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Glenn Gould. L’estetica dell’assenza. Roma 16 novembre-2 dicembre

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Glenn Gould. L’estetica dell’assenza. Roma 16 novembre-2 dicembre

Dal 16 novembre al 2 dicembre a Roma l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia rende omaggio a Glenn Gould a 30 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1982. Due settimane di concerti, incontri, ascolti, performance, masterclass, una mostra, dedicati al pianista canadese per ripercorrerne la storia ed entrare nel vivo della sua attività non solo come musicista, ma anche come documentarista, scrittore, per avvicinarsi alla sua biografia e alla sua storia di uomo.

L’estetica dell’assenza”, sottotitolo di questo omaggio, fa riferimento alla scelta di Gould di ritirarsi definitivamente dall’attività concertistica in pubblico a soli 32 anni. Era il 1964 e il pianista aveva già maturato una concezione artistica, un pensiero volto a un’estetica della ricerca della perfezione assoluta, al controllo dell’azione musicale, supportato in questo dall’avvento dei nuovi media e da un’evoluta tecnologia del suono. L’allontanamento da ogni contesto sociale e musicale, l’estraniamento da quello che una volta Gould definì “la strategia dell’atmosfera epocale” (Glenn Gould. No, non sono un eccentrico. Interviste e montaggio di Bruno Monsaingeon, EDT 1989, pag. 103), il rifiuto del pubblico come fattore di deconcentrazione nel momento in cui l’atto creativo si compie e dell’esibizione dal vivo vista come condanna a un’unica, terribile chance di realizzare la perfezione, sono le basi di questa estetica dell’assenza che non ha impedito comunque a Gould di regalarci molti dei suoi capolavori e una fertilità di pensiero e di elaborazione concettuale della musica che ne fanno un genio universalmente riconosciuto.

Precursore di uno stile unico, scardinatore di molti luoghi comuni sull’interpretazione della letteratura pianistica più importante, originale e geniale, Glenn Gould sicuramente ha rappresentato e rappresenta a oggi una figura portante del pianismo di tutti i tempi.

La rassegna romana, organizzata dall’Accademia Nazionale Santa Cecilia, si svolge in luoghi diversi, a partire dai quattro concerti in programma all’Auditorium Parco della Musica. Protagonista Alexander Lonquich, sia in recital solistico che con i musicisti del Santa Cecilia. Al Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) invece, la compagnia teatrale Orma Fluens mette in scena alcune performance interattive sul tema dell’assenza. Al Musa (Museo degli Strumenti Musicali) sarà aperta una mostra multimediale su Glenn Gould per tutta la durata della rassegna. Al Centro Diurno Villa Lais il 19 e il 20 novembre masterclass e seminari di Alexander Lonquich su alcune interpretazioni gouldiane.

Il programma dettagliato della rassegna e tutte le info per partecipare sul sito dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

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3 COMMENTI

  1. lE VARIAZIONI GOLDBERG INTERPRETATE COME UN UNICO FLUSSO DI 32 SEGMENTI SONO UNA DELLE OPERAZIONI DI TRASCRIZIONE EINTERPRETAZIONE DELA MUSICA ANTICA PIU’ STRAORDINARIE E INCREDIBILI.

  2. Incredibile personaggio Glenn Gould. Le sue memorabili incisioni delle opere di Bach mi hanno fatto scoprire aspetti a me sconosciuti del Compositore di Lipsia. Altre esecuzioni mi hanno lasciato perplesso, come le sue interpretazioni delle sonate di Beethoven. Le Variazioni Goldberg del 1955 (più che non quelle dal mio punto di vista meno fresche ed eccessivamente elaborate del 1981) restano per me una pietra miliare ed un punto di riferimento sulla base del quale confrontare le registrazioni degli altri interpreti. Peccato essere così lontani da Roma… sarei andato volentieri a visitarla !!!!

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