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Le Successioni Armoniche Abituali (1° Parte)

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La successione armonica è un elemento essenziale per garantire la coerenza ad un brano. Quando andiamo a comporre un brano, questo deve avere una certa struttura, un certo scheletro, ma soprattutto le parti di questo brano devono essere collegate fra di loro, altrimenti si rischia di mettere assieme solo degli insiemi di idee che prese singolarmente possono andare bene, ma unite confondono l’ascolto.

 

Il termine successione (armonica) non sta a significare solamente un accordo che succede un altro, ma anche una successione organizzata di accordi secondo determinate regole e secondo un determinato ordine.

Ovviamente in questo articolo ci stiamo rivolgendo alla musica tonale. Nella prassi compositiva, alcune successioni armoniche sono più comune di altre.

Quando noi andiamo a costruire una successione armonica, non andiamo a far altro che costruire una serie di accordi che sono costruiti su un determinato grado di una scala. Supponiamo che stiamo considerando la scala di Do maggiore:

Come puoi vedere ogni nota della scala musicale rappresenta un grado. Quando andremo a parlare di gradi andremo a riferirci alle fondamentali degli accordi. Se siamo nella scala di Do maggiore, e parliamo di I° grado, parleremo senza dubbio dell’accordo di Do maggiore. Su ogni grado viene costruito un accordo:

I°: Do maggiore

II°: Rem

III°: Mim ,

IV°: Fa

V°: Sol

VI°: Lam

VII°: Sidim

Ovviamente in Do maggiore possiamo trovare anche altri accordi, come per esempio Mi, Mi7, Fam, Re7, ecc.. a seconda dei casi e delle modulazioni, ma questo è un altro discorso.

In pratica la successione armonica può essere espressa come una serie di successioni di fondamentali, sulla quale vengono costruiti gli accordi, ed è rappresentata da una serie di numeri romani (come sopra).

Qui di seguito andremo a vedere le principali successioni armoniche basate sullo studio delle abitudini dei grandi compositori del periodo tonale. Per quanto riguarda la musica tonale, queste successioni sono da rispettare rigorosamente:

il I è seguito quasi sempre dal V o dal IV, a volte dal VI e più raramente dal II o dal III

Che cosa vuol dire questo geroglifico qui sopra? Vuol dire che il primo grado (accordo di Do maggiore), è quasi sempre seguito dal quinto grado (Sol maggiore) o dal quarto (Fa maggiore), a volta dal sesto (La minore) e più raramente dal secondo (Re minore) o dal terzo (Mi minore). Questi tra parentesi sono accordi!

Questi accordi sono quelli che rispecchiano i gradi della scala, proprio come specificato sopra. Andiamo a vedere un esempio pratico per chiarire un po’ le idee.

Questo sopra è l’Adagio delle sonata n.8 di Beethoven (Patetica). La tonalità è Lab maggiore, ma possiamo procedere con l’analisi di questo brano comunque. Come si può notare che nelle prime battute abbiamo infatti la successione più utilizzata, ovvero quella V-I:

patetica2

Abbiamo sempre e solo l’alternarsi del primo grado (Lab) con il quinto (Mib). Se il brano fosse in Do maggiore avremmo avuto comunque l’alternanza del primo grado (Do) con il quinto (Sol).

Potrei fare migliaia di esempi di brani che contengono il passaggio dal primo al quinto grado, ma andiamo avanti.

il II è seguito quasi sempre dal V o dal IV, a volte dal VI e più raramente dal I o dal III

il III è seguito quasi sempre dal V, a volte dal IV e più raramente dal I o dal III e più raramente dal I dal II o dal V

il IV è seguito quasi sempre dal V, a volte dal I o dal II e più raramente dal III o dal VI

il V è seguito quasi sempre dal I, a volte dal IV o dal VI e più raramente dal II o dal III

il VI è seguito quasi sempre dal II o dal V, a volte dal III o dal IV e più raramente dal I.

il VII è seguito quasi sempre dal I o dal III, a volte dal IV e più raramente dal II dal IV o dal V

Grazie a questa tabella puoi essere in grado di scrivere un brano riuscendo ad utilizzare le successioni armoniche corrette…buona fortuna! 😀

La Tabella delle principali successioni armoniche è stata tratta da Armonia di Walter Piston

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9 COMMENTI

  1. ciao Christian,
    le lezioni che fate sono molto istruttive.
    Solo che non riesco a trovare dei post sulla modulazione, come avviene e quando si fa, come per es non saprei se in un brano debba andare un accordo maggiore o minore. Potreste spiegarmeli per cortesia? Anche con un filmato, che sono tutti chiarissimi 🙂
    Grazie
    Ben

  2. Scusa Christian ma ho bisogno di un aiutino…nella seconda immagine scrivi che ci sono i salti I V I V: nel primo "I" trovo (se non sbaglio) in chiave di basso le note lab lab(ottava superiore) do, nella prima "V" reb sol sib…non riesco a vedere il salto di quinta! come deve essere inteso? Grazie

    • Ottima domanda la tua Sergio. Se andiamo a vedere SOLO LA MANO SINISTRA, abbiamo:

      Lab (quindi I) e Reb (che in realtà è il IV). Tuttavia ho messo "V" perchè se andiamo ad analizzare SOLO LA MANO DESTRA, abbiamo quel bellissimo accordo già pronto e fatto formato dalle note: Sib-Sol-Mib che sappiamo essere l'accordo di Mib. Quel Reb con la destra non è nient'altro che la SETTIMA dell'accordo di Mib, quindi nella prima battuta abbiamo i seguenti accordi: Lab e Mib7

      Bisogno inquadrare un po' tutto nel complesso Sergio..so che è più facile a dirlo che a farlo.. 🙂

      • OK,, a parte destra e sinistra, credo di aver capito, mi sono lasciato trarre in inganno dalla quarta, non pensando alla settima nascosta dentro!! Grazie, ora è più chiaro 😉

  3. Interessantissimo, grazie, cose che avevo già imparato moooooolto tempo fa per poi dimenticare completamente (beh, che dopo il Do ci va quasi sempre il La Minore, il Sol o il Fa mi viene naturale, grazie a Dio….)
    Visto che hai citato il libro di Armonia, volevo chiederti : vorrei studiare la struttura dei tipi di opera più comuni come la fuga (soggetto, risposta, controsoggetto, coda…) o le sonate, preludi, ecc…. hai qualche consiglio su libri utili a tal scopo?
    Grazie mille!

    • Ciao Bruno, come libri in circolazione ci sono: La sonata per pianoforte nel 1700 e 1800 che però non ho mai letto quindi non ti saprei dire.

      Sicuramente ci sono dei libri specifici che studiano queste determinate opere. Però più in generale, c’è il libro Contrappunto e composizione .

      Se trovi qualche altro libro interessante, ti prego di segnalarmelo, anche io sono interessato a questi libri! 😉

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