Home Avanzato F.Liszt, Sonata in si minore per pianoforte, S 178

F.Liszt, Sonata in si minore per pianoforte, S 178

0
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
F.Liszt, Sonata in si minore per pianoforte, S 178, 5.0 out of 5 based on 97 ratings

F.Liszt, Sonata in si minore per pianoforte, S 178

manoscritto 1 pagina

La Sonata in si minore S178, seppur strutturata in modo ciclico, è l’unica composizione di Liszt che ha le fondamenta negli schemi tradizionali della forma classica. Liszt è ritenuto, a giusta ragione, il pianista per eccellenza, colui che continuò la via già indicata da Clementi, Beethoven e Weber e nello stesso tempo gettò le fondamenta del pianismo moderno.

La Sonata in si minore, iniziata nel 1852, fu terminata a Weimar il 2 febbraio 1853 ed è dedicata a Robert Schumann. A Weimar Liszt si dedicò alla composizione di poemi sinfonici per orchestra; Liszt piega così la forma sonata classica a nuove esigenze espressive, orchestrali. La sonata lisztiana diventa così il punto di riferimento per gli autori di sonate a venire, gettando le basi di un certo pianismo moderno alla Skrjabin e alla Prokof’ev dopo aver influenzato il gusto armonico dello stesso Wagner. Mi permetto di aggiungere che basterebbe solo questo capolavoro per inserire Liszt sull’altare dei più grandi compositori che si annoverano nella storia della musica. Liszt, fu soprattutto un compositore di musica a programma ma in questa sonata invece si scopre un desiderio insaziabile di nuovi spazi armonici e formali.

Per Liszt il pianoforte non fu solo la tastiera dei sogni, delle contemplazioni e delle evasioni dalla realtà, ma anche lo strumento in cui egli seppe riversare tutta la piena dei sentimenti, con una ricerca di effetti timbrici e coloristici senza precedenti. Passato il periodo del virtuosismo fine a se stesso tipico degli anni giovanili, Liszt fa di questa sonata il punto di svolta del suo pensiero, il musicologo Claude Rostand, parlando della Sonata in si minore, ha sottolineato che «è l’opera di un uomo che ha frequentato intimamente il Faust e la Divina Commedia». Su imitazione del lavoro dantesco, anche le proporzioni di questa sonata sono monumentali: settecentosessanta battute per mezz’ora di musica circa.

Le indicazioni principali dei movimenti sono: Lento assai, Allegro energico, Andante sostenuto, e Lento assai. Il clima infernale cupo e misterioso dell’inizio si stempera tra sordi martellamenti di sol e due scale discendenti di sol minore, la prima frigia e la seconda zigana le quali, portano al vero e proprio primo tema; sembra che la lotta tra il bene e il male, luce e ombra non lasci spazio ne a vinti ne a vincitori. La luce divina illumina l’ascoltatore attraverso il grandioso tema corale di carattere ampio e solenne al quale segue un lirico cantando espressivo affine allo spirito di un Liebestraum. Il tema faustiano ritorna pressante in un brillante sviluppo contrappuntistico: aumentazioni, diminuzioni, inversioni, moti contrari, ottave, trilli e arpeggi; la materia si plasma nell’eterna lotta apocalittica e sfocia in un cantabile dolcissimo con intimo sentimento. Una breve cadenza ci riporta al tema grandioso dal quale nasce un bellissimo fugato che ha il ruolo di terzo sviluppo e allo stesso tempo di scherzo. Scritto a tre voci il fugato si gonfia fino a raggiungere una dimensione sinfonica. Il tema grandioso risuona con accresciuto splendore, il suono viene smorzato dal tema cantando con le sue varianti ma il prestissimo con fuoco riporta al grandioso, il quale viene interrotto bruscamente da una pausa improvvisa. Un breve episodio Andante sostenuto e allegro moderato introducono alla riesposizione del tema faustiano. Tutto si conclude con un lento assai nella scala zigana, un si grave come un sordo colpo di timpani segna la fine. Il Lento assai, rappresenta l’alfa ed omega dell’opera, il biblico segno divino del principio e della fine ha il carattere retorico dell’interrogazione, del pensiero, della perorazione eroica dell’universo dei dubbi dell’animo umano.

Liszt amava questa sonata e la eseguì sovente in concerto, il più delle volte deludendo il proprio pubblico, che voleva ascoltare un atleta e non un poeta! Persino il giovane Brahms si addormentò durante un’esecuzione concertistica di questa sonata. Consiglio di ascoltare questo capolavoro dalle mani di Arrau, che eseguì questa sonata fino a tardissima età, anche quando non aveva più il vigore fisico per sostenerla.

Spartito della Sonata in si minore per pianoforte S178 di Liszt

Pianosolo consiglia

LASCIA UN COMMENTO