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John Taylor, In Two Minds (2014 Cam Jazz)

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John Taylor, In Two Minds (2014 Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 91 ratings

John Taylor, In Two Minds (2014 Cam Jazz)

Taylor-cover

Di solito il piano solo è un faccia a faccia fra il pianista e il pianoforte, fra il pianista e se stesso, momento arduo, pericoloso, emozionante. A tanti artisti ho chiesto cosa fosse il piano solo e tutti lo hanno definito come punto di arrivo estremo, come emozione pura fatta di adrenalina ed eccitazione, come massima espansione dell’espressione. John Taylor gioca al raddoppio. In questo “In Two Minds” dialoga con se stesso come proiettando la propria musica in uno specchio che riflette però un io alternativo ma altrettanto reale e autentico. “Ero combattuto tra l’idea di un lavoro da solista o di un progetto a quattro mani” scrive lo stesso Taylor nelle note di copertina di “In Two Minds”. Il risultato è un lavoro in cui l’overdubbing di alcune tracce ci mostra la doppia anima di un artista intento a schiuderci le porte del suo mondo più intimo. E questa musica, tutti brani di John Taylor, fatta eccezione per “Phrase The Second” e “3/4 pm” a firma Kenny Wheleer e “Reflections in D” di Duke Ellington, sono libera espressione della personalità dell’artista.

Si respira aria di libertà in questi brani, quella libertà che consente di spaziare con l’immaginazione, libertà che dà l’idea di aria pura, come quando stiamo ad ascoltare delle belle parole e queste ci si schiudono mondi, spazi di riflessione. Si percepisce subito questa libertà, sin dall’attacco, con la “Ambleside Suite”, dal primo brano, “Coniston”, un incipit limpido, di piano solo nitido e preciso come l’attacco di una fuga di Bach che cela in nuce la cellula di materiale tematico e armonico a sviluppo progressivo. Ed è quanto accade nei due brani successivi della suite, “Dry Stone” e “Ambleside”, quando il tessuto sonoro si espande arricchendosi di meravigliose complicazioni ritmiche e armoniche.

La suite prelude nella sua struttura a tutta l’articolazione delle tracce, un’alternanza sagace, eppure naturale nella percezione, di momenti di canto, spazi ariosi e meditativi, pulsioni ritmiche che rimandano alla gioia, in una gamma di colori musicali dinamica e cangiante, segno dell’equilibrio che solo l’arte al suo apice riesce a comprendere.

Un disco per chi ama il pianoforte in maniera profonda e assoluta, un disco come un concerto, a cui assistiamo in silenzio ascoltando compiersi il rito magico e stupefacente della musica.

Potete ascoltare in anteprima “In Two Minds” sul sito della Cam Jazz.

Tracklist: 1. Coniston/ 2. Dry Stone/ 3. Ambleside/ 4. Phrase the Second/ 5. Episode 3 / 6. 3/4 PM/ 7.Middle Age Music/ 8. Calmo/ 9. Reflections

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