Home Speciali Altro speciali Learning Piano. 2

Learning Piano. 2

2
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Learning Piano. 2, 5.0 out of 5 based on 112 ratings

Learning Piano. 2

Studio-Pianoforte

A differenza di molti allievi, il mio insegnante non mi assegna dei pezzi specifici da studiare durante la settimana. Sono sempre io a scegliere quali libri portare tra quelli su cui stiamo lavorando.Ora sto studiando su 6 libri, come ho scritto in precedenza, e continuiamo ad andare avanti ogni volta che il risultato di esecuzione è soddisfacente, ma sono io a decidere quali libri far ruotare poco alla volta. Credo che Danilo voglia aiutarmi a responsabilizzarmi anche nel mio percorso di studi, offrendomi la possibilità di scegliere come studiare. D’altra parte, può anche contare sul fatto che oramai sono una donna matura e responsabile, che ha fatto della musica una scelta di vita.. quindi, come dice lui:” Se fai la furba, la fai solo a te stessa”.

Questa volta ho deciso di iniziare con l’Hanon.

Durante le prime lezioni lo tenevo sempre come ultimo libro, perché mi stanca parecchio ma Danilo dice che non ha senso suonare la tecnica per ultima,

e come potergli dare torto? All’inizio del libro c’è una notazione che indica la velocità minima e massima consigliata per l’esecuzione dei pezzi: 60-100 al quarto di metronomo. Ho iniziato i primi pezzi a una velocità massima di 70 al quarto, ma poi con la pratica e la costanza sono arrivata al mio attuale limite massimo ( 80) che rappresenta per me un grande successo, visto che per arrivare a questa velocità ho dovuto sudare sette camicie. Il pezzo che ho portato oggi è il numero 14, sul quale non ci sono molte parole da spendere.

hanon1(1)

Nello studio dell’Hanon fondamentali sono i “ritmi” o le “varianti” di cui abbiamo degli esempi riportati alla pagina 42. Le modalità che io applico nello studio sono la numero 13 e la 14. Sinora i pezzi si assomigliano molto tra di loro, non ci sono grosse o insormontabili difficoltà, serve solo costanza e molto esercizio per far sì che le dita acquisiscano una buona articolazione. E pensare che  tra sei pezzi inizierò il nuovo capitolo intitolato “Esercizi trascendentali per preparare le dita agli esercizi del virtuoso”: ma come si fa ad intitolare così un capitolo di un libro? Solo a leggere quelle parole ti viene naturale correre ai ripari!!!

Ma lasciamo, anche in questo caso, che tutto abbia il suo corso, senza paure esterne che ci possano limitare inutilmente.

In fondo, lo studio progressivo ha un suo perché ed ho avuto la possibilità di verificarne l’assoluta efficacia; quindi decido di procedere con fiducia.

Il secondo libro che ho portato è lo Czerny op. 599: numero 54-55-56. Il numero 54 l’ho eseguito alla velocità di 120 all’ottavo, come consigliato dall’insegnante..l’esecuzione è stata piuttosto limpida, anche se l’ho ripetuto un paio di volte. Del numero 55 invece, non sono pienamente soddisfatta, anche se me l’ha fatto passare. La mano sinistra esegue in alternanza una terza seguita da una nota singola e ho notato che, quando nell’accompagnamento ci sono due note suonate in contemporanea, il suono derivante non è molto limpido. Credo che questo sia dovuto al fatto che devo lavorare ancora parecchio sull’articolazione e sull’equilibrio tra le dita. Il numero 56 non me l’aveva assegnato, ma ho avuto un po’ più di tempo e ho deciso di studiarlo. È davvero un pezzo molto carino e divertente. La difficoltà qui è rappresentata dalle scale cromatiche nella mano destra, mentre la sinistra esegue un accompagnamento a ritmo di valzer. Nella prima parte le scale sono ascendenti, nella seconda invece discendenti.

Ed ecco giunto il momento di suonare davvero!

