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Gli accordi: cosa sono e come si formano

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accordi pianoforte
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Gli accordi sono un insieme di almeno tre note ad altezza differente suonate contemporaneamente. Le stesse note dell’accordo suonate invece in successione formano l’arpeggio.

Risulta subito evidente che non tutti gli strumenti possono suonare gli accordi, perché non tutti possono suonare più note contemporaneamente (strumenti come il violino, il cello e strumenti appartenenti alla stessa famiglia possono farlo!). Lo strumento per eccellenza per suonare gli accordi è la chitarra.  A differenza della chitarra il pianoforte ha maggiori possibilità. Infatti è possibile eseguire gli accordi che hanno funzione di accompagnamento con la mano sinistra ed eseguire insieme la melodia con la mano destra.
Il pianoforte è in grado di suonare un accordo e contemporaneamente eseguire una melodia. Ed è questa la caratteristica speciale del pianoforte, ovvero la possibilità di ottenere più suoni contemporaneamente (fino a 88!).

Come si crea un accordo?

Si parla di accordo quando si eseguono almeno 3 suoni simultaneamente (queste note devono avere fra loro una distanza ben precisa chiamata “intervallo”). Se vengono eseguite solamente due note in contemporanea, allora ci troviamo davanti a un bicordo. 
L’intervallo fra una nota e l’altra dell’accordo deve essere un intervallo di terza.  Prendiamo in esame questo accordo:
accordo-mi-minore
Le note evidenziate in arancione sono le note da suonare in contemporanea ovvero: Mi + Sol + Si.
Andiamo a esaminare gli intervalli fra le prime due note: Mi + Sol, e fra Sol + Si.
  • Mi + Sol = Intervallo di 3^ Minore
  • Mi + Si = Intervallo di 3^ Maggiore

Perché un intervallo è chiamato 3^ Minore e l’altro 3^ Maggiore? Perché l’intervallo più piccolo (Mi + Sol) è dato da 1 Tono e 1 semitono (3^ minore), e l’intervallo più grande è dato da 2 Toni (3^ maggiore).

Per riassumere possiamo dire che un accordo è una triade, cioè un insieme di tre suoni disposti  a un intervallo di terza l’uno dall’altra, che può essere maggiore o minore. A seconda della combinazione delle terze possiamo ottenere un accordo maggiore o minore o eccedente ecc… Più avanti vedremo che gli accordi potranno essere formati anche da 4 o più note (in quel caso non saranno più triadi ma quadriadi e così via).

Quanti tipi di accordi esistono?

tipi-accordi

Esistono decine e decine di accordi. Le tipologie sono limitate ovviamente, ma trasportate in ogni tonalità danno vita a una successione quasi infinita di possibilità. È impensabile cercare di ricordare tutti questi accordi a memoria, però possiamo comprendere come si formano e quindi ricavarli.
Gli accordi si possono suddividere principalmente in due grandi famiglie:
  • In base al modo: maggiori minori
  • In base al numero di note che formano l’accordo: triadi, quadriadi ecc…
L’accordo è maggiore se è formato da una 3^ maggiore più una 3^ minore. L’accordo è minore se è formato da una 3^ minore più una 3^ maggiore. In ogni modo l’orecchio potrà esserti di grande aiuto nell’individuare il modo dell’accordo. In genere, l’accordo maggiore esprime sensazioni positive, gradevoli, di pace e serenità. Prova a suonare le note Do + Mi + Sol e ascolta.
L’accordo minore invece esprime quasi sempre sensazioni di malinconia, tristezza e molto altro. Prova a suonare le note Fa# + La + Do# e ascolta la sensazione.
Questa era la distinzione per modo. Abbiamo poi la distinzione in base al numero di note. Un accordo formato da 3 note è una triade. Un accordo formato da 4 note è una quadriade e così via.
Scarica il pdf dei vari tipi di accordi.

