Gymnopédie n.1 di Erik Satie – Spartito per Pianoforte

Gymnopédie n.1 di Erik Satie – Spartito per Pianoforte

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Gymnopédie n.1 di Erik Satie - Spartito per Pianoforte, 5.0 out of 5 based on 289 ratings

Chi non conosce la Gymnopédie n.1 di Erik Satie? E’ un brano conosciutissimo ed estremamente rilassante. Ma cerchiamo di capire cosa significa il termine gimnopedie o ginnopedie:

“Gymnopédies” erano feste solenni che si celebravano a Sparta in piena estate. La solennità consisteva soprattutto in una grande varietà di esercizi musicali e ginnastici che i fanciulli eseguivano nudi in mezzo ai forti calori estivi. Ma occorre aggiungere che, dopo la battaglia di Tirea, fu congiunto a questa festa il ricordo dei Trecento Spartani caduti nel combattimento (fainotizia.it)

Per chi non conoscesse il brano, qui di seguito può sentire questa magnifica esecuzione con relativo spartito che scorre:

Come fare a non emozionarsi con queste semplici e delicate note?

Analisi del Brano

 Ed ora passiamo all’analisi di questo fantastico spartito. Il brano è in tonalità di Re maggiore, per cui le uniche alterazioni in chiave che troveremo saranno quelle di Fa# e Do#.

Il tempo 3/4 dà al brano un andamento molto danzante. E’ un brano molto delicato che parte con un pp di introduzione che poi aumenta nel corso del brano attraverso le forcelle di dinamica.

Non è un brano virtuosistico, può essere eseguito anche al primo anno di studi. L’unico problema potrebbe essere dato dai salti della mano sinistra, tuttavia l’andamento del brano è piuttosto lento, di conseguenza si ha tempo a sufficienza per poter vedere e verificare il salto prima di eseguire le note.

Il pezzo modula in varie tonalità durante il suo corso per poi concludere con un inaspettato Re minore (tenendo conto che era cominciato con un Re maggiore!).

Come già annunciato sopra, nel brano ci sono dei salti da effettuare. E questi salti spettano alla mano sinistra.

Alla mano destra spetta solo eseguire la linea melodica formata dalle semiminime. Probabilmente ti starai chiedendo come si può tenere il Basso per 3/4 (Sol nella prima battuta, Re nella seconda, Sol nella terza battuta della figura sopra) se la mano sinistra deve anche suonare quegli accordi. In pratica ciò è possibile tramite l’utilizzo del pedale del forte (pedale di destra).

Download Spartito

Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali condividendole sul web con articoli e video. Attualmente seguo il corso di laurea all'istituto G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

25 Commenti

  1. Ma come si fa a non apprezzare la dolcezza della musica di Satie ? Il problema non è essere o non essere delle vecchie zitelle: il problema è cosa s’intende per “noioso”. Volendo, anche brani come “Mephisto valzer” di Listz o lo Studio n.1 op.10 di Chopin da una parte, oppure la Berceuse di Chopin o il tanto GIUSTAMENTE celebrato primo tempo della sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven dall’altra, tanto per fare degli esempi, a qualcuno potrebbero sembrare NOIOSI …. Se invece di farsi condizionare dalla popolarità di un brano di musica classica, perchè è di questo che si tratta, ci si concentrasse, ad esempio, sullo sforzo che il compositore ha dovuto compiere per produrre un brano musicale, le valutazioni e il gradimento sarebbero certamente differenti ! A me, ad esempio, il famosissimo “Per Elisa” di Beethoven non mi fa impazzire, ma mi guardo bene dal definirlo noioso o banale, anche se lo stesso Beethoven lo ha definito una BAGATELLA ….

  2. Ciao!
    Io portai questo pezzo al mio esame di pianoforte complementare al Conservatiorio e purtroppo anche le mie esaminatrici (tutte delle vecchie zitelle) mi rimproverarono che il brano era “noioso”. Sarà, ma io lo suonai alla stessa velocità della tua registrazione.
    Forse la Gymnopedie non piacerà molto ai virtuosi del pianoforte, ma a mio avviso è un brano talmente raffinato ed evocativo del periodo impressionista che OGNI colta che lo ascolto mi rapisce. Grazie per averlo pubblicato così ho potuto dopo tanti anni ristudiarlo e farmi trasportare nuovamente in quest’ atmosfera rarefatta e sognante.

