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Le Tensioni – Lezione Jazz n.5

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Le Tensioni - Lezione Jazz n.5, 5.0 out of 5 based on 285 ratings

(Articolo a cura di Maurizio)

Come avete potuto vedere dall’articolo sulle quadriadi, nel jazz si usano molto spesso accordi a quattro voci, dove la quarta voce contribuisce a valorizzare la sonorità della triade fondamentale.

In questo articolo parleremo proprio delle note che arricchiscono gli accordi nel jazz e che sono chiamate generalmente “tensioni”. Per dare una definizione, le tensioni sono note che si aggiungono a un accordo, in sostituzione o in aggiunta alle note della triade fondamentale (tonica, modale, dominante), modificandone la sonorità.

Come potete immaginare, più note si aggiungono alla triade fondamentale, più ci si allontana dalla sonorità originale dell’accordo.

Lo studio delle tensioni è importante perché consente di aggiungere agli accordi indicati sul pentagramma alcune note che conferiscono particolare colore a quello che si sta suonando.

Le tensioni degli accordi possono essere:

–       diatoniche,  quando fanno parte della scala costruita sull’accordo;

–       non diatoniche, quando non fanno parte della tonalità.

Le tensioni non diatoniche, proprio perché non fanno parte della tonalità, danno all’accordo maggiore instabilità.

In relazione ad ogni accordo sono possibili diverse tensioni.

Analizziamo dunque le tensioni dei principali accordi che potete trovare suonando brani jazz.

Come sapete, armonizzando i gradi di una scala maggiore, e cioè costruendo su ogni nota un accordo a quattro voci, abbiamo i seguenti tipi di accordi:

–       maj7 (accordo maggiore, con la settima maggiore), che è l’accordo costruito sul I e sul IV grado della scala maggiore;

–       min7 (accordo minore, con la settima minore) che è l’accordo costruito sul II, III e VI della scala maggiore;

–       7 (accordo maggiore, con la settima minore), che è l’accordo costruito sul V grado della scala maggiore;

–       Ø7 (accordo semidiminuito), che è l’accordo costruito sul VII grado della scala maggiore;

Ad esempio, armonizzando una scala di Do maggiore, avremo:

Questi accordi sono quelli maggiormente utilizzati nel jazz e, in relazione a questi, può essere dunque utile individuare le tensioni possibili.

Dunque:

1. in relazione all’accordo di maj7, le tensioni maggiormente usate sono:

–       la 7 (anche se questa nota fa parte dell’accordo, è considerata generalmente una tensione).

–       la 9,

–       la 11diesis (che è una tensione non diatonica ma la alterazione serve a evitare la dissonanza con la 3);

–       la 13 (che corrisponde alla 6, e che come quest’ultima dà un senso di leggerezza all’accordo).

Pertanto, prendendo a riferimento l’accordo di Cmaj7, avremo le tensioni indicate nella seconda battuta:

2. In relazione all’accordo di min7, le tensioni maggiormente usate sono:

–       la 9bemolle;

–       la 9;

–       la 11;

Pertanto, prendendo a riferimento l’accordo di Cmin7, avremo le tensioni indicate nella seconda battuta:

3. In relazione all’accordo di 7, le tensioni sono molteplici:

–       la 9bemolle;

–       la 9;

–       la 9diesis;

–       la 11diesis (l’alterazione dell’11 serve ad evitare la dissonanza con la 3);

–       la 5bemolle;

–       la 5diesis;

–       la 13bemolle;

–       la 13.

Tale varietà di tensioni deriva dal fatto che l’accordo di 7 è sempre un quinto grado sia nella tonalità maggiore che in quella minore e, essendo formato da una triade maggiore e da un tritono tra la terza e la settima, è un accordo molto forte e può reggere diverse tensioni, anche alterate, senza esserne destabilizzato.

Pertanto, prendendo a riferimento l’accordo di C7, avremo le tensioni indicate nella seconda e nella terza battuta:

4. In relazione all’accordo di Ø7, le tensioni maggiormente usate sono:

–       la 9;

–       la 11;

–       la 13bemolle.

Pertanto, prendendo a riferimento l’accordo di CØ7, avremo le tensioni indicate nella seconda battuta:

Provate a usare queste tensioni anche nella progressione II-V-I. Ad esempio, molto utilizzata è l’aggiunta al V grado della 9bemolle e al I grado della 9.