Come si fa a ricavare un accordo?

come-formare-accordi

Basta conoscere un piccolissimo numero di accordi per ricavare tutti gli altri.
Se ad esempio conosciamo l’ accordo di Do maggiore (Do-Mi-Sol) allora possiamo ricavare con semplicità tutti gli altri accordi maggiori. L’accordo di Do maggiore è composto da 2 intervalli: Do-Mi e Mi-Sol.
Il primo intervallo è una 3^ maggiore (una terza maggiore è formata da un intervallo di 2 toni), e il secondo intervallo è una 3^ minore (una terza minore è formata da un intervallo di 1 tono e mezzo).
Quindi un accordo maggiore è formato da una terza maggiore + una terza minore. Sapendo questo, se volessimo ricavare l’ accordo maggiore di Re dobbiamo ragionare in egual modo. Partiamo dal Re e costruiamoci sopra una terza maggiore + una terza minore.  Re + Fa# + La. Lo stesso procedimento lo possiamo usare per ricavare tutti gli accordi minori, sapendo che un accordo minore è formato da una terza minore + una terza maggiore.

Gli accordi in musica

accordi in musica

Qualsiasi brano musicale è stato composto con uno schema armonico ben preciso. Ciò significa che il compositore ha bene in mente gli accordi che bisogna inserire “sotto” una qualsiasi melodia.
Che si tratti di una melodia per flauto, per clarinetto, violino o qualsiasi altro strumento, in una musica vi è sempre un percorso armonico, ovvero una successione di accordi pensati dal compositore. Questo percorso armonico è presente in ogni genere musicale. Facciamo un esempio:
per-elisa-accordi
Questo è l’incipit del brano famoso Per elisa di Beethoven. La versione che trovi è una versione arrangiata per flauto con un chiaro percorso armonico: Lam – Mi – Lam (tonica-dominante-tonica). Se prendiamo ora un qualsiasi brano di musica moderna, notiamo che anche qui c’è un percorso armonico:
nuvole-bianche-accordi
Questo invece era l’intro del brano Nuvole Bianche di Einaudi. Qui è ancora più visibile poiché la mano sinistra del pianoforte ci mostra le note che compongono i primi due accordi: Fam e Reb (Tonica-Sopradominante).
Alcuni confondono questo tipo di scrittura in sigla degli accordi (Rem, Mi7, Lab9 ecc…) con gli accordi per chitarra. In realtà questi sono solamente accordi. Possono essere suonati da qualsiasi strumento, da una chitarra quanto da una tastiera. Oppure possono anche essere intonati da un coro di voci. Le possibilità di eseguire un accordo sono infinite. Non c’è quindi da spaventarsi quando ci si trova davanti a degli spartiti di musica moderna (o jazz) scritti con la linea melodica (da eseguire con la mano destra) e le sigle degli accordi (da eseguire con la sinistra).

Come si chiamano gli accordi? E perché si chiamano così?

L’accordo prende il nome dalla nota più grave delle tre (in stato fondamentale). Infatti l’ accordo composto dalle note Do-Mi-Sol è detto accordo di Do. Questi accordi sono seguiti da un “magg” o da un “min” se sono maggiori o minori. (es. Do magg). Solitamente però si tralascia il “magg” dopo un accordo maggiore. Infatti per intendere Do magg si può scrivere ancora solo “Do” oppure “Do +”. Invece per gli accordi minori ci sono altre convenzioni. Anziché scrivere Do min si abbrevia e diventa Dom. L’accordo minore può essere seguito anche da un trattino del “meno” per indicare il “minore” (per es. Do-).
Gli accordi quindi non prendono il nome dalla prima nota dell’accordo, ma prendono il nome dalla tonica dell’accordo. Infatti l’accordo di Do (Do-Mi-Sol) lo possiamo trovare anche sotto questa forma Mi-Sol-Do o sotto quest’altra Sol-Do-Mi. Queste inversioni di note dell’accordo fondamentale sono dette rivolti. Perciò se troviamo l’accordo di Do sotto forma Sol-Do-Mi (secondo rivolto), non dobbiamo cadere nell’inganno di pensare che si tratti di un accordo di Sol! (anche perché l’accordo di Sol ha note totalmente diverse Sol-Si-Re).

