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Innamorato della musica, di Francesco Roncone

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Oggi pubblichiamo il testo con cui Francesco Roncone ha partecipato al contest letterario di Pianosolo.

Innamorato della musica

di Francesco Roncone

wooden_piano

Son passati 42 anni ma ricordo perfettamente quella giornata come se fosse ieri.

Era una calda domenica d’estate, avevo solo cinque anni e vivevo nella città in cui sono nato, Bari.

Come tutti i bambini della mia età, mi svegliavo presto e trascorrevo gran parte della giornata sul balcone picchiettando la ringhiera con una bacchetta di legno per ascoltarne i suoni e le vibrazioni,

rimanendo colpito da quei suoni che riuscivo a produrre, talvolta meravigliato di averne prodotto uno diverso da tutti gli altri.

Quella mattina però fu diversa da tutte le altre. Il suono del campanello mi fece scattare verso la porta ma con mia grande sorpresa era già stata aperta da mio padre. Sulla soglia di casa mio cugino reggeva tra le braccia quella che mi sembrava una grande scatola. Non riuscii subito a capire cosa fosse, non avevo mai visto un oggetto così grande. Mio padre parlava con mio cugino mentre io cercavo di analizzare a fondo quell’oggetto misterioso. Avevo capito che era un oggetto elettrico perché un filo faceva capolino dalla struttura in legno e penzolava rendendomi impaziente di scoprire cosa fosse e a cosa servisse. Finalmente qualcuno decise di azionare quello strano strumento e una fila, che all’inizio sembrava lunghissima, di tasti bianchi e neri, tutti perfettamente allineati, si srotolò davanti ai miei occhi pieni di meraviglia e stupore. Qualcosa di magico mi attirava verso quei tasti, come se mi stessero chiamando, come se la musica mi stesse aspettando. Io non la feci attendere troppo. Posai su quella meraviglia il mio piccolo dito e schiacciai un tasto. Poi un altro. Fino a finirli tutti. Ogni tasto che premevo era magico, ogni tasto un suono diverso, ogni tasto era come se non aspettasse altro che essere premuto da me. Era magia. Era un nuovo gioco per me, potevo abbandonare la bacchetta.

Crescevo con quella pianola, suonando fino a tardi, disturbando mio padre che provava ad ascoltare il telegiornale fino a quando non potendone più e mi urlava di spegnere e di andare a letto.

I primi sette anni della vita sono stati straordinari, poi qualcosa è cambiato.

Mio padre e mia madre decidono di separarsi e io vengo sballottato un po’ dagli zii un po’ dai nonni. A dieci anni tornai a vivere con mio padre, mi ricordai della mia pianola, ma avendo cambiato casa, la pianola era andata perduta. Cercai di convincere mio padre, pur consapevole delle sue difficoltà economiche, a regalarmi una nuova pianola.

Le mie insistenti richieste vennero accolte e mio padre mi comprò una pianola. Aveva qualche difetto ma per me andava bene, anche se potevo suonare solo un tasto per volta.

In quegli anni a scuola, durante le ore di musica, suonavo la melodica. Ricordo che ero entusiasta di studiare musica, mi portavo dietro il quaderno con il pentagramma, con la speranza di imparare qualcosa di nuovo, ma purtroppo in tre anni non abbiamo mai fatto un’ora di musica!

Fino ai diciassette anni mettevo da parte i soldi che mi regalavano i miei nonni per i miei compleanni e onomastici, per comprarmi i dischi dei Rockets. Loro erano il mio punto di riferimento nella musica, adoravo la musica elettronica. È stato proprio un loro brano, ascoltato in un vecchio album a farmi apprezzare la musica classica moderna ma soprattutto il pianoforte, il brano era “Don’t be sad”.

Da allora ho cominciato a studiare per conto mio, comprando libri di musica per approfondire meglio la tecnica e le nozioni di base, ormai suonare il pianoforte era diventata una vera e propria passione.

A trentatré anni decisi di frequentare un corso di pianoforte in una scuola privata, ero curioso di sapere a che livello fossi arrivato, da solo. Avevo già composto diversi brani che purtroppo non sapevo ancora scrivere sul pentagramma. Il mio insegnante mi disse che avevo una grande dote nella composizione della musica, così nel 2012 mi iscrisse a un concorso regionale “Sing your song”. Ricevetti un titolo di merito per la composizione e l’esecuzione del mio brano.

A quel punto capii che tutti i miei studi e soprattutto i miei brani, piacevano alla gente.

Internet ha velocizzato il mio apprendimento. Ho trovando il sito Pianosolo.it dove lavorano ragazzi magnifici, oggi miei amici e con le lezioni di Christian Salerno ho potuto cancellare alcuni dubbi approfondendo le mie conoscenze musicali.

Tutto cominciò quella domenica di 42 anni fa ma con lo stesso entusiasmo e felicità di quel bambino di 5 anni, oggi, con una marcia in più, ho il mio vero pianoforte.

Biografia

roncone

Nasce a Bari il 14/08/1967 da genitori operai.

A cinque anni per gioco scopre la passione della musica poi del Pianoforte che lo accompagnerà sino a i tempi di oggi.

A diciassette anni abbandona la scuola dopo aver frequentato l’istituto professionale come perito elettronico.

A diciotto anni inizia a lavorare come meccanico, prima in piccole officine, poi in grandi concessionarie trasferendosi anche in Germania.

Il 21/08/1999 si sposa e si trasferisce a Modena lavorando in una grande azienda di livello mondiale e grazie a dei corsi aziendali diventa elettromeccanico.

Nel 2006 e 2008 diventa padre di due bambini.

 

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