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Estasi e passione: la Ballata op.52 n.4 di Chopin

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Estasi e passione: la Ballata op.52 n.4 di Chopin

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È una delle pagine più belle dell’attività creatrice di Chopin: è la Ballata op.52 n.4 in Fa minore di Chopin.

Il nome di “ballata” non è nuovo, si incontra già nel Duecento e nel Trecento ma le Ballate di inizio Ottocento sono forme completamente diverse o sono testi letterari o musiche su testi letterari. Non era una novità dare a un’opera strumentale un titolo usato per la musica vocale, lo aveva già fatto Beethoven con le Romanze.

La novità delle Ballate di Chopin consiste nel fatto che sono composizioni strumentali e non si riferiscono ad alcun testo letterario: il tentativo fatto di riferire le composizioni di Chopin alle Ballate di Mickiewicz (Corrado Wallenrod, Switez, Ondine, I tre Budrys), di cui il compositore polacco conosceva e stimava i testi, non sembra portare a buon termine. È vero che Chopin prese l’idea da questi scritti ma è anche vero che egli aborriva dalle opere a programma e dai riferimenti letterari nelle opere musicali. A differenza dei suoi coetanei Liszt, Mendelssohn e Schumann, Chopin evitava nei titoli delle sue opere qualunque riferimento extramusicale e chiamava le sue composizioni direttamente con il nome del genere. Delle ballate di Mickiewicz, Chopin prese il carattere epico, lirico, narrativo, fantastico ma non i versi, insistere oltremodo al “programma” delle Ballate di Mickiewicz, cioè ai poemi ispiratori significa negare la volontà stessa dell’autore che in queste composizioni aveva messo solo il suo sentimento personale, il ricordo dell’oppressione a cui era costretta la sua terra.

Le Ballate sono, forse, le composizioni in cui Chopin riesce a sintetizzare ogni aspetto della sua arte, come compositore e come pianista: vi ritroviamo la tecnica degli Studi, la complessità delle Sonate, la potenza epica delle Polacche, la passionalità degli Scherzi, la delicatezza e la liricità delle Mazurche e dei Notturni.

La quarta Ballata è dedicata all’allieva Charlotte de Rothschild, baronessa e moglie del celebre banchiere Nathaniel che Chopin aveva conosciuto quando era a Parigi. Scritta nel 1842, sembra sia stata abbozzata già l’anno precedente e alla fine del 1842 presentata alla casa editrice Breitkopf perché ne curasse la pubblicazione.

L’autografo, oggi a New York, riporta solo le prime 79 battute scritte in 6/4 come la prima Ballata, con il raddoppio di tutte le figure. Durante il lavoro Chopin si rese conto che con quel ritmo rischiava di essere eseguita troppo lentamente e così la riscrisse in 6/8, il tempo attuale.

Siamo al momento conclusivo dell’attività creatrice di Chopin, quando produce opere di tale elevatezza da sfuggire alla possibilità di comprensione dei suoi coetanei. Nessuna sua opera ha raggiunto un grado così elevato e intenso, l’opera 54 è passionalità sublimata. Sembra una improvvisazione geniale, è un compendio di tutti gli stili e i generi trattati da Chopin durante tutta la sua carriera compositiva: ha delle Variazioni, della Sonata, del Notturno, della Barcarola.

Ciò che per la prima volta si presenta nella musica strumentale della Ballata è il dramma espresso solo con mezzi sonori ma senza testo e senza parole: è un dramma spirituale che insieme con la Polacca Fantasia e con la Barcarola sono poemi pianistici psicologici e di una espressività puramente musicale, come scrive Émile Bosquet nel suo lavoro Chopin precurseur le poème pianistique.

In particolare in questa composizione, si sente forte lo studio del Cours de Contrepoint et Fugue di Luigi Cherubini che Chopin si era fatto inviare a Nohant dall’amico Jules Fontana nel giugno 1841. Questo lavoro aveva destato un grande interesse per il contrappunto tanto da utilizzarlo con bravura e con insistenza sia in forma libera che imitata. E ne ritroviamo degli esempi anche la Ballata. Alcuni spunti imitativi con figurazioni di sedicesimi, che creano un diverso supporto al tema, si ritrovano nelle batt.58 e seguenti

prima immagine chopin

o ancora dalla batt. 135 in poi

seconda immagine chopin

Ascoltiamo la Ballata op.52 n.4 nell’interpretazione di Yulianna Avdeena, vincitrice del Concorso Internazionale Chopin nel 2010

Se invece preferiamo fare conoscenza con le interpretazioni di coloro che sono già considerati i “grandi del concertismo internazionale”, allora ci può interessare quella di Evgeny Kissin

oppure ancora per tornare ancora più indietro nella storia, l’interpretazione di Louis Kentner

o anche quella di Paul Badura-Skoda

Lo spartito lo trovate qua: Ballade_op52_n4

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