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Intervista a Ramin Bahrami

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Intervista a Ramin Bahrami

a cura di Giulio Cinelli e Paola Parri


Il pianoforte non come fine, ma come mezzo, come strumento di comunicazione di un universale sentimento di umanità, di pace, di dialogo fra popoli e culture. È il messaggio che il pianista Ramin Bahrami porta nel mondo attraverso la musica di Johann Sebastian Bach, di cui è profondo conoscitore e devoto amante. La storia di Ramin Bahrami è la storia di un uomo nato a Teheran in un periodo di profonde agitazioni politiche, è la storia di un uomo toccato in prima persona da quelle vicende negli affetti familiari, è la storia di un viaggio lontano dal proprio paese, prima in Italia e poi in Germania, è la storia di un profondo legame con la musica bachiana. Il Bach di Bahrami vive nella contemporaneità, rappresenta un concetto più ampio di bellezza, ordine, disciplina e al tempo stesso di libertà e lungimiranza, è ambasciatore, attraverso la complessa arte del contrappunto, di un’idea di armoniosa convivenza fra elementi contrastanti, punto di incontro e annullamento delle divergenze, luogo di coesione della diversità. Dopo le incisioni di alcuni dei capolavori bachiani, come le Variazioni Goldberg, l’Arte della Fuga, le Partite o le Suites Francesi, solo per citarne alcuni, Ramin Bahrami ha da poco pubblicato il suo ultimo lavoro in studio, Cinque concerti per tastiera di J.S.Bach BWV 1052-1056 con la Gewandhaus Orchestra di Lipsia e la direzione del Maestro Riccardo Chailly, uscito per la Decca. Vi lasciamo a questa intervista che Ramin Bahrami ci ha concesso pochi giorni fa in occasione di un suo concerto al Teatro Politeama di Poggibonsi (Si). Per approfondimenti sulla biografia, la discografia e i prossimi concerti del pianista, vi invitiamo a visitare il suo sito personale.

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17 COMMENTI

  1. Esatto! De gustibus non disputandum est. Bisognerebbe dirlo a Bahrami. Ho fatto un giretto su google, e mi è bastato per capire che il buon Ramin è avvelenato nell'animo dalla presenza di Allevi. In più interviste non fa che gettargli addosso tutto il suo rancore. Perchè?

    • Non so Elisabetta, di fatto siamo in ambiti musicali completamente differenti che non credo possano in alcun modo essere relazionati. Bahrami oltre che meraviglioso musicista è persona di grande garbo e cortesia. Come interprete bachiano ha un'idea precisa consolidata da una profonda conoscenza della musica di Bach a cui sta dedicando tutta la sua carriera artistica.

      • Lore, io personalmente non lo ascolto, ma, come dicevano i Latini…. "de gustibus non disputandum est". Vorrei però che questo non diventasse l'ennesimo spazio per intavolare una polemica sull'argomento. Credo che la polemica sia sempre utile ad alimentare la fama di chi è criticato. Quindi non ci conviene no? 😉

    • Ciao Alessandro.
      Il brano che senti all’inizio è la Suite inglese n.2 di J.S.Bach in la minore, nello specifico le Bourrée 1 e 2.
      L’altro brano, quello verso la fine dell’intervista è l’Aria dalle Variazioni Goldberg BWV 988.

  2. Un'intervista meravigliosa. Barhami è sicuramente un grandissimo interpre bachiano.Le sue Variazioni Goldberg, che ho avuto la fortuna di ascoltare recentemente a Santa Cecilia ,mi hanno ricordato quelle di Gould del 1955. Sono d'accordo con Barhami , quando afferma che Bach non sia stato solo il più grande genio musicale di tutti i tempi, ma che la sua musica vada oltre i confini della musica stessa, fino a configurarsi come paradigma universale di insegnamento di vita.
    Sergio Petrocchi

  3. I miei complimenti. Ottima scelta delle domande e montaggio audio-video molto professionale. La miglior intervista che avete realizzato.

  4. I'm speechless.
    Grazie Giulio e Paola per la bellissima intervista (e ovviamente al maestro Bahrami per la disponibilità!).

  5. Bahrami mi è sembrato per una volta fuori da eccessi di esibizione così all'odine del giorno anche nella musica.
    Da quasi "ignorante" ho anche capito un pò il motivo di tutto questo grandissimo amore per Bach da parte della maggior parte dei musicisti che ho conosciuto.Perchè per interpretarlo bene,bisogna conoscerlo veramente bene,e sarà questo il motivo per cui si arriva ad amarlo così tanto.
    Infine mi è piaciuta molto anche la persona Bahrami,il modo di parlare e di atteggiarsi,quasi dimesso…E poi bello anche il suo modo di accompagnare col corpo l'esecuzione che stava facendo.Intervista veramente bella.
    PS .Ho una preghiera.Potreste lasciare le domande in evidenza qualche secondo in più,perchè chi non è un'esperta come me, non riesce ha leggere e capire velocemente…

  6. Bravissimi Paola e Giulio, bella intervista è gratificante gemellare artisticamente con il Maestro Ramin considerando che ha dedicato tutta la sua vita per il pianoforte regalandoci nuovamente belle interpretazioni all'altezza del Grande Glenn..

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