimi, aiuta molto.

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