Home Teoria ABC L’uso dei pedali

L’uso dei pedali

18
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
L'uso dei pedali, 5.0 out of 5 based on 295 ratings

pedali pianoforte

 

L’uso dei pedali del pianoforte

I pianoforti moderni sono dotati principalmente di 3 pedali:

1)    Pedale di sinistra (1 Corda pedale del piano)

2)    pedale di mezzo (sordina pedale tonale)

3)    pedale di destra ( forte o risonanza o 3 corde).

 

Pedale di sinistra:

Il pedale 1 corda o pedale del piano si trova sia sui pianoforti verticali sia sui pianoforti a coda. Nei pianoforti verticali viene avvicinata la martelliera alle corde, avendo così meno corsa per i martelletti e di conseguenza una minor intensità del suono. Nei coda il risultato è simile ma il meccanismo è differente. Viene spostata la martelliera lateralmente, con l’effetto di percuotere un minor numero di corde. Negli acuti 2 al posto di 3, nei centrali 1 al posto di 2, e nei gravi una parte di corda anziché tutta. E’ detto perciò pedale una corda perché esclude una corda.

 

Pedale centrale:

SordinaLa sordina permette ai pianoforti verticali (solo ed esclusivamente ai verticali) di diminuire l’intensità del suono attraverso l’interposizione di un feltro fra la cordiera e i martelletti.

Tonale: Questo pedale non è presente sui verticali (sostituito con la sordina), ed ha la funzione di prolungare l’ultimo suono o gli ultimi suoni premuti prima dell’abbassamento del pedale. Gli altri suoni hanno normale durata.

 

Pedale di destra:

Il pedale di destra è detto forte o risonanza o 3 corde. Questo pedale è di certo il più utilizzato. Quando in uno spartito troviamo l’indicazione “Ped.” si tratta del pedale di destra. Questo è simile a quello centrale, solo che, anziché prolungare solo il suono o il gruppo di suoni premuti prima dell’abbassamento del pedale, prolunga tutti i suoni. Immaginate di suonare un pezzo con il pedale destro sempre premuto. Risulterà un suono assai confuso. Perciò il pedale di risonanza è una grande risorsa per noi pianisti ma anche un’arma a doppio taglio. Bisogna “maneggiarlo con cura”.

Come va utilizzato il pedale di risonanza?

Il pedale di destra va utilizzato principalmente in maniera sincopata ad ogni cambio di armonia.

Per “cambio di armonia” si intende il passare da un basso ad un altro o da un accordo all’altro. Facciamo un esempio di un pezzo che passa da DOmagg a Remagg. Il pedale va tenuto sul primo accordo e rinnovato (si alza e si riabbassa immediatamente il pedale) non appena si preme l’accordo di Remagg.

Molti spartiti, per non creare equivoci sull’uso del pedeale contengono le indicazioni sul quando usarlo:

-Con Ped. si indica di abbassare il pedale (e tenerlo premuto fino a nuovo ordine).

-Con * si indica di alzare il pedale.

Alcuni spartiti non contengono l’indicazione del pedale e qui le ragioni possono essere due:

  • Se si tratta di compositori classici, come per esempio Mozart, significa che non è previsto l’uso di quel pedale in quel pezzo.
  • Se si tratta di compositori romantici, come per esempio Chopin, allora significa che non ci sono indicazioni particolari per il pedale e che quindi l’uso del pedale può essere soggettivo e personale. Oppure se l’uso del pedale è segnato solo sulle prime battute e poi trovi la dicitura “simile” vuol dire che per tutto il pezzo si utilizzerà il pedale come mostrato nelle prime battute.

Pianosolo consiglia

18 COMMENTI

  1. Molto controverso l’argomento “pedale”. Io lo uso “sempre”, senza eccezione alcuna: ciò che cambia è il come lo si utilizza.
    Io credo che pedale : pianista = bacchetta : direttore = archetto : violinista
    Cosa hanno in comune? Il gesto, il respiro. Il pedale mi dà una chiara idea della tensione (da non confondere con il forte). Io sono anche le scale usando il pedale con questo criterio, ma messo in modo tale da non creare sporcizia e da far avvertire subito dove si trova la tensione. Certo in Mozart o Bach lo uso in modo più centallinato, ma con lo stesso criterio. Dobbiamo considerare che all’epoca non esisteva il pianoforte moderno; non per questo con Bach non dobbiamo suonare “da pianisti”. Essere filologici in chiave moderna!

