Home Speciali Altro speciali Learning Piano. 5

Learning Piano. 5

0
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Learning Piano. 5, 5.0 out of 5 based on 89 ratings

Learning Piano 5

tempo giusto

In queste ultime settimane ho avuto modo di riflettere sul mio percorso di studi di quest’anno scolastico. Mi sono trovata impegnata in nuove attività, come l’orchestra d’archi, le lezioni di flauto dolce al conservatorio, il violoncello, e solo ora riesco a trovare il

coraggio necessario per prendere una decisione che mi farà sentire più rilassata e leggera nei confronti dello studio. È molto importante avere dedizione, disciplina, pazienza e impegno ma è altrettanto necessario mantenere un buon equilibrio nella propria vita, non tralasciando di riservare a sé stessi del tempo da dedicarsi.

“Strumento” è il termine indicato per descrivere quell’oggetto che ci permette di generare musica. “Strumento” perché la musica  deve essere considerata uno strumento:  di espressione, di condivisione e non la vita stessa. Ma,impegnandomi, in tutte queste attività, non ho più avuto il tempo materiale per Vivere, Essere o Fare qualsiasi altra cosa che non coinvolgesse la musica. Ho tralasciato la mia educazione fisica, e la cura dell’alimentazione, necessarie al benessere psico-fisico; ho trascurato gli amici, che sono tali perché comprendono le mie esigenze ma ritengo anche che, in questo modo, si rischia di dare troppe cose per scontato. È vero, gli amici ci sono, comprendono…ma sino a che punto?

Spetta anche a noi fare la nostra parte e metterci del nostro, perché l’amicizia non è mai unilaterale. Come l’amore ha bisogno di cura, di attenzione, di affetto per poter crescere e consolidarsi.

Tornando a noi, ho deciso in questi giorni che il mio percorso col flauto dolce è volto al termine. Quando cercavo di trovare una risposta tempo fa ogni mio tentativo era vano; non riuscivo a capire e sentire dentro di me quale fosse lo strumento del quale sarei riuscita a fare a meno. Il pianoforte, esprime la mia totalità; il violoncello esprime il mio lato tenace, determinato e travolgente ma al tempo stesso, è romantico e passionale; il flauto dolce esprime il mio essere briosa e frizzante. Tutti lati della mia personalità. Come fare a scegliere? Ci sono dei momenti nella vita in cui ci poniamo delle domande, ma per trovare le risposte, occorre il tempo adatto. La ricerca immediata delle risposte ci porta a dei momenti di pesantezza e infelicità, mentre quello che dobbiamo sapere è che già tutto si è compiuto con la formulazione della domanda stessa, a cui la risposta, inevitabilmente, seguirà…con pazienza e fiducia. Bisogna solo aspettare che i tempi siano maturi prima di raccogliere i frutti nell’orto, sennò godremo di un raccolto acerbo e scadente. E questo vale anche per le risposte che cerchiamo nella nostra vita. Arrivare spontaneamente alla risposta e non in modo frettoloso, ci porta ad essere sereni e tranquilli di fronte ad un cambiamento, come nel mio caso, nell’abbandonare uno strumento.

lasciar andare

Col violoncello, invece, sono ferma da circa tre mesi. Sentivo dentro di me che avevo bisogno di una pausa e me la sono presa, senza troppi pensieri. Assecondare il proprio corpo, anche questa è una cosa difficile da fare perché si pensa che, in fase di studio, si debba procedere sempre in linea retta, dando il massimo e non fermandosi mai con la paura di perdere i propri progressi. Invece imparare ad ascoltare sé stessi senza avere paura, è il regalo più bello che tu possa fare a te stesso. In questi mesi sono andata avanti comunque con l’orchestra d’archi, tenendomi costantemente in allenamento e ho notato incredibili miglioramenti nella mia rilassatezza muscolare, nella mia fluidità nell’uso dell’arco, nell’intonazione, nei movimenti, nel fluire. E tutto questo perché ho avuto il coraggio di ascoltarmi. A giugno ci saranno le esibizioni di fine anno ( di cui vi parlerò nel prossimo articolo) e, una volta terminate, riprenderò le lezioni.

Ora, però, è arrivato il momento di raccontarvi il proseguire dei miei studi.

Ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno, quindi al pianoforte sto andando un po’ a rilento, visti anche i saggi da preparare. La scala di Dob maggiore con relativa minore è l’ultima nel programma dell’anno scolastico. Ho suonato quella molto lentamente e poi Danilo mi ha interrogata su tutte le altre scale in Diesis precedenti, quindi: DO_SOL_RE_LA_MI_SI_FA#_DO#.

Dello Czerny op. 599 ho portato il numero 64 e 65. Il numero 64 (velocità 120 all’ottavo) è molto carino e melodico, non ho avuto particolari difficoltà al contrario del numero 65.

Quest’ultimo l’ho portato inizialmente a una velocità di 80 al quarto per poi arrivare a 100.

La prima volta ho sbagliato la lettura della mano sinistra dimenticandomi di legare le note tra una battuta e l’altra; Danilo dice che doveva essere abbastanza intuitiva la cosa ma, a quanto pare, non lo era per me. La mano destra esegue dei trilli rallentati, ma pur sempre trilli.

È un esercizio complicato, che mette a dura prova la capacità di articolazione costante delle dita. A dire la verità ho lasciato in sospeso questo esercizio perché mi ci sarebbe voluto troppo tempo per eseguirlo a un livello accettabile, così mi sono concentrata sulla sonatina di Kuhlau op. 55 num.2.

Allegretto: 100 al quarto

Cantabile: 80 al quarto

Allegro: 85 al quarto

L’Allegretto di per sé non è così complicato, l’unica parte che ho dovuto lavorare per benino è quella in cui la mano destra e la sinistra eseguono delle scale ascendenti e discendenti composte da sedicesimi, con relativi salti. Il Cantabile (con mia grande sorpresa) è il tempo di tutta la sonata che mi viene in modo peggiore. Io lo sento molto più lento, ma lo suonavo con l’indicazione data da Danilo e non riuscivo proprio a farmelo entrare in testa.Alla fine del pezzo ci sono una serie di seste composte da sedicesimi che devono essere eseguite partendo da un piano e poi smorzando il suono. Per me, molto difficile. L’Allegro, invece, è il tempo della sonata che mi è riuscito in modo migliore. Un suono molto brioso affiancato da parti dolci e melodiche con un finale molto clementiano. Ho eseguito questa sonata per ben tre lezioni, poi finalmente, me l’ha fatta passare.

Ora sarà il momento del brano che ho atteso per tutto l’anno: Improvviso di Longo op. 29 numero 3. Molte persone lo danno per scontato, ma io ritengo che nonostante la dicitura Vivacissimo, sia un brano estremamente dolce e malinconico.Non mi rimane altro che mettermi al pianoforte e impegnarmi per questi ultimi giorni…a breve: VACANZE!!!

 

 

 

 

Pianosolo consiglia

LASCIA UN COMMENTO