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Jon Balke, Warp (2016 ECM)

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Jon Balke, Warp (2016 ECM), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Jon Balke, Warp (2016 ECM)

balke warp

Sono paesaggi dai contorni indefiniti, proiezioni della mente tradotte in immagini sonore, assenza di linee temporali e spaziali i brani di “Warp”, il piano solo che il pianista e compositore norvegese Jon Balke registra per ECM. I sedici pezzi contenuti in “Warp” vivono sospesi in assenza di gravità, in quel limbo musicale che schiude uno spazio senza confini all’immaginazione, al percorso di reinvenzione personale di un significato.

Warp” ha un suo suono che ne contiene molti altri, reinventa il concetto di piano solo, ne trasforma l’accezione in qualcosa di più ampio, una sorta di ensemble in cui si alternano “immagini sonore”. L’effetto è voluto e studiato. Il piano solo è registrato al Rainbow Studio di Oslo, mentre questi suoni provengono da un minuzioso lavoro svolto a Madstun da Jon Balke in persona e da Audun Kleive, alle quali si sono aggiunte altre registrazioni durante il mix effettuato all’RSI di Lugano con l’apporto di Manfred Eicher e Stefano Amerio.

Il risultato è un suono fluttuante tra naturale timbro pianistico, preparazione dello strumento, suggestioni di suoni elettronici, voci esterne. L’operazione, non semplice e a rischio frammentarietà, risulta in realtà artisticamente riuscita. Questo suono è unitario, omogeneo e comunica una precisa scelta estetica e poetica in cui la personalità di Balke, eclettica e dinamica nella sua incessante esplorazione dell’universo sonoro, può esprimersi compiutamente. L’idea portante sembra quella di spostare il limite sempre un po’ oltre e andare a vedere cosa succede, non tralasciando mai però di mettere al servizio di questo processo di ricerca tutte le conoscenze pregresse.

Musicista di formazione classica, Jon Balke in “Warp” opera un fondamentale lavoro di sintesi tra questo bagaglio, il linguaggio improvvisativo e stili, generi, provenienze diverse. Questa sintesi si muove dentro strutture non codificate e differenti l’una dall’altra. I sedici brani di “Warp” sono tutti di durata contenuta, come dei bozzetti, schizzi, appunti che illuminano visioni per un istante per rifluire immediatamente in quella successiva, sono scenari immaginari che Balke decide di narrare o solamente di alludere. In queste piccole forme vivono silenzi, attese, sospensioni, momenti di riflessione. Un disco dunque da vedere, oltre che da ascoltare, con quello straordinario strumento rappresentato dal nostro sguardo interiore.

Tracklist: Heliolatry; This Is The Movie; Bucolic; On And On; Bolide; Amarinthine; Shibboleth; Mute; Slow Spin; Boodle; Dragoman; Kantor; Geminate; Telesthesia; Geminate; Heliolatry

Sul sito della ECM Records un ascolto in anteprima di “Warp”.

 

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