  3. Trovo Satie un vero esempio da seguire, osteggiato anche dai suoi stessi genitori nella sua grande passione per la musica perché non ritenuto abbastanza capace, e forse senza avere una grandissima tecnica pianistica, è riuscito a creare dei pezzi di una intensità emotiva esplosiva. Le sue musiche mi fanno viaggiare come nessun’altra, in pochi minuti sono in grado di scuoterti e rivoltarti l’anima. Lo ritengo un genio della musica. Non a caso era amato anche da un altro grande, un certo Debussy, che ha trasformato 2 delle sue 3 Gymnopédies in opere orchestrali.
    Meraviglioso.

  4. Sono poetessa e cantante e ho scelto le note del brano Ghymnopèdie per sottolineare la declamazione di una mia poesia in un evento serale a cui partecipero’ a breve..La mia pianista inizialmente ha odiato Sati, ma poi ne e’ rimasta affascinata…Lory

  5. Solo genta con gusti raffinati può apprezzare una melodia "poesia" del genere……..Grazie Cristian sei Grandeeee

  6. Anche secondo me fanno abbastanza ca..re:)
    Certo, li può suonare chiunque ma non danno molta soddisfazione… Sono pallosi…

    • Mi dispiace Luca, ma non concordo assolutamente con te.
      La musica non è solo virtuosismo, va anche ascoltata. Satie è un poeta della tastiera

  7. Si, hai capito bene…quindi non ti preoccupare ;-) non sei "rincitrullito"!! è proprio affrontarli leggendoli senza prepararli prima, senza memorizzarli, io da un pò di tempo cerco di leggere gli spartiti (proprio per questo ne ho molti che ruoto casualmente) da non poterli memorizzare e cerco di vedere di leggerli a prima vista (anche se ovviamente non è più la "prima"), e faccio abbastanza pena :-( va un pò meglio solo con cosette molto semplici del tipo… quelli per bambini di Disney ;-)…. anche se noto con il tempo un certo miglioramento…va discretamente solo quando vado con gli accordi e la sola chiave di violino :-), per questo mi domandavo, ma chi dice che un pezzo si fa il primo anno allude ad averlo imparato a memoria non a leggerlo…altrimenti resto parecchio deluso….

    • Certo Sergio! Quando si dice "è un brano da… "x" anno…" si intende che è un brano che si studio a quel dato anno e di conseguenza non viene eseguito a prima vista :) :) . Secondo me, se hai una buona lettura a prima vista su quel genere di spartiti, ti troverai molto bene in molti altri di musica classica.

      Conoscere gli accordi sotto forma di sigla è importante anche per velocizzare poi la lettura dell'accordo scritto esplicitamente all'interno del pentagramma. In questo pezzo si alternano due principali accordi che con un rapido colpo d'occhio possiamo capire quali sono. Per la lettura a prima vista è importante anche conoscere un po' di armonia, giusto per sapere già cosa si trova all'interno del brano (in linea di massima). Ti allego di seguito questo video ;)

      [youtube FDtoLcZ2h4I http://www.youtube.com/watch?v=FDtoLcZ2h4I youtube]

      • A me hanno affascinato subito, c'è un qualcosa di magico…forse per la tecnica pianistica non sono un gran pezzo di bravura, ma io non reputo un granché chi pesta i tasti del pianoforte per il gusto di fare dei record di abilità e velocità, io la musica la devo sentire "dentro". Vorrei però fare una domanda a Christian , che diceva che è un pezzo da primo anno: io ho difficoltà ad eseguirli ancora adesso ( e di anni ne sono passati più di uno da quando ho iniziato :-) ) però cerco di non impararli a memoria ma a leggerli ( l' 1 il 2 ed il 3..così come le Gnossienne). Quale pensi che sia il grado/tempo per la lettura?

        • Ciao Sergio! Sono sicuro che riuscirai ad eseguirli tranquillamente una volta studiati. Scusami ma non ho capito bene la tua domanda: mi stai chiedendo che livello ci vuole per poterli affrontare? Per poterli affrontare a prima vista?

          Scusami ma stanotte ho dormito poco e sono un po' rincitrullito :D :D hihi

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