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Learning piano. 11

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Learning piano. 11

note

 

A breve dovrei iniziare l’intensa preparazione per l’esame di teoria e solfeggio, ma ancora non ho fatto nulla di così “serio” per poter dare il via ai miei studi, se non prepararmi in anticipo dei files su dettati musicali, in modo tale da esercitarmi. Quando avrò la possibilità di andare a Milano alla Ricordi credo che comprerò dei libri dedicati.

Una volta alla settimana ho la lezione di teoria e solfeggio con Andrea presso la scuola civica; insieme a me c’è un signore di circa 45 anni che suona la chitarra. Abbiamo all’incirca lo stesso livello di preparazione, infatti ci troviamo bene e non ho alcun tipo di problema con lui ma un’ora è troppo poca per approfondire questa materia con due persone. I primi minuti volano via senza rendersene conto in chiacchiere, una volta che abbiamo fatto ciascuno il nostro solfeggio della settimana è già quasi finita l’ora.

Avrei potuto scegliere la possibilità di seguire la mia ora da sola, ma il prezzo della lezione aumenta e ora non posso proprio permettermelo. Meno male che ci sarà Giorgio a darmi una mano… questo mi fa sentire molto tranquilla in proposito!

Di teoria e solfeggio ho finito il primo corso, l’appendice del primo corso e ora ho iniziato il Setticlavio. Sono partita con lo studio della chiave di Tenore perché il violoncello, in alcuni brani, me la richiede. Per quanto riguarda la teoria, invece, abbiamo affrontato tutte le scale maggiori e minori, gli intervalli, i tempi semplici e composti e le Triadi. A breve inizieremo con un po’ di armonia ma devo ripassare benissimo tutto quello fatto in precedenza per poi procedere bene con gli studi.

Voglio studiare bene questa materia perché sento che mi aiuterà molto nello scrivere musica, permettendomi di esprimere al meglio ciò che vorrei trasformare in spartiti. È questo il mio intento.

Vorrei anche studiare Storia della musica, non per una questione di utilità, ma di cultura. Ogni buon musicista che si rispetti deve sapere cosa sta facendo e perché lo sta facendo, con una maggiore consapevolezza di ogni sua azione.

Col pianoforte, le cose sono un po’ cambiate. Prima dedicavo il 70 % del mio studio al pianoforte e il resto al violoncello, perché tra tutti e due gli strumenti mi viene più “difficile” il piano, di conseguenza necessito di più tempo per apprendere e metabolizzare. Ora, invece, la percentuale dei miei studi è del 60 % col violoncello e il restante del pianoforte.

Questa settimana ho portato a lezione il n. 77- 78 e 79 dello Czerny.

Il numero 77 è un Andantino in La Maggiore. La velocità assegnatami da Danilo: 55 al quarto puntato ( metronomo). È un brano a ritmo di valzer. La prima difficoltà che si riscontra è l’esecuzione alla battuta numero 3 di un arpeggio di La abbastanza veloce, mentre nella battuta numero 7 c’è un passaggio da studiare bene e lentamente con intervalli non “abitudinari”.

Nella mano sinistra ci sono, invece note del valore di un ottavo, delle quali la prima deve essere tenuta fino al terzo ottavo; la seconda nota è legata alla prima ma viene eseguita con lo “staccato”.

Il numero 78 è un tempo Moderato. Velocità assegnatami: 85 al quarto.

In questo brano sono presenti molti bicordi legati, e bisogna fare bene attenzione a legarli in maniera adeguata. È un brano molto carino, e non particolarmente difficile, ma non bisogna lasciarsi ingannare dall’apparenza, perché all’inizio deve essere alta la concentrazione perché, come ho già scritto, sono presenti molti bicordi e triadi da legare.

Il numero 79 è un Allegretto in Sib Maggiore. Velocità: 150 all’ottavo.

Come nel numero 77, nella mano sinistra la prima nota è tenuta per tutti i 3/8. Nella seconda parte la melodia e l’accompagnamento si scambiano di ruolo. La mano destra esegue accordi di accompagnamento mentre la sinistra esegue la melodia. Fin qui le cose procedevano abbastanza bene, sino a che non ho visto alla battuta n. 25 e 26: il trillo!!!! Ogni volta che ne vedevo uno, partivo sempre prevenuta, questo solo perché non li avevo mai studiati o trovati in studi vari; ma da quando studio con Danilo, oramai non ne ho più paura.

Per quanto riguarda il repertorio, mi sono presa una piccola pausa da Bach perché ora ho voglia di suonare qualcosa di bello, di esprimermi veramente…e per questo ho scelto nella raccolta del Cesi Marciano n. 3, la sonata op 49 n. 2 di Beethoven.

È il primo pezzo che affronto di questo autore, infatti non lo conosco affatto.

Sono partita dal primo tempo: “Allegro ma non troppo” da destinarsi a una velocità di 110 al quarto. Ci sono delle parti che mi risultano leggermente impegnative, ad esempio quando la mano sinistra esegue delle terzine, una dopo l’altra, mentre la destra si accinge a chiudere la parte melodica del “forte” ( dalla battuta n. 15 alla 20). Eseguire delle terzine a quella velocità, con entrambe le mani, cercando di ottenere un suono armonizzato e perfettamente sincronizzato non è affatto facile…ma ce la farò.

Un’altra difficoltà consiste nel ricordarsi e nel tenere bene a mente le alterazioni presenti nelle scale discendenti o ascendenti, che cambiano nella prima o seconda parte.

A livello tecnico o di lettura non ci sono grosse difficoltà; quelle arrivano quando si cerca di ottenere un bel suono ed una bella articolazione.

Quest’anno per il saggio finale, avrei voluto suonare una trascrizione a 4 mani del Valzer dei fiori di Tchaikovsky, ma per me è ancora piuttosto difficile; dovrei studiarla sin da ora per poi arrivare a giugno a poterla eseguire in maniera sufficiente? No. Preferisco aspettare e poter esprimermi al meglio.

Quindi, visto che non c’è un repertorio di brani a 4 mani adatto al mio livello, credo che vaglierò l’ipotesi di mettermi in gioco ( Che novità) suonando l’Andante di Mozart K 545. Preferisco molto di più il primo tempo, ma è assai veloce e vorrei salire sul palcoscenico con una certa sicurezza che l’Andante, a dir la verità, mi dà.

Però…da qui a giugno, tutto può cambiare, e con tutto, intendo proprio tutto!!!

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1 commento

  1. E’ evidente come procedendo nello studio vengano fuori nuove e diverse difficoltà basate meno sulla pura tecnica e più sull’interpretazione che i brani richiedono. Ed in questo sicuramente avrai notevole beneficio dallo studio degli autori che la storia della musica ti propone
    E’ un interessante obbiettivo quello che ti sei posta nel voler conseguire la licenza di teoria e solfeggio che, come da te affermato, ti consentirà di esprimere meglio ciò che dentro di te esiste già. sarà come dare forma ad una sostanza già concretizzata dentro te.
    Ti rinnovo il mio in bocca al lupo per quanto tu stai facendo e per quanto concretizzerai nei prossimi mesi

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