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Esercizi di Tecnica – Download Gratuito mp3

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Esercizi di Tecnica - Download Gratuito mp3, 5.0 out of 5 based on 283 ratings

Gli esercizi di tecnica pianistica hanno sempre scosso grandi dibattiti da parte dei teorici. C’è chi li ha sempre sostenuti, c’è chi ne ha scritto delle grandi raccolte, c’è chi è riuscito a darne una grande diffusione (Hanon), e  c’è chi invece è in continua lotta con questi e cerca di studiare attraverso la fisiologia e l’educazione fisica i rischi di questi esercizi meccanici.

Uno degli esponenti di questa seconda corrente di pensiero è Georges Demeny, che sostiene che l’esercizio non è altro che un mezzo per educare i centri nervosi piuttosto che per lo sviluppo muscolare. Riporterò qui di seguito alcune righe tratte da “Pianoforte e Isometria fisiologia, tecnica pianistica, esercizi” (di Fausto Bongelli.)

Georges Demeny, considerato il creatore della moderna ginnastica francese, è la figura che più ha approfondito la concezione del movimento armonico attraverso lo studio meccanico, fisiologico e psicologico del movimento. Alla base di tali studi c’è un piccolo dramma personale vissuto all’epoca della pubertà. Allievo dotato di qualità intellettuali superiori, Demeny dispone di un corpo gracile e debole che lo emargina da qualsiasi attività sportiva significativa. Anzichè rinunciare alla passione per la ginnastica, fissa il suo pensiero sull’analisi del movimento e della deambulazione frequentando assiduamente corsi di fisiologia, di antropologia e di medicina. L’assunto di base del pensiero demenyano è che l’esercizio è un mezzo di educazione dei centri nervosi piuttosto che di sviluppo muscolare.

Qui di seguito potrai trovare l’mp3 da scaricare, nella quale attraverso letture di parte di testi (“Piano Sereno” di Paolo Scanabissi e “Come si suona il pianoforte ” di Gyorgy Sandor) affermerò questa seconda scuola di pensiero. Credo che sia interessante ascoltare questa breve registrazione. Buon download (clicca sull’icona qui sotto)!

E tu? Come la pensi?

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5 COMMENTI

  1. L'Hanon non è necessario; le scale non sono necessarie. Tutto ciò che raggiunge lo stesso scopo e suscita l'interesse dello studente lo è. Minimo sforzo, massimo rendimento. Vi dirò di più: le chiavi non sono necessarie a leggere le note e la tecnica va esercitata, per gradi, ma sui pezzi…. 😉

  2. Ciao Christian, io credo che in fondo dipenda molto dal livello del pianista : se prendi un neofita assoluto, egli dovrà imparare per esempio la posizione al pianoforte, come si sostiene la struttura della mano, e nel frattempo anche "imporsi" il tono muscolare e tendineo per suonare, cosa incredibilmente difficile (e doloroso e pericoloso se fatto male!); in quel caso credo che esercizi come Hanon e affini siano assolutamente necessari.
    Appena il livello si alza un tantino, allora incomincia l'addestramento "nervoso", quello che crea le cosiddette "connessioni piramidali", ovvero le scorciatoie per suonare senza effettivamente pensare "tendi quel muscolo, rilassa quest'altro", un po' come quando si cammina : nel frattempo puoi leggere o parlare e il tuo cervello farà il resto.
    La tecnica allora la fa da padrone, e il vero obiettivo è "non affaticarsi", fare tutti i movimenti nel modo energeticamente più economico e rilassato possibile.

    Che non sia questione di forza fisica è facilmente dimostrato: ho visto bambini, che potrei sollevare con un braccio, molto più bravi di me al pianoforte…
    Quindi se parliamo di esercizi in termini di allenamento fisico, allora evidentemente non servono a nulla…
    Alcuni suggeriscono di ripeterli quotidianamente per mezz'ora o più, ovvero i pianisti dilettanti come me sono fregati perché non impareranno mai nessuna opera, visto che non resta tempo per fare altro che esercizi…

    È anche vero che non si può pretendere di usare Bach per imparare la posizione delle mani, perché gli spartiti sono più complicati e la nostra attenzione verrà inesorabilmente deviata dalle basilari nozioni di struttura e rilassatezza a cui dobbiamo invece ambire.
    Quindi, in termini accademici, sfruttare gli esercizi per la loro semplicità è quanto meno intelligente.

    Alternative come Duvernoy, Czerny o il Mikrokosmos di Bartok (fantastico) sono credo ideali, perché hanno una semplicità melodica sufficientemente semplice a non distrarre e una struttura armonica sufficientemente interessante a non annoiare.
    Resta ovvio che certe posizioni, certe "basi tecniche", conviene impararle con Hanon e compagni, come per esempio le scale, che vengono sfruttate sostanzialmente in tutte le partiture.

    Un libro interessante a riguardo è "Fundamentals of Piano Practice" di Chuan C. Chang, peraltro liberarmente scaricabile in PDF http://www.pianopractice.org (purtroppo in inglese…. C'è la versione in italiano http://www.studiarepianoforte.it/ , ma il costo di 35 Euro è davvero proibitivo e sproporzionato considerando che il pdf in inglese è libero e che dunque è una mera traduzione).
    Anche altre opere (sempre in inglese) come "The Craft of Piano Playing" (http://www.amazon.com/gp/product/0810845911) o il video (per me rivelatore) "Freeing the Caged Bird" (http://www.amazon.com/gp/product/B0013C7YLM).
    Insomma, darei un rene per aver avuto questi insegnanti quand'ero bambino… purtroppo quelli che ho avuto, nonostante l'impegno, hanno fallito nell'intento di trasmettermi i concetti fondamentali (certamente complice la mia incostanza, che però credo assolutamente normale a 8 anni).

    Riassumento : il discorso è lungo e necessiterebbe ampia trattazione, ma pur ritenendo assolutamente utili per non dire necessari certi eserciziari, sono convinto che la "nuova scuola" (quella delle cadute e del "pollice sopra", per intenderci) sia più efficace (o almeno per me lo è stata).
    È infatti curioso vedere come alcuni insegnanti riescano a sfornare grandi concertisti uno dopo l'altro, mentre moltissimi dilettanti come me, anche dopo 25 anni di costante esercizio quotidiano (e di inevitabile frustrazione) siano tristemente bloccati a spartiti (relativamente) semplici.
    Nonostante l'Hanon.
    Nonostante il Rossomandi.
    Evidentemente, la risposta è altrove.

    • Scusate,qualcuno di voi potrebbe dirmi come reperire il libro ‘pianoforte e isometrie’ di Fausto Bongelli?in particolare mi rivolgo a te Christian che l’hai nominato

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