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Imparare a suonare dormendo…

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Imparare dormendo
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Sembrerà strano, ma  imparare a suonare dormendo è possibile e naturale!

A quanti di noi è capitato di tornare al piano dopo la siesta pomeridiana e di notare con stupore che un passaggio che prima non ci riusciva, adesso è nelle nostre mani?

Durante il sonno, infatti, il processo di apprendimento è particolarmente attivo nel nostro cervello (Huber et al., 2004): si registrano ragionamenti inconsci, si consolida la memoria a lungo termine.

Alcuni esperimenti sono andati a comprovare questa apparentemente assurda teoria: un test di digitazione e uno di calcolo. 

Il primo consisteva nella immissione da tastiera di una sequenza di numeri (4-1-3-2-4) il più velocemente possibile. Si è notato che i migliori risultati si registrano durante i primi cinque minuti di attività, trascorsi i quali si raggiunge una sorta di asintoto di miglioramento di circa il 60%, su dodici tentativi da 30 secondi ciascuno (Stickgold, 2005). Ripetendo la prova dopo 4-12 ore, nello stesso giorno, non si registrano ulteriori miglioramenti. Dopo una notte di sonno la velocità e l’accuratezza nel digitare vengono mediamente migliorate del 20%. Dopo altre due notti si rileva un ulteriore miglioramento del 26%. Questi dati mostrano chiaramente il processo di potenziamento della memoria promosso dal sonno.

In una seconda parte  dell’esperimento di digitazione, si chiedeva di imparare una seconda sequenza, completamente diversa dalla prima. E’ soltanto la seconda sequenza a migliorare dopo aver dormito (Walker et al., 2003). Solo almeno 6 ore dopo l’apprendimento la seconda nozione diventa immune all’interferenza con la prima, e viceversa.

Il secondo esperimento mostra la capacità del nostro cervello di elaborare dati e nozioni, in maniera inconscia, durante il sonno. Grandi pensatori infatti hanno avuto la loro migliore intuizione ad occhi chiusi! Si narra che James Watson avesse scoperto la doppia elica proprio durante un sonnellino. Anche a me è capitato più di una volta di avere intuizioni geniali (Pianosolo secondo voi come è nato?) e di ripassare per gli esami universitari tra un sogno ed un altro.

Questi esperimenti volgono a dimostrare la grande importanza del sonno nell’apprendimento e di conseguenza, nello studio del pianoforte. Vorrei cercare di estrapolare da queste nozioni teoriche, alcune regole pratiche da seguire per ottimizzare lo studio:

1) Andare a letto presto. Il sonno migliore è quello che si ha prima della mezzanotte, dopodiché le performance calano drasticamente: memoria a breve e lungo termine, concentrazione ecc…

2) Studiare prima possibile, in un orario decente. Dobbiamo dare tempo al cervello di distinguere il diverso materiale in via di memorizzazione per beneficiare delle ore di sonn0. La migliore strategia sarebbe quella di suonare appena dopo pranzo, e poi farsi una dormita. Riprendere poi una mezzora alla sera.

3) Dividere le giornate di studio per argomento. Un esempio potrebbe essere quello, per un jazzista di dividere così le giornate:
a) Lunedì: Tecnica
b) Martedì: Voicings e Solfeggio
c) Mercoledì: Armonia e applicazione in standard
d) Giovedì Tecnica
e) Venerdì Armonia e applicazione in standard
f) Sabato: Tecnica
g) Domenica: Esecuzione standard, suonare liberamente

Questo è solo un esempio di come potrebbero essere divise le giornate, per dare respiro a tutte le varie competenze di rigenerarsi e di beneficiare del sonno.

4) Studiare per ultimo il pezzo o l’esercizio che desiderate ricordare meglio.

5) Evitare di accanirsi per ore ed ore su un pezzo: diminuite il carico di lavoro e datevi tempo.

Io stesso proverò questi semplici suggerimenti su me stesso, e vi informerò sui progressi. Spero che voi facciate altrettanto! Sono proprio curioso, come voi, di sapere come è andata!

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