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La decisione di iniziare a studiare il pianoforte

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C’è un momento particolare della nostra vita in cui una vocina interiore ci suggerisce di iniziare a suonare il pianoforte. Il più delle volte non le si dà ascolto, ma poi arriva il momento in cui questa voce diventa sempre più forte, finché non possiamo fare a meno di cederle e cominciare a prendere lezioni.
Perché ci scocca questa scintilla interna? Le spiegazioni sono molte a seconda dei casi. C’è chi vuole iniziare a suonare il piano perché se lo ritrova in casa e gli sembra uno spreco non saperlo suonare, c’è invece chi vuole suonare  la musiche che ascolta, c’è chi è condizionato dai familiari (anche loro musicisti), c’è chi vuole suonare per dimostrare agli altri che ce la possiamo fare ecc.. Ci sono tantissimi motivi per iniziare a suonare il pianoforte, e molti sono validi! Ma iniziare a suonare il pianoforte è una cosa, continuare a suonarlo è un’altra.

Quanti sono gli studenti che mollano dopo il primo o il secondo mese? Moltissimi direi. Giustamente lo studente si applica, si impegna, ma non vede risultati immediati e demorde. E’ come andare per un mese o due in palestra, allenarsi costantemente un giorno si e uno no per un’ora e mezza al giorno e non vedere i risultati. La prima cosa che ci diciamo è ” ma chi me lo fa fare? “.

Questo pensiero in realtà affiora solo se non siamo realmente motivati. Se non abbiamo passione per la musica, allora troveremo moltissimi motivi per mollare e quasi nessuno per continuare. Invece il segreto del successo è quello di avere 100 motivi per mollare e 101 per continuare.

Secondo me lo studente che intende iniziare lo studio del pianoforte dovrebbe essere informato su ciò che dovrà fare e a ciò a cui andrà incontro.Iniziare lo studio del pianoforte non è un’ attività da sottovalutare. Non basta un’ora a settimana di lezione col maestro per  imparare, anzi secondo me l’elemento che davvero fa la differenza tra il raggiungimento dell’obbiettivo e il totale fallimento è lo studio a casa.

Per chi non ha mai affrontato una lezione privata di pianoforte, potrei riassumere in qualche riga come funziona: inizialmente, il maestro ti spiega i punti essenziali, in modo tale da gettare le basi su cui poter lavorare.  In un secondo momento le lezioni diventeranno momenti di verifica. Non bisogna pensare alle lezioni di musica come a quelle scolastiche. Farai vedere all’ insegnante il lavoro svolto durante tutta la settimana in una sola ora. Se ci sono errori il maestro te li corregge. Ecco come sono le lezioni di pianoforte.

Perciò, se intendi iniziare, è bene che tu sappia cosa ti aspetta e, se non ti applichi a casa, non avrai mai risultati. 

Molti allievi addirittura non possiedono neanche una pianola con la quale esercitarsi a casa… così è solo tempo buttato. Certo, si può rendere la lezione più lunga, ma ciò non serve a colmare quel vuoto dato dalla non applicazione a casa.

Qaunto bisogna studiare a casa? Non c’è un limite di tempo minimo. Ognuno ha bisogno dei suoi tempi. C’è chi basta mezzoretta e chi in un’ora non riesce a combinare niente. In linea di massima, almeno per l’inizio, 20 minuti al giorno sono indispensabili. Chi non riesce a trovare 20 minuti del proprio tempo da consacrare alla propria passione?

Seguendo le lezioni private e applicandosi quotidianamente per 20 minuti, i risultati non tarderanno ad arrivare!

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6 COMMENTI

  1. Beh Adam, lo “studio dei 20 minuti al giorno” all’ inizio penso che vada più che bene. Ovviamente questo può valere per il primo- secondo mese, l’ importante è mantenere la costanza. Certo, non tutti hanno purtroppo 4-6 ore al giorno da dedicare a questo fantastico strumento come fai tu (che è giustissimo!).

    A presto! 😉

  2. la vita è strana ad alcuni si perdona tutto ad altri basta una frase del tipo “fai rivoltare nella tomba chopin” per risentirsi, vorre sapere se l’insegnate avesse 24 anni fosse bella e chissa’ quant’altro, Giulio sono sicuro la perdonerebbe vero!!!!. Comunque Christian ha ragione nel dire che bisogna studiare e fare i compiti se no non si sfanga, posso dirvi semplicemente che quest’anno ho 51 anni studio cosi’ e cosi’ da 5 anni e solo ora incomincio a godere le colonne sonore dei film di Ennio Morricone del Tipo Love affair poi Forrest Gump poi patch adams grazie a Giulio percio’ zitti e studiate non è tempo buttato via vedrete che le soddisfazioni arrivano anche se il vostro Maestro vedi Giulio ti sfottono solo perche’ studiate l’Ave Maria di schubert anziche’ ARMONIA. GRAZIE GIULIO DI ESISTERE, se no quando imparavo.
    Ciao a tutti, e buon lavoro.

  3. non credo che suonare a casa 20 minuti possono servire a qualcosa. io suono 4-6ore per giorno, e il tempi passa in fretta. in 20min non si puo aprendere niente specialmente all inizio.

  4. Io penso che quella sia questione di educazione!. A mio parere, te puoi anche essere più brava di Chopin, ma umanamente puoi valere zero, e quindi io ad una così, oltre che a risponderle male 😀 non ci metterei un attimo a cambiarla.
    C'è anche da dire che conta anche in che modo l' ha detto. Se era in modo ironico è un conto.. Altrimenti..Bella insegnante! Cambiala al volo!

  5. a parte il fatto che si scrive obiettivo e non obbiettivo.. hai ragione sul fatto che non bisogna incolpare l'insegnante.. però se nel MIO caso l'insegnante si mette ad offendere? l'altro giorno sono andato a lezione, non mi venivano alcuni passaggi studiati e l'insegnante ha iniziato ad offendermi. in questo caso io la colpa la do a lei.. dai chi non si offenderebbe se uno ti dice "fai rivoltare chopin nella tomba"?

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