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Enrico Pieranunzi with Scott Colley and Antonio Sanchez, Permutation (2012, Cam Jazz)

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Enrico Pieranunzi with Scott Colley and Antonio Sanchez, Permutation (2012, Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Enrico Pieranunzi with Scott Colley and Antonio Sanchez, Permutation (2012, Cam Jazz)


Inesauribile creatività quella di un artista come Enrico Pieranunzi che ci regala questo nuovo lavoro in studio con un trio nuovo di zecca, ma a giudicare dal risultato già affiatatissimo, in cui lo affiancano il contrabbassista Scott Colley e il batterista Antonio Sanchez, entrambi affermati musicisti a livello internazionale.

Creatività, fantasia, moto inarrestabile di evoluzione e trasformazione sono le solide qualità di “Permutation”. Enrico Pieranunzi ci chiarisce nelle sue note di copertina: “Uno dei più diffusi dizionari di sinonimi in circolazione dà questi termini in alternativa a permutation: transformation-change-shift-transposition-rearrangement (trasformazione-cambiamento-spostamento-trasposizione-riassetto o riordinamento)”. E ascoltando le nove tracce del disco, tutte composizioni firmate Enrico Pieranunzi, assorbiamo immediatamente la sensazione di un flusso di elementi in trasformazione, di tessere di un mosaico che creano forme definite, ma non definitive, e che possono essere composte e scomposte, riordinate in molte differenti direzioni a creare ogni volta immagini nuove ed impreviste, come guardare in un caleidoscopio.

A partire dalla traccia di apertura, “Strangest consequences”, il trio, sinergico assemblaggio di voci perfettamente integrate nel gioco delle parti, propone questo senso di apertura, una vocazione all’esplorazione che è sostanza delle raffinate soluzioni armoniche di Pieranunzi e delle varianti ritmiche e coloristiche di Colley e Sanchez che spesso giungono a sorprenderci, in una perfetta sintesi di ciò che vuol dire suonare forte e piano, seguire un flusso ininterrotto di idee musicali, un vero e proprio vortice di creatività.

La traccia che dà il titolo al disco, “Permutation”, si apre con un riff di Colley quasi ossessivo, preciso, ipnotico, con un tessuto ritmico leggero di Sanchez su cui vanno a innestarsi le frasi veloci del pianoforte di Pieranunzi, quasi incisi, non consequenziali, a significare una sorta di velocità della trasformazione impossibile da fissare in un parametro definitivo. La stessa tensione positiva che troviamo in una traccia come “The Point At Issue”, vertigine  musicale in cui l’arte improvvisativa di Pieranunzi emerge prepotentemente e ciascuno dei membri del trio si esprime in totale libertà. Questi musicisti si ascoltano reciprocamente, si seguono con attenzione e trovano nella libera espressione il più fertile terreno creativo.

Un gioco continuo di tensione e rilascio della stessa, basti pensare ai due momenti più lirici del disco, in “Whitin the House Of Night” e “Distance from Departure”. Ballads morbide e intense, caratterizzate da quella lentezza densa che attiene alla profondità, pagine di magistrale espressione delle qualità interiori e della generosità di Pieranunzi.

Il suono del disco cattura per la vivacità, per il dinamismo, per quella vividezza che ci consente di percepire le sfumature anche nei pianissimo di alcuni momenti o nei fortissimo in cui la compagine del trio dialoga in maniera serrata, senza vuoti di suono e di senso.

 

1.Strangest consequences/ 2.Critical path/ 3.Permutation/ 4.Distance from departure/ 5.Horizontes finales/ 6.Every smile of yours/ 7.Whitin the house of night/ 8.The point at issue/ 9.A different breath

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