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Il pianista e il pianoforte di “Casablanca”

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Il pianista e il pianoforte di “Casablanca”, 5.0 out of 5 based on 152 ratings

Il pianista e il pianoforte di “Casablanca”

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Era il 1942 e in pieno conflitto mondiale veniva girato uno dei film più amati della storia del cinema: “Casablanca”, di Michael Curtiz. Il film, ambientato appunto a Casablanca, in Marocco, in realtà fu realizzato interamente in California, negli studi della Warner Bros e all’aeroporto di Van Nuys, sobborgo di Los Angeles. La storia d’amore fra lo spietato e cinico americano Rick Blaine, interpretato da Humphrey Bogart, e l’antinazista norvegese Ilsa Lund, Ingrid Bergman, collocata appunto nell’Africa francese occupata dai nazisti all’inizio del 1941, è diventata nel tempo sinonimo dell’eterno dissidio fra passione amorosa e senso del dovere, fra spietatezza della guerra e valori morali di solida umanità. Il film vinse tre Oscar (film, regia, sceneggiatura) e le sue scene più celebri fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo legato al cinema.

Parte essenziale della trama del film è la sua colonna sonora, in particolar modo un personaggio si ritaglia quasi involontariamente un ruolo da protagonista: il pianista Sam. Chi era? L’attore si chiamava Dooley Wilson (1886-1953), ma il suo vero nome era Arthur Wilson. Si era guadagnato il nomignolo di “Dooley” per via di una sua interpretazione del brano irlandese “Mr Dooley” al Pekin Theatre in Chicago, interpretazione che eseguiva in whiteface. Fu attivo a Chicago e New York in numerosi vaudeville, era un batterista, un cantante, e quando venne scritturato per “Casablanca” non sapeva suonare il pianoforte.

Rick's Inside

In occasione dei 70 anni del film, nel 2012, in un articolo apparso sul sito del quotidiano “Il Messaggero”, vennero pubblicati dei ricordi di Dooley Wilson in cui l’artista raccontava la sua avventura cinematografica e l’immensa fortuna legata a quel ruolo. Il segreto viene svelato proprio da Dooley: “Bene, ora è venuto il momento di farvi una confessione; io, Dooley Wilson, il pianoforte non l’ho mai saputo suonare. Fin da bambino ero un appassionato della batteria che un amico di mio padre suonava in un’orchestrina di Tyler. E così diventai batterista anch’io e un batterista mica male visto che negli anni ’20 ero il leader di una jazz band che mi portò in tour anche in Europa. Il produttore e il regista Curtiz mi misero alle costole un certo Elliot Carpenter, compositore, autore e arrangiatore famoso. Me lo piazzarono proprio dietro durante le riprese: quando battevano il ciak, io volavo sulla tastiera intonando la celebre As Time Goes By scritta da Herman Hupfeld nel ’31 e Carpenter gli dava giù col suo pianoforte a pochi metri da me, nell’ombra. La magia del cinema!”.

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Elliott Carpenter dunque fu il vero pianista in Casablanca. Un pianista, compositore, songwriter di Philadelphia che aveva studiato al Themple School of Music e aveva poi perfezionato i suoi studi in Francia.

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E il pianoforte? Quel verticale che vediamo in numerose scene di “Casablanca” è stato venduto all’asta da Sotheby’s nel 2012 per 600.000 dollari, ma la stima iniziale della nota casa d’aste era fra 800mila e 1,2 milioni di dollari. Era di proprietà di un collezionista giapponese che lo aveva acquistato per 154.000 negli anni Ottanta.

Quel pianoforte dell’indimenticabile “As Time Goes By”.

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1 commento

  1. Molto interessante. Rivedere questa scena e ascoltare la musica: mi ha portato indietro nel tempo. Peccato, che nella musica moderna , non c’è più tanta melodia. Complimenti.

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