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Enrico Pieranunzi, Scott Colley, Antonio Sanchez, Stories (2014 Cam Jazz)

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Enrico Pieranunzi, Scott Colley, Antonio Sanchez, Stories (2014 Cam Jazz), 4.9 out of 5 based on 30 ratings

Enrico Pieranunzi, Scott Colley, Antonio Sanchez, Stories (2014 Cam Jazz)

 

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Quando pensiamo di averlo raggiunto e afferrato, ecco che Enrico Pieranunzi si sposta ancora un po’ oltre la nostra portata, in un’evoluzione continua in cui la creatività genera felici invenzioni musicali e lo conferma come uno dei nostri più importanti artisti. Enrico Pieranunzi è un narratore e, proprio come fanno il letterato o il poeta, ha appreso la difficile arte di creare, da un vocabolario e una grammatica noti a tutti, inedite sintassi che ci stupiscono ogni volta. Nella narrazione delle sue “Stories” lo ritroviamo con il trio che già ci aveva regalato lo splendido “Permutation” (2012 Cam Jazz), trio formato da Scott Colley al contrabbasso e Antonio Sanchez alla batteria.
Il lavoro discografico è frutto di una session del febbraio 2011 presso l’Avatar Studio di New York. La firma di questi brani è quella di Enrico Pieranunzi, fatta eccezione per “The Slow Gene” di Scott Colley, a confermare e dare risalto a uno degli aspetti che maggiormente contraddistingue l’arte del pianista, quella necessità di invenzione, di ricerca, di espressione personale che trova voce nell’atto compositivo. Questa musica contiene in sé tutti i tratti peculiari delle tre personalità che le danno vita, la loro formazione, le loro differenti culture, differenze che il parlare la stessa lingua musicale compie il miracolo di azzerare a livello comunicativo pur preservandone le qualità migliori.

Stories” trasmette la naturale gioia del suonare insieme, è un collage di conoscenze che creano un racconto omogeneo eppure denso di sfumature. L’attacco, con “No Improper Use”, è vigoroso e incisivo, una sorta di affermazione dell’identità del trio, un soffio energico che contraddistingue anche “Detrás Más Allá” e “Blue Waltz” in cui ci sembra di percepire eco di atmosfere alla Nino Rota dei migliori passaggi felliniani. L’immaginazione e la creatività si esprimono compiutamente nell’improvvisazione quasi astratta di “Wich Way Is Up”. L’altra anima di Enrico Pieranunzi, quella dell’appassionato creatore di storie, di evocatore di atmosfere poetiche, quella che ci fa chiudere gli occhi e ascoltare noi stessi attraverso la musica, emerge al centro del disco, in “Where Stories Are”, ballad delicata e quasi evanescente nella sua grazia in cui il fraseggio melodico del pianoforte di Pieranunzi è perfettamente sostenuto da una sezione ritmica che per l’occasione si fa persino lirica. Chiude “Stories” un brano in cui Pieranunzi sembra attingere a piene mani dalla sua formazione classica. “The Real You” è colma di suggestioni, evoca a tratti il romanticismo a tratti l’impressionismo, un dolcissimo brano che oscilla fra essenzialità e slancio, la saggia chiusura di un racconto straordinario.

Questo lavoro è uscito in concomitanza all’assegnazione a Enrico Pieranunzi del «Best International Piano Player» all’edizione 2014 degli «Echo Jazz Awards», importante premio a cura dell’industria discografica tedesca.

Track List: 1.No Improper Use/ 2. Detrás Más Allá / 3. Blue Waltz/ 4. The Slow Gene/ 5. Which Way Is Up/ 6. Where Stories Are/ 7. Flowering Stones/ 8. The Real You

Un ascolto in anteprima di Stories sul sito della Cam Jazz.

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