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Gestire i compiti degli insegnanti di pianoforte

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Gestire i compiti degli insegnanti di pianoforte, 5.0 out of 5 based on 289 ratings

Vai puntualmente a lezioni di pianoforte e il tuo insegnante ti assegna i compiti settimali. Che importanza ha svolgerli? Posso permettermi di saltarli? Ecco, queste sono le domande che bazzicano per la mente di molti studenti.
Oggi, attraverso l’ ausilio di questo articolo, cercherò di rispondere a queste domande, togliendo ogni specie di dubbi a voi cari studenti di pianoforte.
In genere la regola da seguire è: ciò che dice l’ insegnante è sacrosanta verità. Con questa frase, intendo affermare che la maggior parte degli insegnanti di pianoforte sanno quello che fanno, e sanno fino a dove possono ” spingere l’acceleratore ” col proprio allievo, perciò se ti ritrovi puntualmente pieno di compiti non scoraggiarti.

Tuttavia c’ è anche chi intende dare poco lavoro da fare a casa ai propri allievi (come me), poiché pensa che sia migliore fare poco ma bene piuttosto che tanto e fatto male o non fatto. Spesso accade che molti studenti rimangano impressionati dalle numerose righe di compito sul quaderno al punto di  rifiutarsi anche solo di aprirlo. Diverso è aprire il quaderno e  trovare solamente due righe di compito. In questo modo, possiamo star certi che l’ allievo eseguirà i nostri compiti, poiché sono ” alla sua portata “.

Indipendentemente dal numero di compiti assegnati, è bene fare gli esercizi quotidianamente. Il segreto per riuscire in qualsiasi cosa è sempre la costanza. E anche questa volta è un elemento fondamentale. Non serve a niente studiare 3 ore di fila un giorno e fare un digiuno di musica l’indomani. Il giorno dopo ancora avremo dimenticato quasi tutto quello che avevamo imparato il primo giorno.

Perer svolgere i compiti assegnati, ci si impiega bene o male 1 ora al giorno. Se li si vogliono svolgere con particolare cura, allora si impiegano dalle 2 alle 3 ore.

Mentre il minimo indispensabile, che porta poi ad un’ esecuzione superficiale di questi esercizi, è mezzora di studio quotidiana.

Solitamente i compiti sono suddivisi in due parti: la parte teorica e la parte pratica. Certamente è sempre più divertente la parte pratica. Ahimé, la teoria è tanto importante quanto la pratica, e merita la stessa attenzione.

Per quanto riguarda tutto ciò che facciamo al di fuori dei compiti assegnati dal nostro maestro è bene che non superiamo l’oretta al giorno. Come dice il proverbio: prima il dovere e poi il piacere. E’ meglio quindi dare sempre precedenza ai compiti e poi a suonare tutto il resto.

Cadenza delle lezioni

Le lezioni solitamente vengono svolte con cadenza settimanale. Tuttavia, ci sono anche lezioni che vengono svolte una volta ogni due settimane. Queste lezioni, molto utili per gli studenti di livello avanzato, sono in grado di rendere di più di una lezione a settimana. L’allievo ha bisogno ormai di poche dritte da parte del maestro ed è sempre più autonomo. In questo modo ha il modo per gestire al meglio il tempo e, se ci sono alcuni giorni in cui non può studiare, non arriverà mai insufficientemente preparato a lezione, poiché ha avuto 14 giorni a disposizione per preparare la lezione.

I compiti quindi vanno fatti con regolarità, se è possibile, senza saltare nemmeno un giorno, in questo modo, si entra in un ritmo costante, dove le informazioni vengono assorbite e mantenute con regolarità.

Studia quindi con regolarità, e se i compiti che ti si sono stati assegnati sono troppi, parla apertamente col tuo insegnante senza aver timore, non ti mangerà di certo. E’ un peccato cambiare insegnante e distruggere quel feeling creatosi solo perché questo non aveva capito quanti compiti darti.

Quantità di compiti

Se invece ritieni che i compiti assegnati siano pochi, fanne di più, il tuo insegnante non ne rimarrà mai deluso, anzi! In questo modo fai capire che hai voglia di fare, e che hai la passione. Stai sicuro che se continuerai a fare così per 2 o 3 lezioni, sarà il maestro stesso ad assegnarti più compiti per cercare di arrivare più in fretta ai risultati.

Proponi

Non aver paura mai di proporre degli esercizi, dei pezzi o qualsiasi altra cosa al tuo insegnante. E’ giusto che ci sia anche una tua collaborazione in tutto ciò, così se desideri fortemente studiare un pezzo, chiediglielo senza timore.