    • Suonare Bach col pedale è un sacrilegio per me, anche se alla fine la cosa è soggettiva.
      La risonanza in Bach è autonoma anche senza pedale, prendi ad esempio il minuetto in Re minore, non puoi mica suonare col pedale dai…

  2. Comunque a parte le vostre giustissime risposte, c'è da dire anche che è notevole la differenza nel suonare qualsiasi autore da un Piano verticale ad uno a coda, soprattutto nell'uso del pedale del forte. Nei verticali non c'è doppio scappamento e la minore proporzione della cassa armonica influisce notevolmente sullo smorzamento del suono, quindi ciò fa accrescere la necessità di usare il pedale anche in parti nelle quali non viene richiesto.
    il consiglio che posso darvi è quello di suonare con razionalità e di svincolarsi quel pò che basta da ciò che viene riportato sulle partiture, ovvero usate molto l'INTERPRETAZIONE che è il mezzo che potrà fare sempre vostra la musica. il Pianoforte è uno strumento che si lascia suonare da voi e non il contrario. Potete prendere 10 – 100 – 1000 pianisti diversi e far suonare loro la stessa cosa, ognuno la eseguirà in modo diverso.
    Vi invito a leggere "ABBOZZO DI UNA NUOVA ESTETICA DELLA MUSICA" Di Ferruccio Busoni. che in una decina di pagine riassume tutto ciò che può aprirvi a considerare al meglio la musica e il suo profilo interpretativo.
    Buona fortuna a tutti.
    Roberto Terlizzi

    • …E inoltre l'uso del pedale di risonanza , che può rendere sfumature tanto diverse, permette una interpretazione più varia, persnalizzata, più colorata, più ''sensata'', e non con le solite battute piene di pedale continuo.

  3. ho visto il video. C’è la funzione dei pedali, adeso manca il tutorial vero e proprio sull’uso.. co uno spartito facile, mi raccomando!
    ari-ari-grazie 😉

  4. ciao ragazzi,
    dopo i meritatissimi complimenti, direi che state andando alla grande :-), volevo avanzare una piccola richiesta ‘multimediale’: non potreste realizzare un filmatino in cui si vede l’uso del pedale, magari accoppiato a uno spartito abbastanza facile? sarebbe MOLTO utile 🙂
    grazie!!!

  5. Ho un pianoforte digitale Yahama P120
    Il pedale di questo pianoforte quando lo uso, slitta sul pavimento e dopo pochi secondi non è più a portata di piede. Usaltro il cavalletto ad X non permette di posizionare le gambe in modo da avere il pedale al centro. Non so proprio come fare e mi chiedo se altri hanno problemi ad usare il pedale di un pianoforte digitale, quando il pedale è a parte e non nell struttura del piano. Infatti il P120 è un piano con cavalletto e contenitore che si può portare via e non ha un suo “mobiletto” in cui è incastrato.

    • Ciao Nicholas. Quello che ti consiglio è di mettere una zeppa, quella che usi per fermare le porte, o qualcosa di rigido che possa bloccare il pedale. Vedrai che non si muoverà più e non avrai di questi problemi!
      Ciao 😉

  6. A certo, hai perfettamente ragione, non serve a mascherare le incertezze dietro ad un accozzaglia di suoni. Nel 3° movimento il pedale va usato come hai detto tu, poco e niente, solo dove è segnalato dallo stesso Beethoven, anche se un pizzico di pedale in più io ce lo metto, perchè ritengo che l'interpretazione sia personale, poi è ovvio che è questione di gusti…

    P.S. Nelle sonatine di Beethoven o di Clementi il pedale non ci va 😀

  7. Si è vero, però Beethoven segna dove mettere il pedale e segna dove toglierlo, non dobbiamo metterlo alla rinfusa. Comunque il pedale aiuta sempre un pò l’ esecuzione, e molti lo mettono in Beethoven per gestire i passaggi difficili. Per esempio, nel terzo movimento della sonata “Al chiaro di luna” il pedale va usato poco e niente, mentre molti lo usano sin dall’ inizio! (io compreso 🙂 🙂 )

  8. Ehilà eccomi di nuovo a commentare uno spazio teorico

    Avrei una cosa da puntualizzare: capisco la scelta di Mozart, ma io direi che in Beethoven il pedale è più che necessario in alcuni casi, basti pensare alla celebre Sonata op. 27 n° 2 di cui avete parlato poco tempo fa. Se li non ce lo metti diventa una sonatina stile Clementi.

    Direi che state migliorando sempre di più, dalla vostra unione nascono ogni giorno nuovi articoli che leggo volentieri, anche se molte cose le conosco per vie accademiche 😀

    Complimenti ancora

LASCIA UN COMMENTO