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Invecchiando si suona peggio?

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Invecchiando si suona peggio?, 4.9 out of 5 based on 28 ratings

Molto spesso sentiamo paragoni fra il pianista e l’atleta. Si parla di allenamento, di riscaldamento, mantenimento, nutrizione e di performance. Così come un atleta rende di più a 20 piuttosto che a 40 anni, anche per il pianista è così? Invecchiando si perdono le abilità?

In un’intervista di Joseph Horowitz a Claudio Arrau troviamo:

Horowitz: Lei pensa che ad un certo punto ci sia un declino fisico inevitabile e che quindi, l’agilità delle mani diminuisca?

Arrau: Non lo credo, perché ho visto pianisti come la Carreno, il cui modo di suonare non è mai stato così pieno di vita come pochi mesi prima di morire. Anche Busoni. Mi ricordo i suoi ultimi concerti. Non c’era il minimo segno di un affievolimento della potenza o dell’ardore.

H: Ovviamente la validità della sua tecnica nel tempo è in relazione con il rilassamento. Tutti e due conosciamo molti pianisti che suonano con eccessiva tensione muscolare, e che quindi le loro carriere si sono interrotte oppure i risultati sono presto diventati deludenti.

A: Con i cantanti è la stessa cosa. Quando sono rilassati e lasciano “uscire” il suono non perdono la voce sino in età avanzata. I muscoli acquistano una saggezza tutta loro.

H: Nell’interpretazione accade qualcosa di simile. Lei è ora nelle condizioni di fare affidamento più sull’intuizione che sulla sperimentazione in fatto di tempi, dinamiche, rilievi diversi conferiti alle voci, e così via?

A: Non mi è mai piaciuto fare esperimenti di questo tipo. So che molti pianisti li fanno e chiedono ad altri pianisti: “Ti piace questo?” oppure: “Dovrei fare così?”. Per me è impensabile. Se sono in dubbio su come suonare qualcosa (fare un crescendo o un ritardando) lascio che maturi. Quando si lavora su una pagina, certe cose devono semplicemente maturare.

Arrau stesso dichiarava di trascorrere al pianoforte, in età adulta, anche 12 ore al giorno senza sentirsi affaticato.

Come faceva?

arrau

Se impariamo a svolgere qualsiasi azione nel corso del tempo con un dispendio minimo di energia, anche in tarda età queste azioni rimarranno possibili. Se è vero che i tessuti invecchiano inevitabilmente, le connessioni nervose invece crescono e si diramano a qualsiasi età. Ecco perché possiamo imparare cose nuove anche in tarda età, purché questa sia un’attività mentale piuttosto che di allenamento muscolare, poiché il secondo tipo di attività decade inevitabilmente.

Proviamo ad osservare questo video di Horowitz:

Oppure quest’altro di Arrau:

Vi sembra che stiano facendo un grande sforzo? 😉

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