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J.S.Bach, Six Sonatas for Violin and Piano, M. Makarski-K. Jarrett (2013 ECM)

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J.S.Bach, Six Sonatas for Violin and Piano, M. Makarski-K. Jarrett (2013 ECM), 5.0 out of 5 based on 111 ratings

J.S.Bach, Six Sonatas for Violin and Piano, Michelle Makarski-Keith Jarrett (2013 ECM)

jarrett e violino

Non è la prima volta che il pianista Keith Jarrett e la violinista Michelle Makarski si incontrano. Risale ai primi anni Novanta la loro prima collaborazione, in quel “Bridge of Light” in cui l’artista aveva suonato le composizioni jarrettiane “Elegy for violin and String Orchestra” e nella “Sonata for violin and piano”.

E non è la prima volta di Jarrett con Bach, un amore coltivato nel tempo e mai estinto, come quello di un figlio verso un imponente padre spirituale. Il compositore tedesco da sempre è fonte di ispirazione primaria per le lunghe improvvisazioni di Jarrett, nodo formativo importante, base di quei caratteristici spostamenti di linee che rimandano all’arte della fuga e che contraddistinguono lo stile di Jarrett, che creano una sorta di linea di continuità in una direzione che parte dalla polifonia di Bach e conduce a quella moderna del pianista.

Da questo amore per la musica di Bach e da un nuovo incontro con la violinista nasce la registrazione di queste “Sei Sonate per violino e piano”. Il Bach che ascoltiamo è puro, sobrio, gli abbellimenti si collocano come segni espressivi pregnanti, il senso ritmico della musica del compositore di Eisenach viene messo in risalto dal pianismo di Jarrett. Non c’è traccia di presenzialismo timbrico dello strumento in questa registrazione, il pianoforte di Jarrett dialoga con discrezione con il violino di Michelle Makarski. Spicca la straordinaria abilità dei due artisti nello sfruttare le possibilità espressive dei rispettivi strumenti, abilità che si rivela in una rara luminosità del suono, nella nitidezza del fraseggio e in un’articolazione che ci regala intatto il singolo elemento prezioso della musica di Bach.

Non è la prima volta per Jarrett dicevamo e la scelta del moderno “grand piano”, dopo l’attenta esplorazione degli strumenti coevi a Bach nelle precedenti registrazioni, non penalizza il risultato finale in termini di fedeltà, ricontestualizza piuttosto una musica antica densa di messaggi universali al nostro tempo.

È possibile ascoltare un brano in anteprima sul sito di ECM.

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