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Enrico Zanisi Trio, Life Variations (2012, Cam Jazz)

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Enrico Zanisi Trio, Life Variations (2012, Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Enrico Zanisi Trio, Life Variations (2012, Cam Jazz)

Quando in un percorso di formazione gli elementi acquisiti sono molti e differenti ma ben assimilati può capitare che la maturità artistica sia disgiunta dall’età anagrafica dell’artista e si muova piuttosto sul terreno di una miracolosa capacità di rielaborazione e di una felice vena compositiva. Cam Jazz presents, la serie di Cam Jazz dedicata ai nuovi talenti italiani e della scena jazz internazionale, ci presenta l’Enrico Zanisi trio e un lavoro nuovo “Life Variations”. Enrico Zanisi è un pianista nato nel 1990, una formazione primaria nell’ambito della musica classica, un background che nasce sulla musica colta occidentale e piano si sposta, si evolve verso il jazz, con alcuni nomi di riferimento del pianismo del contesto, come Bill Evans, Brad Mehldau, Keith Jarrett.

Come l’andamento della vita che è, appunto, soggetto a variazioni, a repentini cambi di direzione, a una naturale alternanza fra momenti di concitato movimento e momenti di stasi, “Life Variations” rende in musica questo costante variabilità. Dieci brani composti da Zanisi e una versione finale di “In the wee small hours of the morning”, dieci composizioni qui eseguite da un trio composto dallo stesso Zanisi al pianoforte, da Joe Rehmer al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria, per cui l’aggettivo romantico denota un clima generale, un’atmosfera, un’intenzione diffusa, nonostante la grande diversità di un brano dall’altro.

La title track, “Life Variations”, ritmicamente concitata, ci ricorda l’atto del partire, la gioia insita nello spostamento, la non prevedibilità della strada, stessa dinamicità che anima “Spread”, bilanciata, nei brani più lirici del disco, come “Lied” (non possiamo non pensare a Schubert), o nella magistrale “Inno”, in cui lo svolgimento melodico assume ruolo predominante e lascia percepire colori e dinamiche del grande pianismo di Keith Jarrett. Architettonicamente sapiente la struttura di “Carosello/Troppo scuro”, con un rapido passaggio da una scrittura quasi contrappuntistica a una destrutturazione del suono in rapidi elementi sonori essenziali. Prima di tutto la melodia sembra dirci Zanisi, ma una melodia mai scontata, mai banale, mai abusata nel suo irregolare svolgimento, quasi un movimento interiore, per questo asimmetrica, per questo sempre sorprendente. Un disco che ha meritatamente valso a Enrico Zanisi il premio Top Jazz della rivista Musica Jazz come Miglior Nuovo Talento 2012.

Sul sito della Cam Jazz in anteprima i brani in ascolto.

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