Ci sono molti insegnanti austeri che seguono un determinato percorso di studio, e questo dovrà essere rispettato.

Ritengo personalmente che la strada più efficace da seguire sia quella di entrare in una certa confidenza con l’ allievo, tenendolo sempre a proprio agio e utilizzando un metodo molto elastico. E’ giusto adattare le lezioni all’allievo e non il contrario.

Chiedi

Non aver mai paura di chiedere al tuo insegnante. Viene pagato per quello! Togliti curiosità di ogni tipo e soprattutto, se non sei convinto di qualche cosa, chiedi anche il perché è utile farla!

Molte volte gli insegnanti assegnano dei compiti senza spiegare minimamente l’utilità e lo scopo di questi, sia perché si dimenticano e lo danno per scontato, sia perché non lo sanno. Tu chiedi, è un tuo diritto.

Discuti

Discuti col tuo insegnante dei metodi di studio da te utilizzati. Chiedigli se vanno bene, e chiedigli quanto bisogna studiare quel determinato esercizio che ti ha assegnato. Talvolta, avendo una quantità precisa di ore di studio, è più facile che queste vengano rispettate, poiché abbiamo un’ obbiettivo.

Per concludere

Svolgi sempre i compiti che ti sono stati assegnati, con regolarità e passione. Vedrai che avrai una soddisfazione personale immensa, e andrai a lezione con la ” coscienza pulita ” poiché hai studiato, e se qualcosa non va, non c’è problema, lo si affronta a lezione, ma l’importante è averci provato a casa..!

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7 COMMENTI

  1. beati voi! io ho un maestro che è fissato per la diteggiatura, gli staccati, le legature e se sbaglio una minima cosa è la fine! ma a volte mi chiedo: è estremamente necessario rispettare nel modo più assoluto la diteggiatura senza poterne sbagliare nemmeno una???

  2. ciao christian grazie per avermi risposto. il mio insegnante adesso sta al conservatorio di milano e scende due volte al mese, però nel modo in cui che fa le lezioni non ho nessuna difficoltà anche a distanza di settimane visto che passo anche 3 ore vicino al piano.

  3. ciao christian io ho la fortuna di studiare con un maestro eccellente.Sono otto mesi che studio pianoforte e sono arrivato a metà beyer però ora non lo uso più perchè sto studiando il valzer di chopin in la minore.Comunque tornando al discorso precedente il mio maestro cura molto la mia tecnica pianistica (tecnica del peso e articolazione),mi spiega ogni cosa che dovrò eseguire nel modo più semplice in assoluto ed io ne vado fiero perchè capisco subito. Spero di avere una tua risposta. CIAO da Stefano

  4. ciao christian io ho la fortuna di studiare con un maestro eccellente.Sono otto mesi che studio pianoforte e sono arrivato a metà beyer però ora non lo uso più perchè sto studiando il valzer di chopin in la minore.Comunque tornando al discorso precedente il mio maestro cura molto la mia tecnica pianistica (tecnica del peso e articolazione),mi spiega ogni cosa che dovrò eseguire nel modo più semplice in assoluto ed io ne vado fiero perchè capisco subito. Spero di avere una tua risposta. CIAO da Stefano

    • Ciao Stefano! Non immagini quanto sia lieto di sentire che ci sono allievi soddisfatti! Sai, quando si trovano questi insegnanti, non bisogna farseli scapapre per niente al mondo..sei molto fortunato rispetto ad altri…

      Sfruttra a meglio le tue opportunità! 😉

  5. Grazie Christian per i consigli, che trovo decisamente appropriati.
    Io ho la fortuna di avere un insegnante che trasmette molta passione per lo strumento, e mi sento libera di esprimergli ogni mio dubbio o problema, certa che si troverà una soluzione adeguata.
    L'unico mio cruccio è la mancanza di tempo, perchè suonare non è un compito qualsiasi, richiede concentrazione e buona volontà, e mettersi sulla tastiera stanchi porta a scoraggiarsi per via degli scarsi progressi e dell'ulteriore stanchezza mentale che si crea e che porta, in un circolo tutt'altro che virtuoso, a studiare sempre meno.
    Spero prima o poi di riprendere gli studi con quella costanza che, come giustamente dici tu, è uno degli elementi più importanti per progredire e ritenersi soddisfatti del "lavoro" svolto. 🙂
    Ciao, Emanuela

    • Ciao Emanuela! Grazie come sempre degli apprezzamenti per ciò che faccio, e sono contento che hai un insegnante con le contropalle :p :p Finalmente sento qualcuno che è soddisfatto del proprio insegnante.. chissà i miei allievi cosa pensano di me! ahahaha

      Ciaoooo!

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