Come sapete però, in musica, non ci sono regole ferree ma molto dipende dal gusto personale. Il suggerimento che do è pertanto di sperimentare le tensioni che vi ho suggerito suonando un pezzo qualsiasi che trovate nel Real Book.

Potete provare con “Alice in wonderland” di Fain/Hilliard, che vi invito a suonare. Se non avete ancora il Real Book, su internet potete leggere la partitura in questa pagina web http://www.jazz-styles.com/htm/scores/Alice-in-wonderland-2.htm. E non vi meravigliate se, paragonando la partitura di questa pagina web con quella che avete a casa, trovate progressioni armoniche e accordi differenti. Nel jazz conta molto la sonorità e il senso che in quel momento riesce a dare uno specifico tipo di accordo.

E se volete ascoltarne una bella versione vi suggerisco quella di Bill Evans Trio. Su Youtube potete inoltre trovarne altre versioni (Oscar Peterson, Dave Brubeck & Paul Desmond, etc.) che potete mettere a paragone con la versione originaria permettendovi di capire quanto conti l’improvvisazione e il gusto personale nel jazz.

Provate a trovare ulteriori e diverse tensioni sui vari accordi del brano predetto, secondo il senso e il colore che volete attribuire a quello che state suonando.

Come tecnica pianistica, suggerisco di suonare con la mano sinistra la tonica e la 3 (o la 5) dell’accordo e con la mano destra le altre note dell’accordo, ivi comprese le tensioni. Di solito a suonare le tensioni è il mignolo della mano destra. L’accordo, in questa maniera, risulterà molto più arioso e ampio (essendo in pratica suonato su almeno due ottave) e verranno messe in risalto le varie tensioni.

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Come sempre, vi auguro buona musica.

Pianosolo consiglia

9 COMMENTI

  1. Scusate, se mi permetto. Nella definizione di tensioni…”sono note che si aggiungono alla triade fondamentale”… fondamentale , III e V e non tonica, modale e dominante, che si riferiscono unicamente all’accordo di tonica e non ad un accordo qualsiasi. Sbaglio?

  2. SONO UN PIANISTA JAZZ MI CHIAMO BEPPE LANDI HO UN CURRICULUM MOLTO NUTRITO,HO AVUTO MOLTI ALLIEVI,HO SUONATO CON GRANDI NOMI DRL JAZZ.SONO CAPITATO EPR CASO SUL VS.SITOE VISTO CHE SONO I SOLITI MODERNI SISTEMI CHE CONOSCO IO.MI HA FATTO MOLTO PIACERE

  3. ciao sono confuso riguardo ad una cosa:quando hai trattato l argomento delle quadriadi hai elencato quattro tipi di accordi(DOMINANTE,MINORE SETTIMA,SEMIDIMINUITO E DIMINUITO),quando hai trattato l argomento delle tensioni hai preso in considerazione questi accordi(accordo maggiore con settima maggiore,accordo minore con settima minore,accordo maggiore con settima minore e accordo semidiminuito)sono rispettivamente gli stessi accordi chiamati in modo diverso oppure sono accordi differenti?nel caso fossero diversi potresti dirmi le rispettive tensioni delle quadriadi inizialmente citate?grazie tante e scusa per la domanda un pò banale

    • Ciao Ettore, non sono rispettivamente gli stessi accordi.

      L'accordo dominante è formato da una triade maggiore ed una settima minore,

      Il minore settima da una triade minore e una settima minore

      Il semidiminuito ha in più rispetto al minore settima anche la quinta diminuita (minore)

      Il diminuito è come il semidiminuito ma con la settima diminuita (due bemolli anziché uno).
      http://www.pianosolo.it/2010/04/30/tabella-degli-

      • ah capito ma allora quali sono le tensioni dei primi 4 accordi che ho citato?lei ha trattato altri accordi.Scusi l insistenza ma voglio cercare di capirci qualcosa del jazz

        • DOMINANTE è il punto 3 (accordo di 7ma) dell'articolo

          MINORE 7 è il punto 2

          SEMIDIMINUITO è il punto 4

          Per il MAGGIORE 7ma (Maj7) il punto 1

          Non è stato trattato il diminuito.

          • Ah capito ma come mai non è stato trattato?scusa le molte domande ma come ha detto lei bisogna farsi tante domande per comprendere qualcosa e in questo caso il jazz 😉

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