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Intervista a Roberto Plano. Cremona Pianoforte 2014

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Intervista a Roberto Plano. Cremona Pianoforte 2014

a cura di Paola Parri e Giulio Cinelli

 

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Abbiamo incontrato il Maestro Roberto Plano in occasione di un suo concerto organizzato da Fazioli Pianoforti a Cremona Pianoforte 2014. Un concerto dal repertorio vario e poco frequentato, in cui le scelte di Roberto Plano non sono state scontate, secondo una precisa volontà del pianista che dimostra inequivocabilmente una proficua curiosità intellettuale e l’impegno verso un percorso di ricerca continuo.

Molte parole sono state spese sull’arte di Roberto Plano, un’arte in cui la perfezione tecnica ha sposato il dono di un’espressività irrinunciabile. Ascoltare Roberto Plano significa capire veramente il concetto di interpretazione, cogliere quel patrimonio di creatività soggettiva che ogni brano lascia all’esecutore quando questi riesce a valorizzare ogni sfumatura del testo musicale, a conferire corpo reale, un carattere incisivo, una nuova vita alla partitura. Il pianismo di Plano è elegante, perfetto nella cesellatura dei fraseggi, nell’alternanza delle dinamiche, sempre appropriato, sia nelle parti più schiettamente virtuosistiche che in quelle più liriche, in grado di tenerci sospesi in quell’indefinito spazio atemporale che la musica crea quando ci rapisce totalmente in una sorta di ipnosi collettiva.

Non ha bisogno di presentazioni questo artista che si è affacciato giovanissimo sulla scena musicale internazionale, ottenendo riconoscimenti nei più prestigiosi concorsi internazionali come il Cleveland, il Van Cliburn e l’Honens. Una carriera fulgida che lo vede esibirsi sui palcoscenici di tutto il mondo e impegnarsi attivamente nella diffusione dell’educazione musicale soprattutto fra i giovani. Nel settembre del 2011 ha costituito l’Associazione Musicale “Alfred Cortot”, di cui è Presidente, proprio con l’intento di diffondere la musica classica.

Acclamato dalla critica mondiale, che lo ha definito l’erede di Rubinstein e Horowitz (dal commentatore radiofonico di Chicago Paul Harvey), dopo averlo sentito suonare non possiamo che essere d’accordo.

Ecco la nostra breve video intervista.

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