Home Teoria ABC La chiave di violino o chiave di sol

La chiave di violino o chiave di sol

11
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
La chiave di violino o chiave di sol, 5.0 out of 5 based on 5 ratings

La chiave di violino o chiave di sol è una delle chiavi musicali più utilizzate. Fra le sette chiavi esistenti, questa è la più comune poiché ci sono molti strumenti che leggono le note utilizzando questa chiave. Solo per citarne qualcuno:

  • Pianoforte (mano dx)
  • Voce
  • Flauto
  • Clarinetto
  • Violino
  • Ecc…

Solitamente è la prima chiave che si inizia a studiare, proprio perché è considerata la più universale assieme alla chiave di basso, con la tendenza, negli ultimi anni, ad accantonare le chiavi antiche (chiavi di Do).

Prima di vedere nel dettaglio come si leggono le note in chiave di violino, c’è da fare una precisazione. Le note nel pentagramma cambiano a seconda della chiave di lettura. Le note non sono mai assolute ma cambiano a seconda della chiave che troviamo posizionata all’inizio del pentagramma.

Ti faccio vedere ora qui di seguito uno dei classici esempi errati che si trovano su internet o su alcuni testi di teoria musicale:

image002

Queste note nel pentagramma, senza una chiave musicale posta all’inizio del rigo, non hanno alcun significato. Perciò dimentica quest’immagine che ti ho appena fatto vedere.

Pentagramma e accollatura

Il rigo musicale è formato da 5 righe che creano 4 spazi. Queste 5 righe o linee sono parallele ed equidistanti. Disegnando queste righe poste in orizzontale otteniamo il rigo musicale o pentagramma.

image004

All’inizio di ogni pentagramma ci deve sempre essere una chiave. La chiave ci indica in che modo leggere le note.

Per fare un paragone potrei dire che ogni chiave musicale corrisponde a una lingua diversa. La chiave di Sol è l’italiano, la chiave di Basso è l’inglese, la chiave di contralto è il francese e così via. Sono linguaggi simili ma allo stesso tempo diversi.

Imparare a leggere una chiave significa appropriarsi di un linguaggio universale. Lo stesso linguaggio che conosci tu lo conosce anche l’americano e anche il sud coreano. La musica tutta è un linguaggio universale.

Un gruppo di più pentagrammi da leggersi contemporaneamente formano l’accollatura.

image006

Tramite la parentesi graffa si raggruppano i righi musicali che procedono in modo simultaneo. Tuttavia se questi righi sono molti, come in una partitura orchestrale, la parentesi può essere anche quadra.

Nomenclatura delle note

Premettendo che ogni sistema musicale utilizza una propria nomenclatura per i suoni che lo compongono, il nostro sistema (sistema temperato equabile) è basato sulla successione di 7 suoni diatonici che venivano inizialmente indicati con le lettere alfabetiche:

A (la) B (si) C (do) D (re) E (mi) F (fa) G (sol)

Nella prima metà dell’XI secolo, Guido d’Arezzo sostituì – a fini esclusivamente pratici – le lettere (modificando il punto di partenza, non più il La ma il Do) con le sillabe iniziali dei singoli versetti di un Inno a San Giovanni, versetti che, in perfetta successione, iniziavano con i suoni della scala diatonica:

Utque –antla-xis

Re-so-na-re- fi-bris

Mi-ra ge-sto-rum

Fa-mu-li-tu-o-rum,

Sol-ve pol-lu-ti

-bi-i re-a-tum,

San-cte Jo-as-nes

Nei paesi di lingua inglese e tedesca viene ancora utilizzata la nomenclatura con le lettere dell’alfabeto.

La prima sillaba (Ut) continua ad essere usata nella terminologia francese. Divenne poi il famoso Do nella pratica italiana (pare che derivi dalla sillaba iniziale del teorico Giovanni Doni, 1594-1647).

La chiave di violino: funzionamento

Come dicevamo sopra, ogni chiave è una lingua a sé. In questo articolo ci soffermiamo sulla chiave di violino o di Sol, ma ci sono altre sei “lingue” che dovrai conoscere se intendi intraprendere il percorso di studi del conservatorio.

Ogni chiave (di Sol, di Fa o di Do) indica la posizione di una nota. Grazie a quella posizione noi possiamo conoscere tutte le altre.

La chiave di Sol fissa la posizione del Sol. Il Sol è posizionato sulla seconda riga del pentagramma e corrisponde al Sol immediatamente sovrastante il Do centrale del pianoforte.

image008

Una nota posizionata sul secondo rigo (evidenziato in rosso a titolo pratico) equivale al Sol posizionato sopra al Do centrale (frequenza 440 Hz).

