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Il carattere dell’esecutore

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Lo stesso brano può essere eseguito in diverse maniere. Questo perché ogni esecutore è diverso dall’altro, sceglie un tempo differente dall’altro e sceglie di utilizzare dei colori differenti. È importante però anche sottolineare il fatto che lo stesso esecutore cambia il proprio stile da autore a autore. Ogni esecuzione inoltre è unica e irripetibile. Il primo scherzo di Chopin suonato da Michelangeli, non sarà mai uguale ad un’altra esecuzione del primo scherzo di Chopin suonata dal medesimo.

L’esecutore quindi fa delle scelte stilistiche che possono essere opinabili. Per esempio, ci sono degli esecutori che utilizzano il pedale di risonanza nei brani barocchi, quando sappiamo tutti che all’epoca tale pedale non esisteva ancora. Tuttavia esistono correnti di pensiero che giustificano l’utilizzo di tale pedale. Ad esempio Sandor ritiene che se Bach avesse avuto a disposizione i pedali del moderno pianoforte, li avrebbe sicuramente utilizzati (Come si suona il pianoforte Ed. Bur Rizzoli 2010), e in effetti personalmente credo che abbia ragione…

Ogni esecutore fa dunque delle scelte relative soprattutto ai propri studi e alla propria formazione. C’è poi l’esecutore dotato di più fantasia, che svilupperà in maniera più interessante determinate idee, e c’è l’esecutore che preferisce “uscire meno dagli schemi”.

Mi ricordo una bellissima frase che disse la pianista Gloria Campaner nella mia intervista , nella quale affermava che secondo lei il compito dell’esecutore è quello di portare freschezza al brano, soprattutto se questo brano è molto famoso.

Nei brani barocchi la fantasia dell’esecutore è messa molto alla prova, infatti secondo lo stile dell’epoca, si usava ripetere i ritornelli aggiungendo degli abbellimenti talvolta improvvisati, proprio come spiega la grande Emilia Fadini in questo video:

 

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