Happy-Farmer-68-10

Per la gioia del mio insegnante, oggi è il turno del “Contadino allegro” di Schumann. In questo brano la melodia inizialmente è eseguita dalla mano sinistra, per poi passare poco dopo alla destra; bisogna fare molta attenzione quando si aggiunge la dinamica al brano, dando i giusti colori al fraseggio, in modo tale da far risaltare la parte cantata…ovvero la melodia. Nel mezzo del brano ci sono, assieme alla parte melodica, delle piccole note che però non rappresentano la melodia, ma sono una sorta di note di accompagnamento, e quindi da eseguire con una dinamica differente. Un’altra cosa fondamentale da non dimenticare è la parte iniziale dove la mano sinistra esegue la melodia. Il pezzo inizia subito con un bel suono forte, ma bisogna stare attenti a generare un suono corretto senza “pestare” i tasti.Come ben sappiamo, ogni dito ha una sua resistenza, una sua forza e lo studio ci permette proprio di lavorare per trovare un giusto equilibrio di pesi.

Per questo è necessaria un’attenzione particolare nelle prime note, dove si rischia di creare suoni troppo forti e non lineari con le dita che hanno più forza, come il pollice e il mignolo, il dito che dà lo slancio iniziale al brano.

Quarto ed ultimo libro: 23 pezzi facili di Bach, preludio numero 9.

Devo ammettere che ascoltare questo brano nel cd allegato all libro mi ha aiutata molto a comprenderlo e a recepirlo. Una difficoltà che si nota subito in questo studio, è la presenza di note legate nella mano destra, mentre la mano sinistra esegue note staccate. È la seconda volta che lo porto, visto che alla prima mi sono presa la briga di fare delle note portate invece che staccate. Se solo avessi letto la notazione riportata a piè di pagina nell’edizione della Ricordi dove dice chiaramente che molte edizioni adottano nella linea di basso il legato, mentre l’autore ha scelto di non seguire questa interpretazione! Il pezzo è diviso in due parti. Alla fine della prima parte c’è un respiro, che non ho mai preso in considerazione. Infatti il mio insegnante me ne ha dette di tutti i colori, visto che invece di seguire l’indicazione del respiro, io facevo una pausa di un quarto. “Cosa cambia? Ho bisogno di un attimo di pausa prima di riprendere la seconda parte!”. E lui che, imperterrito, mi ripeteva che non posso decidere io come suonare se l’autore dà delle precise indicazioni. “Se suonassi con altri strumenti non potresti prenderti tutte queste libertà!”. Queste erano le parole che mi diceva; mamma mia…Che pignolo!!! Ritengo che questo sia un brano molto delicato e carino da suonare; uno tra i più belli di questa raccolta. Devo darmi un sacco da fare con Bach; lo amo molto ma sono parecchio indietro. Leggere Bach non è cosa semplice, visto che la lettura non è intuitiva e scontata come per altri autori, ma con un po’ di allenamento anche questo non risulta cosa impossibile. Mi piacerebbe molto avere un po’ di tempo in più per fare anche quotidiani esercizi di lettura a prima vista, ma ahimé…il mio tempo è piuttosto limitato visto che, oltre al pianoforte studio anche il violoncello ed il flauto dolce, e nel tempo che mi rimane, mi diletto a scrivere partiture semi-orchestrali. Ma di questo  parleremo in altre occasioni.  Per ora limitiamoci a proseguire fiduciosi e motivati su questa strada fatta di tasti bianchi e neri, che di tempo per annoiarsi non ce n’è…credetemi!!

 

Pianosolo consiglia

2 COMMENTI

  1. Grazie jack.
    Lo faccio molto volentieri.
    per quanto riguarda il mio studio, hai perfettamente ragione…per studiare più strumenti devi essere super organizzata, non tanto nella quantità del tempo ma nella qualità.
    E il mio modo di vivere e vedere la vita mi aiuta ad avere una comprensione più profonda di ciò che apprendo.
    Sono contenta che la Rubrica ti piaccia. Un abbraccio sincero.

  2. Cara Katia, ho letto con profondo interesse il tuo articolo trovandolo davvero interessante, tanto nel tuo modo di studiare quanto nelle chicche che dai, frutto, evidente, della qualità del tuo studio che non si limita allo studio meccanico ma lo arricchisce di una comprensione reale di ciò che apprendi. Ho trovato molto interessante la parte in cui spieghi la differenza di dinamica tra la melodia principale e le “notine” a proposito del “Contadino allegro”. Suonare altri strumenti, oltre al pianoforte, denota una tua chiara capacità organizzativa senza la quale credo sarebbe difficile studiare anche solo uno strumento.
    Ti ringrazio per trovare il tempo di condividere con noi il tuo percorso di studio tanto nella didattica quanto nelle comprensioni che si generano.
    Continua così 🙂

LASCIA UN COMMENTO