Come si leggono le note in chiave di violino

Diamo un’occhiata insieme a questo schema:

image010

A partire dal Sol (seconda riga), possiamo salire (andare verso l’alto in blu) o scendere (andare verso il basso in rosso), ottenendo così le altre note.

Quello che è importante capire è che ogni passaggio fra una riga e uno spazio di un pentagramma o viceversa, comporta un cambio di nota. Come vedi, se dal Sol (seconda riga) saliamo verso l’alto di un “gradino” otteniamo il La (secondo spazio). Se dal La (secondo spazio) saliamo sopra di un altro “gradino” otteniamo il Si (terza riga) e così via.

Perché salendo dal Sol abbiamo il La e poi il Si?

  • Quando dal Sol, vai verso l’alto, devi utilizzare la scala musicale in senso ascendente (Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa ecc…)
  • Quando dal Sol, vai verso il basso, devi utilizzare la scala musicale in senso discendente (Sol, Fa, Mi, Re, Do, Si, La ecc…)

Se devi trovare una nota che è situata al di sopra della seconda riga, allora devi utilizzare la scala in senso ascendente. Viceversa se devi trovare una nota posizionata sotto il secondo rigo.

Per facilitare la lettura, alcuni metodi preferiscono dividere le note sulle righe con quelle negli spazi. Ottenendo questo risultato:

image012

image014

Suddividendo le note in questo modo potrai avere le note in 4 negli spazi (Fa-La-do-Mi) e 5 sulle righe (Mi-Sol-Si-Re-Fa).

Questa suddivisione in gruppi di 4 e di 5 note serve per una questione mnemonica.

Come si leggono le note fuori dal pentagramma

Le note all’interno del pentagramma non riescono ad occupare tutta la gamma dei suoni di alcuni strumenti ma solo una piccola parte. Ecco il motivo per il quale occorre talvolta uscire fuori dal pentagramma.

Le note possono essere sopra il pentagramma o sotto. In ogni modo occorre inserire i tagli addizionali per far sì di avere delle linee guida di riferimento. I Tagli addizionali non sono altro che brevi tratti di linea che si aggiungono provvisoriamente al di sopra o al di sotto del pentagramma e che si scrivono soltanto in corrispondenza delle singole note per le quali sono necessari.

Per capire i tagli addizionali dobbiamo immaginarci un proseguimento immaginario delle linee del pentagramma.

image015

In questo modo abbiamo delle note sopra il pentagramma negli spazi e nelle righe, e delle note fuori dal pentagramma sotto, negli spazi e nelle righe.

Solitamente è buona norma non inserire più di quattro tagli addizionali per non rendere la lettura difficoltosa.

Esercizi di lettura

Pianosolo ha preparato per te degli esercizi di lettura di note in chiave di Violino in modo tale che tu possa impratichirti. Si tratta di esercizi progressivi. Ti consiglio di imparare a leggere con fluidità ogni esercizio prima di passare al successivo.

Il pianoforte legge oltre che in chiave di violino anche in chiave di basso. Cliccando qui trovi il videocorso formato da 10 videolezioni e 50 esercizi.

Pianosolo consiglia

11 COMMENTI

  1. Complimenti Christian i tuoi video sono interessanti e molto semplici da comprendere. Sono un nuovo iscritto e il tuo metodo d’insegnamento è davvero semplice a tal punto che la “noiosa teoria” è diventata “interessante”. Grazie

  2. Grazie Christian,
    é stato utile ascoltare le tue spiegazioni circa l’apprendimento delle note in Chiave di Violino.
    Ti sono grata anche per la frase “Leggere il pentagramma non deve essere una tortura”.

    Ciao, Carla G.

  3. Fai bene a divulgare i rudimenti, ma attenzione che alcune volte pensando di fare bene si divulgano anche delle imprecisioni. Tipo il “sistema temperato equabile”, invece di dire più semplicemente e più precisamente “sistema tonale” ( temperato equabile si riferisce al temperamento, cioè al modo di accordare uno strumento).

    • Grazie Luca per il tuo commento. In realtà per “sistema temperato” non ci si riferisce solamente all’accordatura. Per il termine “Equabile” infatti ci si riferisce al fatto che in questo sistema, tutto i semitoni sono identici fra di loro.
      Spero di rileggerti presto fra i commenti 🙂

LASCIA UN COMMENTO