Home Avanzato F.Liszt, Suisse, Années de pèlerinage I, S.160

F.Liszt, Suisse, Années de pèlerinage I, S.160

0
GD Star Rating
a WordPress rating system
CONDIVIDI
F.Liszt, Suisse, Années de pèlerinage I, S.160, 5.0 out of 5 based on 127 ratings

F.Liszt, Suisse, Années de pèlerinage I, S.160

franz-liszt-photo-young “Avendo in tempi recenti viaggiato per molti nuovi paesi, attraverso differenti panorami e luoghi consacrati dalla storia e dalla poesia, e avendo sentito che i vari fenomeni della natura, le scene che vi si svolgono, non scorrevano di fronte ai miei occhi come vuote immagini, ma producevano nella mia anima profonde emozioni, e che fra loro e me si stabiliva una vaga ma immediata relazione, un rapporto indefinito ma reale, una comunicazione inesplicabile ma irrefutabile, ho provato a presentare in musica alcune delle mie sensazioni più forti e delle mie impressioni più vive”.

La prefazione scritta da Liszt per l’Album d’un voyageur  nel 1842, anticipa una serie di pezzi pianistici quasi tutti legati al suo soggiorno svizzero. Versi attenti ad esprimere degli elementi nuovi, elementi musicali  ispirati ai “panorami” dei paesi visitati e ai “luoghi consacrati dalla storia e dalla poesia”. Natura e cultura sono il riflesso delle “sensazioni” e “impressioni” rielaborate da Liszt dalle sue esperienze di viaggio. Nel maggio del 1835, il sommo pianista Liszt, dopo aver abitato per una decina d’anni a Parigi, parte con la Contessa Marie d’Agoult per la Svizzera, due anni d’amore e passione immersi nella quiete idilliaca delle montagne e dei laghi nei pressi di Ginevra. Nella mente di Liszt c’è talmente tanto materiale sonoro e visivo per far nascere veri e propri ritratti di impressioni della natura e del paesaggio.

Opera di un giovane artista ventiquatrenne traboccante di sentimento e fervore romantici. Nel 1855 l’editore Schott dà alle stampe la Première année: Suisse, che consiste in una raccolta di nove composizioni, sette delle quali provenienti dal vecchio Album d’un voyageur. Anche qui le interpretazioni sono numerosissime, vorrei consigliarvi di ascoltare l’integrale del quaderno svizzero suonati da Lazar Berman.  

Chapelle de Guillaume Tell (seconda versione del n.5 dell’Album d’un voyageur, S 156) -Lento – Più lento – Allegro vivace

La prima serie degli Anni di pellegrinaggio inizia con un ritratto musicale dell’eroe nazionale svizzero Guillaume Tell. È un canto che si divide in due parti per culminare in un inno di eccezionale ampiezza sonora su un accompagnamento di accordi. I temi musicali di base della pagina sono due: l’inno religioso da una parte e un richiamo come di trombe o corni ed effetti d’eco nella parte intermedia, che assumono di volta in volta. tra gli accordi di settima in tremolo, una valenza eroica o intimistica.

Au lac de Wallenstadt (seconda versione del n.2a dell’Album d’un voyageur, S 156) – Andante placido

È una breve pagina di giochi d’acqua. L’accompagnamento si riferisce al moto ondoso delle acque dove si adagiano placide le fronde. Su questa languida figurazione di terzine e duine di semicrome alla sinistra si dipana una melodia pastorale. Pare sentire dalle rive del lago una zampogna suonare una melodia pentatonica in intervalli di quarta e quinta. Liszt in questo brano anticipa le sonorità che saranno tipiche di C.Debussy.

Pastorale (seconda versione del n.7c dell’Album d’un voyageur, S 156) – Vivace Questo brevissimo pezzo si intitolava in precedenza “Fete villageoise”.

Una danza campestre in tonalità di mi maggiore che richiama la Sonata in re maggiore op.28 di Beethoven dove nel finale della sonata, il quarto movimento presenta le medesime figurazioni di accompagnamento in 12/8 e di tema discendente a due voci.

Au bord d’une source (seconda versione del n.2b dell’Album d’un voyageur, S 156) – Allegretto grazioso

Nuova pagina ispirata alle acque, una Reverie dal delicato tessuto che si basa su meravigliosi effetti armonici e incroci tra le mani.  “Au bord d’une source » preannuncia i meravigliosi Les jeux d’eaux a la Villa d’Este della Troisième Année.

Orage – Allegro molto – Presto furioso – Meno allegro – Più moto

Anche in questo brevissimo pezzo si scorge il temperamento burrascoso del giovane compositore, evocazione della tempesta come fenomeno naturale ma soprattutto come  tempesta interiore. La scrittura contrappone un tema in accordi alle ottave roboanti, creando un effetto di chiaroscuro in una regione sonora fortemente cromatica.

Vallée d’Obermann (seconda versione del n. 4 dell’Album d’un voyageur, S 156) – Lento assai – Più lento – Recitativo – Più mosso – Presto – Lento

Vallèe d’Obermann, è il brano più elaborato dell’intera raccolta. Quindici minuti in cui Sénancour, è protagonista di una propria interpretazione malinconica e solitaria della natura. Il semplicissimo tema “violoncellistico” discendente esposto dalla mano sinistra diventa il protagonista di grandi peregrinazioni e di trasformazioni sonore tonali e armoniche; la vittoria dell’uomo e della ragione sull’indifferenza della natura vista come “madre e matrigna” causa e origine dei mali dell’uomo.

Eglogue – Allegretto con moto

Eglogue stempera la tensione del personaggio di  Obermann precedente. Pare di sentire in questa pagina un pastorello, che attraverso il suo flauto intona un intermezzo idilliaco e leggero di virgiliana memoria, tutto mantenuto nella medesima ambientazione espressiva.

Le mal du pays (Heimweh) – Lento – Adagio dolente – Lento – Andantino – Adagio dolente _ Più lento

Le mal du pays è una scena lirico drammatica in cui i temi provengono da composizioni precedenti di Liszt: “Fleurs mélodique des Alpes” e “Fantasie Romantique”. La notturna “tristezza” evocata nelle citazioni di Sénancour parte proprio dai richiami dei pastori svizzeri di rossiniana memoria per muovere verso un tema in sol minore e si minore interrotto all’improvviso da un recitativo drammatico. Il motivo ripreso in modo doloroso, sfocia in una brevissima coda.

Les cloches de Genève (Nocturne) (seconda versione del n. 3 dell’Album d’un voyageur, S 156) Quasi allegretto – Cantabile con moto – Animato – Più lento

Questo ultimo pezzo della raccolta, fortemente rielaborato a Weimar, è dedicato alla primogenita Blandine nata nel 1835. È un notturno di influenza chopiniana, costruito su una timbrica del pianoforte molto tenue, una ninnananna in cui si odono alternativamente il materiale tematico e di accompagnamento in un groviglio sonoro di campane.

Qui puoi vedere e scaricare gli spartiti. 

Pianosolo consiglia

LASCIA UN COMMENTO