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Enrico Pieranunzi Live At The Village Vanguard (2013, Cam Jazz)

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Enrico Pieranunzi Live At The Village Vanguard (2013, Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 261 ratings

Enrico Pieranunzi with Marc Johnson Paul Motian, Live At The Village Vanguard (2013, Cam Jazz)

Village-Vanguard

C’è un locale al 178 della Seventh Avenue di Manhattan che si chiama Village Vanguard. Questo non è un locale qualunque, è un vero e proprio tempio del jazz, uno di quei luoghi in cui si è fatta la storia del jazz attraverso gli artisti che vi si sono esibiti, in live indimenticabili, è un luogo dove molti dischi importanti sono nati, un luogo a cui hanno legato il loro nome musicisti come Bill Evans, Michel Petrucciani, Sonny Rollins e la lista sarebbe così lunga che finiremmo con l’annoiarvi. Chissà se il suo fondatore, Max Gordon, in quello scorcio di anni Trenta immaginava cosa avrebbe rappresentato il Village Vanguard per la musica jazz! Fatto sta che oggi quella miracolosa invenzione vive e continua a produrre il mito. Questo disco ha un significato particolare. Enrico Pieranunzi è il primo italiano a registrare un disco sul palco di questo club. La registrazione risale al luglio del 2010 e vede Pieranunzi in trio con il contrabbassista Marc Johnson e con il compianto batterista Paul Motian. La realizzazione di un sogno per il pianista romano e la consacrazione della sua arte in maniera definitiva.

Enrico Pieranunzi nelle note di copertina di questa registrazione ci svela la sua emozione nell’entrare al Village Vanguard, nel contestualizzare la sua musica a quello che a ragione può definirsi un palcoscenico d’elezione su cui si respira l’autorevolezza di chi il jazz lo ha testimoniato nella sua istanza primaria di evento live, nella sua dimensione naturale di musica in fieri, legata al qui e all’ora.

“So che la frase ero in un sogno e quel sogno stava diventando realtà può risultare retorica ma non è facile trovarne altre per descrivere quello che provavo. Lì, ogni sera, quel sogno inimmaginabile dava forma alla realtà come le mie dita la davano ai suoni del pianoforte che dialogava con le magie di Marc e Paul al contrabbasso e alla batteria” scrive Pieranunzi. E la realtà a cui dà forma sono 8 brani nei quali, sia quando il pianista Pieranunzi elabora standard come “I mean you” (T.Monk) o “My Funny Valentine” (R.Rodgers-L.Hart) e ancora “Subconscious Lee” (L.Konitz), sia quando il compositore Pieranunzi dà voce alle proprie idee come in “Tales from the unexpected” o “Pensive fragments” o ancora nella splendida versione del suo “Fellini’s Waltz”, la coerenza stilistica non deborda mai dai confini di quella che è una personalità musicale forte e dinamica, in costante movimento, con una unicità che ci fa riconoscere il linguaggio di Pieranunzi a ogni passaggio. Un linguaggio che il pianista ha costruito nel corso della sua carriera con strumenti che raramente troviamo compresenti in un unico artista: una meravigliosa abilità strettamente pianistica, una profonda cultura musicale che ha fatto tesoro della conoscenza della musica colta occidentale, una vena creativa felice e inesauribile, una capacità di espressione delle infinite sfumature dell’animo umano. In questi brani c’è la gioia del fare musica, il rigore dell’arte e la profondità di un artista il cui ascolto ci lascia sempre totalmente appagati e ci rende come il senso di una felicità.

Dal 2 al 7 aprile Enrico Pieranunzi suonerà al Village Vanguard con Marc Johnson al contrabbasso e Joe LaBarbera alla batteria.

Per ascoltare un’anteprima di “Live at Village Vanguard” visitate il sito della Cam Jazz.

Tracklist: 1. I mean you (T.Monk)/ 2. Tales from the unexpected (E. Pieranunzi)/ 3. Pensive fragments (E. Pieranunzi)/ 4. My Funny Valentine (R.Rodgers-L.Hart)/ 5. Fellini’s Waltz (E. Pieranunzi)/ 6. Subconscious Lee” (L.Konitz)/ 7. Unless they love you (E. Pieranunzi)/ 8. La dolce vita (N.Rota)

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