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La catalogazione delle opere di Bach e Mozart

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Vi siete mai chiesti a cosa corrispondano le lettere e i numeri che seguono sempre i titoli delle opere di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart ?

Come esempio possiamo citare la Suite per violoncello solo in Sol maggiore BWV 1007 di Bach.

BWV è un acronimo che significa Bach Werke Verzeichnis, ovvero “Catalogo delle opere di Bach”.

Questo catalogo venne realizzato dal musicologo Wolfgang Schmieder (1900-1990) ed è un catalogo tematico. Questo vuol dire che le opere di Bach sono catalogate non in ordine cronologico, ma raccolte per tipologia, suddivise, ad esempio, in opere per clavicembalo, opere per organo, ecc., con una numerazione progressiva.

Solo per citarne alcune a voi familiari:

Invenzioni a due voci BWV 772-786

Invenzioni a tre voci BWV 787-801

Diverso è invece il sistema di catalogazione delle opere di Mozart.

Ad esempio possiamo citare il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 in Do minore K 491.

La lettera K, a volte KV, indica il cognome di Ludwig Ritter von Köchel, l’autore del catalogo delle opere di Mozart risalente al 1862.

A differenza del catalogo bachiano, il catalogo Köchel è impostato suddividendo le opere cronologicamente. Questo sistema è risultato tutto sommato più complesso nel tempo, dato che molte opere mozartiane sono state riscoperte solo successivamente alla classificazione di Köchel e quindi si è reso necessario via via operare una risistemazione, con delle integrazioni siglate tramite sottocategorie.

Le sigle e i numeri così associati sia alle opere di Bach che a quelle di Mozart sono generalmente utilizzate come criteri identificativi delle opere stesse.

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