Cosa vuol dire accordi di settima (7^)?

Molto spesso accade che accanto a un accordo troviamo un numero. Ad es. Sol7. L’ accordo di Sol è formato da Sol-Si-Re, ma con quel 7 dopo diventa: Sol-Si-Re-Fa. Perché abbiamo aggiunto il “fa”? Perché spostandoci di 7 note dal sol verso l’alto otteniamo il fa.
In realtà il discorso è un po’ più complicato di questo. Bisogna spostarsi di un intervallo di Settima minore a partire dalla tonica (per gli accordi di settima di dominante – detti anche accordi di prima specie – tuttavia abbiamo molti altri tipi di settime).
L’accordo di settima di dominante infonde all’accordo un effetto di instabilità e tensione e quindi implica una tendenza a voler risolvere. Risolvere una tensione significa far seguire all’accordo di settima dominante un accordo che ha una funzione di riposo. Infatti solitamente dopo un accordo di settima viene per la maggior parte dei casi la risoluzione sul 1^ grado (Es. Sol-Si-Re-Fa, Do-Mi-Sol o meglio ancora, Sol-do-Mi), oppure sul sesto con cadenza a inganno: Sol-Si-Re-Fa, La-Do-Mi .
L’accordo di 7^ di dominante si forma aggiungendo alle note dell’accordo maggiore, una terza minore. Infatti così dopo Sol-Si-Re si aggiunge il Fa che rispetto al Re è di una Terza minore sopra.
Ma se dopo il 7 trovo un “più”, per esempio Sol7+, come diventa l’ accordo?
L’accordo diventerebbe Sol-Si-Re-Fa#. Infatti quel +, indica che la terza minore che è stata aggiunta dopo la quinta dell’accordo per creare la settima, diventa una Terza maggiore così il Re-Fa (terza minore), diventa Re-Fa# (terza maggiore).
Esempi di accordi di settima:
Accordo di Mi7: Mi-Sol#-Si-Re
Accordo di Si7: Si-Re#-Fa#-La

I principali accordi al pianoforte

A seconda della tonalità del brano puoi incontrare accordi più o meno noti. Solitamente si imparano con maggiore facilità quegli accordi che sono privi di tasti neri, come per esempio:

  • Do maggiore = Do + Mi + Sol
  • Fa maggiore = Fa + La + Do
  • Sol maggiore = Sol + Si + Re
  • ecc…

Gli accordi formati da tutti i tasti bianchi sono piuttosto semplici da ricordare. Il “problema” sorge quando iniziano ad esserci i tasti neri di mezzo. Come per esempio:

  • Re maggiore = Re + Fa# + La
  • Mi maggiore = Mi + Sol# + Si
  • Si maggiore = Si + Re# + Fa#
  • ecc…

Abbiamo citato a titolo di esempio solamente accordi maggiori, ma ce ne sono anche di minori con tasti neri come:

  • Fa minore = Fa + Lab + Do
  • Do minore = Do + Mib + Sol
  • Si minore = Si + Re + Fa#
  • ecc…

Ti consiglio dunque con l’imparare tutti gli accordi che nascono sulle note della scala di Do maggiore:

  • Do maggiore = Do-Mi-Sol
  • Re minore = Re-Fa-La
  • Mi minore = Mi-Sol-Si
  • Fa maggiore = Fa-La-Do
  • Sol maggiore = Sol-Si-Re
  • La minore = La-Do-Mi
  • Si minore = Si-Re-Fa#

Altre risorse gratuite sugli accordi

Il nostro e-book multimediale sugli accordi

accordi di pianoforte

Il prontuario con tutti gli accordi (+ video di ogni singolo accordo)

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33 COMMENTI

  1. Ciao Christian, sono uno studente in conservatorio e sto per affrontare alcuni esami di pianoforte e teoria musicale.
    Mi farebbe enormemente piacere riuscire a contattarti in privato (per e-mail se possibile) per una richiesta in merito ai miei futuri esami.

