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I passi felpati di quel gattone notturno – Primo Jazz di Remo Vinciguerra (7)

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I passi felpati di quel gattone notturno - Primo Jazz di Remo Vinciguerra (7), 5.0 out of 5 based on 283 ratings

I “passi felpati di quel gattone notturno” ispirano già simpatia. Una grande simpatia. Un feeling che viene corrisposto in maniera perfetta dalla melodia e dall’armonia di questo pezzo. Il pezzo riesce a evocare uno scenario di altri tempi: luna piena, un bagliore nell’oscurità. All’improvviso, nel silenzio, spunta un gattone bello paffuto che dondola camminando sui tetti della città.  La musica si impossessa della città tra i colori e le suggestioni di una notte magica.

Da un punto di vista tecnico le difficoltà sono molte, sopratutto per un principiante. Il 12/8 rende le cose difficili sopratutto a causa di un ritmo sostenuto trainante: ogni pulsazione corrisponderà a 3/8. E’ come se avessimo di fronte, ogni 3/8, una terzina (ta-ta-ta) (per un approfondimento) .

Sincronizzare le due mani è veramente un compito difficile: la nota anticipata della mano destra, posta sul terzo ottavo dopo la pausa può risultare ostica. Difficile è anche il passaggio da una tonalità all’altra (fine prima pagina, inizio seconda) e le conclusioni… davvero da prendere con le pinze.

I consigli sono sempre gli stessi: calma, studio a mani separate.

Pianosolo consiglia

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