    Grazie mille in anticipo!

  2. Veramente un’ottima guida, mi hai risolto molti dubbi e ho chiarito moltissime cose. Mi son rimaste solo alcune domande, gli accordi devono sempre basarsi sulla scala della canzone? La nota fondamentale intendo;
    Con che criterio metto in successione gli accordi? Perché so che per creare un buon giro di accordi ci vuole qualche accortezza che non ho mai capito;
    Gli accordi possono essere suonati con la mano destra e altre note con la sinistra? Perché vedo la foto che hai messo;
    Posso invertire le note di un accordo a piacimento e magari abbassare di ottava qualche nota?

    Spero tu possa risolveremo questo ultimi dubbi, grazie mille e continua così che spieghi molto bene

  3. Nota più grave delle tre in stato fondamentale?????
    1) no, non è la più grave ma solo la fondamentale, che non è detto sia la più grave
    2) evitiamo di creare ulteriore confusione a chi, se cerca informazioni, si presuppone sia già confuso
    3) prima di scrivere, studiamo un po’ di teoria musicale, ma prima ancora… un po’ di grammatica per Dio!!!

    • Ciao Gigi e grazie per il tuo commento. Cercherò ora di rispondere ai tuoi dubbi ai tuoi “attacchi” senza accettare alcun tipo di provocazione, perché non fa parte del mio carattere. Partiamo subito 🙂
      Premesso che questo articolo/video è stato creato per un ipotetico lettore principiante che è a digiuno di musica. Ho voluto utilizzare termini basilari (sia per non confondere ulteriormente il lettore, sia perché non sono così istruito da avere nel mio vocabolario termini elevati) e ho voluto parlare di intervalli il meno possibile.

      1) Cosa c’è di male nel dire che l’accordo prende il nome della nota più grave (riferito solo ad accordi in stato fondamentale?). Do + Mi + Sol. L’accordo è di Do, che poi sia maggiore o minore non ci interessa. Do è la nota più bassa, più grave. Mi + Sol + Do è un accordo in primo rivolto. Ovviamente non siamo in un accordo di Mi, perché l’accordo non è in stato fondamentale ma di Do in primo rivolto. Ma queste cose le sai meglio di me 🙂 .

      2) Come scritto sopra, ho cercato di non utilizzare paroloni. Ho cercato di rendere l’argomento più semplice possibile, omettendo ovviamente alcune cose. Non credo sia possibile parlare del grande universo degli accordi in un solo articolo. Non abbiamo parlato degli accordi diminuiti, eccedenti, di sus4 ecc ecc…

      3) Qualcosina di teoria la conosco. Forse non quanto te, ma credo di sapere la differenza tra un accordo maggiore rispetto ad uno minore e la differenza tra uno stato fondamentale e un primo rivolto. Può forse non piacerti (e quindi criticare) il mio modo di esporre i concetti, ma non credo sia corretto dirmi di andare a rivedere i libri di teoria musicale per bambini. In ogni modo, se ritieni che sia doveroso aggiungere o modificare qualcosa in questo articolo io sono pienamente disposto a collaborare. Penso che un atteggiamento costruttivo sia sempre preferibile rispetto a quello che hai voluto intraprendere col tuo commento.

      Un caro saluto amico mio,
      per ogni altra cosa… io sono qui 🙂

      Christian

  4. Nota più grave delle tre in stato fondamentale? Ahahahahah mio Dio…. magari un libro di musica per bambini può tornare utile e pure un dizionario di grammatica

  5. ” Non si guarda in bocca a caval donato ” ! Semplicita’ non è sinonimo di superficialita’.
    Qualsiesi tipo di lavoro offerto ” GRATUITAMENTE ” è da apprezzare dato che equivale a ” Tempo e Denaro REGALATO.
    Io di solito quando ricevo un ” REGALO “,brutto o bello che sia,approfondito o superficiale che sia, mi viene solo da dire ” GRAZIE ! “

  6. Ho quasi capito tutto…..?????……Forse….Mi mancano però alcuni perchè…????? o altri approfondimenti…..Perchè chiamiamo la 7a la nota che dobbiamo aggiungere con un tono e mezzo dopo la terza nota dell’accordo? Es Do-Mi-Sol –> aggiungo Sib ed ottengo un Do7….Giusto?….
    ma come fai a dire che spostandoci di 7 note dal Do ottengo un Sib???
    Partendo dal Do 1- Re -2- Mi -3- Fa -4- Sol -5- La -6- Si -7- Do……???? Devo considerare i mezzi toni???? allora verrebbe:
    Partendo dal Do 1- Do# -2- Re -3- Re# -4- Mi -5- Fa -6- Fa# -7- Sol……….????
    e soprattutto perche questo accordo, come tutte le settime infondono un ” modo d’instabilità ” e chiamano l’accordo successivo per loro natura….Per es. Do7 vuole il Fa Re7 Vuole il Sol….Sol7 Vuole il Do…..Ma perchè…????
    Altra cosa….Dove posso trovare tutte le regole per comporre tutti gli accordi…Se non ricordo male una diminuita si forma togliendo un mezzo tono alla 3^ e 5^ ….?????…..Vado a memoria ma mi piacerebbe avere qualcosa di scritto.
    Grazie Pierre

    • per formare un accordo di settima minore es do7 devi considerare la scala di do maggiore e prendere la terza (maggiore) la 5 (giusta) e la settima (minore)
      Christian in effetti forse non ha considerato che molti non hanno studiato le scale e gli intervalli, o forse si? comunque per formare un accordo di settima devi prendere la settima nota della scala, nel caso di scala di do la settima nota è si.
      però questo non basta. se prendi la settima nota in maggiore hai un accordo di settima maggiore (do7+) se prendi una settima minore hai un accordo di settima monore (Do7)

      lo stesso per l’accordo di diminuita, prendi la tonica, la terza minore, la 5 diminuita (da cui si prende il nome dell’accordo),

      🙂

  7. Non ci credo…più leggo le tue lezioni e più scopro che ho buttato tempo e denaro con i vari maestri(?)….hai un modo di spiegare chiaro come l’acqua di sorgente….come la luce sul mare la mattina presto…che altro dire? Sei un gran comunicatore….ribadisco: grazie di esistere!

  8. grazie mille per ma spiegazione!! ho solo una domanada…
    A un certo punto dici che non é la prima nota del’accordo a dare il nome all’accordi. Ma é la tonica… scusa l’ignoranza…Mi dici cos’é la tonica???
    grazie millle

  9. Ciao mi chiamo Angelo, complimenti per le video lezioni chiarissime nella teoria e nella pratica, volevo fare un’osservazione o meglio chiedere un chiarimento su una video lezione che ho visto e su un tuo articolo che ho letto. Il primo si riferisce a “come suonare il blues” l’articolo invece e questo “gli accordi cosa sono e come si formano”.Il chiarimento che gentilmente ti chiedo è perchè nel video per la formazione della 7, sull’accordo di FA, aggiungi il mib come terza minore e invece nell’articolo aggiungi a la nota FA. Ti ringrazio anticipatamente.Ti seguo con entusiamo per rispolverare quello che avevo studiato 35 anni prima.

    • perchè li era un accordo di fa quindi sulla scala di fa maggiole la settima minore è mib mentre nell’articolo parla di sol, quindi scala e accordo di sol, in cui la settima minore è il fa.

      In effetti Christian spiegato così come nell’articolo senza prima parlare di scala qualcuno che non ha ben chiaro scale ed intervalli può confondersi

  10. Come tutti gli altri post….
    anche questo SUPERBO!
    Finalmente ho capito dei dettagli che non sapevo sugli accordi.
    Complimenti

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